Voglio salvare il sette gennaio

Questo blog pare in disuso – l’ultimo post è del 13 ottobre e quasi non ricordo come si usa l’editor di WordPress.
Non ho niente da dire. Credo. Passano le giornate senza che io abbia desiderio di scrivere.
Il momento è uno dei più brutti che io possa ricordare (a parte l’autunno del 2001 per i noti motivi): un momento che non fa ben sperare.
Da qualsiasi parte si guardi, è impossibile non notare segnali di tensione, di odio sociale.
Ora, poi, con l’avvicinarsi di quella cosa che tutti vogliono salvare, cioè il natale, sembrano impazziti: si sentono dire cose inimmaginabili, cose che fino a un mese fa non avremmo pensato possibili.
Spesso il sasso parte da un personaggio noto, un medico quotato in tv, un politico dal respiro umanitario, un giornalista che deve avere preso la laurea con i punti del supermercato.
All’istante la sua frase, che evidentemente pare spiritosa, visto che nei commenti ci sono tante risate, viene rilanciata e ingigantita. E tutti a fare a gara per essere peggio di colui che l’ha detta la prima volta.

Oggi è uscita questa frase, pronunciata da tale Pier Luigi Lopalco: «Le dico come gestisco la mia vita. Lo chiamo green pass dei piccoli circuiti sociali. Se invito da me, i non vaccinati non entrano. Se sono io ad essere ospite, mi accerto che i convitati siano muniti di passaporto verde, altrimenti mi dispiace, non vado. Così facendo ho la presunzione di fare pressione, di far sentire i no vax fuori luogo, la loro presenza sconveniente».
E tutti a rilanciarla con soddisfazione.

Io non voglio andare a casa di nessuno e di certo NON andrò da chi non desidera la mia presenza. Sia da vaccinata che da non vaccinata. Pensa un po’, Lopalco, io sono ancora convinta che questi discorsi non fossero da fare. Io pensavo che parlare di vaccinazioni non fosse educato, civile, rispettoso; pensavo fosse argomento intimo, non adatto a discussioni pubbliche.
Comunque io non voglio salvare il natale. Preferisco puntare tutto sul sette gennaio, che è il giorno che più amo nell’anno. Inoltre è la Festa del Tricolore, la nostra bandiera, che venne approvata per la prima volta, a Reggio Emilia, il 7 gennaio 1797. Se pensassimo di più a quello che significa avere una bandiera che ci unisce, forse lasceremmo perdere questi discorsi divisivi che suscitano odio.

Uniamoci per salvare il 7 gennaio.

*l’immagine proviene da qui

7 pensieri su “Voglio salvare il sette gennaio

  1. «un giornalista che deve avere preso la laurea con i punti del supermercato». Non so di chi parli nello specifico, ma dico che in genere lo hai trattato. Per quanto mi riguarda, in Italia, non esistono giornalisti, anche se qualcuno dice di esserlo.
    I veri giornalisti sono quelli di cui parla Edward Snowden nel suo libro “Errore di sistema”, giornalisti con cui lui entrò in contatto perché si fidava e perché stava facendo conoscere al mondo una realtà che era/è molto molto molto molto scomoda.

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      1. hai ragione ma il virus si ferma anche tenendo comportamenti responsabili. Non ti vuoi vaccinare? Nessun problema ma la tua scelta non deve impattare su di me. ovvero il tuo libero arbitrio finisce dove incrocia il mio.
        Poi green pass o no sono tutte cavolate che creano solo problemi

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  2. Certo che un giornalista che si esprime così non rende un buon servizio pubblico (o forse è manovrato ad arte e lo rende come servo del proprio padrone al potere), tuttavia creare una frattura tra due fazioni è sconfortante. Mi chiedo anche se la questione sia salvare il Natale o l’economia del Natale che è ben diverso.
    È questo secondo Natale che proprio non sopporto, con tutta la frenesia consumistica che c’è dietro.

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    1. Infatti. Credo che ognuno farà il suo natale e quindi lo ‘salverà’ a modo suo, con famiglia e amici, come vorrà.
      L’economia, ormai, l’hanno azzerata. Sepolta sotto strati di decreti, ansie e paure.
      Le limitazioni di una parte della popolazione, cuociono anche all’altra. Lo scrissi tempo fa: “il tuo diritto perso è una sconfitta per noi”.

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