“Stella nera – La promessa” – di Marco Freccero

È finalmente uscito il secondo volume di Stella nera: il titolo è La promessa e l’autore è Marco Freccero.
Questo il post da leggere per tutte le info del caso.
In questa seconda parte della storia, troviamo Berto lo storto in preoccupata attesa dell’amico Leonardo: cosa avrà impedito a quella vecchia ciabatta di andare all’ospedale per accompagnarlo a casa?
Da qui si dipana, si infittisce ulteriormente, la vicenda. Il quadro del Bernini è ancora latitante, forse è stato distrutto. Qualcuno trama nell’ombra e qualcuno fa nuove conoscenze.
I nostri tre amici obiettori di coscienza sono un faro nella società del 1987, tra discussioni filosofiche e politiche.
Di certo, una storia non banale, per palati fini e per chi non cerca le storie preconfezionate.
Come ho già detto, ho fatto la beta lettrice di questo testo e ho, quindi, scritto qualche riga di presentazione:

Come scatole cinesi: la storia che contiene la Storia

Con “La promessa”, seconda parte di “Stella nera”, piombiamo diritti nel cuore della storia ma, ancora meglio, nel centro della Storia, di quella meno recente, che molti di noi non conoscono se non nei racconti degli anziani e dei sopravvissuti.
Siamo ancora a Savona e ancora nel 1987 – come nella prima parte di “Stella nera”, “Le luci dell’occidente”- ma, tra avvenimenti e ricordi, testimonianze e ricerche, andiamo indietro negli anni e nei fatti: Leonardo Perrone pare scomparso e il suo amico Berto lo Storto non si dà pace, si arriva così al libro dei Savi di Sion e al furto che Leonardo fece nella casa di Jutta. Gli avvenimenti sono collegati e ora finalmente iniziamo a cogliere il senso, il disegno che guida questo dipanarsi di eventi e personaggi.
La signora Benita sta scrivendo un libro sull’ipotetico quadro del Bernini, quell’Ecce Homo che in pochi hanno visto e hanno narrato come magnifico e “salvifico”, in quanto Bellezza unica e pura: la sola che potrebbe fare aprire gli occhi al popolo e quindi motivo di negazione da parte di un certo Potere, quello che vuole mantenere i sudditi nell’ignoranza.
Qualcuno opera dietro le quinte e ha seguito le tracce dell’Ecce Homo fin dal 1943, quando un prete è certo di averlo visto nelle mani di un ‘ungherese’ che forse era il fratello di Jutta Panckzac.
Davide, Filippo e Massimo, i tre amici obiettori di coscienza, proseguono nel loro impegno sociale e nel servizio di doposcuola, tra ragazzi con situazioni difficili e nuove conoscenze. 
Cosa ancora ci riserverà questa storia? Marco Freccero anche stavolta tira le fila di una vicenda intricata, con personaggi che hanno a cuore le loro idee, anche se non sempre sono ‘buone’.
Chi sarà quell’uomo con l’anello con il teschio? Ma, soprattutto, chi deve temere? Chi abita nella villa di Bergeggi?
La scrittura definita, i dialoghi incisivi, mai inutili, le ambientazioni precise, sono come sempre la cifra stilistica di questo autore che non si interessa di temi commerciali, che non insegue i desideri dei lettori, gli stereotipi di una letteratura banale e inutile. La scrittura di Marco Freccero non è mai superflua; insegue solo la storia che ha in mente, il significato che vuole dare agli avvenimenti.
Ora dobbiamo solo aspettare la terza parte di “Stella nera” – quando? come si intitolerà? – e raccogliere l’eredità di questo narratore e della Storia.

Morena Fanti
21 novembre 2021

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8 pensieri su ““Stella nera – La promessa” – di Marco Freccero

  1. Devo ancora leggere il vostro “L’ultimo giro di valzer” e “L’ultimo dei Bezuchov”, già presenti nel mio Kindle. Posso farcela! Anche se in questo periodo, complici diverse letture di gruppo su una pagina Facebook, mi sto dedicando ai grandi classici. Ma prima o poi…

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