Se questo è il mondo che vi piace non abbiamo gli stessi gusti

Ho tanto pensato se scrivere o meno: si corre il rischio di risultare indigesta e di non farsi comprendere. Molti leggono e capiscono solo la parte che preme loro di più, anche se chi scrive voleva dire ben altro.
Cercherò di spiegarmi perché ne ho bisogno: tutto ciò non interesserà a chi legge ma servirà e me per ricordarmene un giorno, se mai tutto ciò finisse, cosa che non avverrà nell’immediato.

Stiamo assistendo a un inasprimento di parole e gesti mai verificato prima. L’esasperarsi dei toni e degli animi tocca ogni settore.
L’asprezza dei commenti (dei privati ma anche dei giornalisti, dei personaggi pubblici, perfino del governo) che riguardano i non vaccinati è, per me, da paura.
Si va da un medico che scrive: Non vedo l’ora che arrivi un mio amico non vaccinato, con il covid che poi rido (e pensa se fosse un suo nemico), alle infermiere che minacciano di farti male quando ti faranno iniezioni o ti intuberanno, a chi dice (sotto a un articolo in cui si racconta dei pompieri che mangiano tutti insieme all’aperto per non lasciare i colleghi da soli e mantenere lo spirito di squadra, che è quello che li fa lavorare bene e li riporta a casa): se si presenta un pompiere a salvarmi e non è vaccinato mi rifiuto di andare con lui sul cestello (!).
La maggior parte delle persone se ne frega se i lavoratori mangiano seduti per terra dicendo “eh, quante volte l’ho fatto!” oppure “che si vaccinino allora”, dimenticando che il vaccino non è obbligatorio e quelle persone esercitano la loro scelta.
Tutte queste frasi e situazioni (lavoratori che mangiano esclusi dai colleghi, professori che vengono rispediti a casa e vien loro negato l’ingresso in ateneo, persone che vengono additate dalla comunità e escluse dalle attività culturali) sono umilianti.
La gente non vede l’ora di sbranare i suoi simili (che non sono simili): io stessa sono stata (non testimone, altrimenti credo non avrei taciuto) ma OGGETTO di un’aggressione verbale che mi ha lasciata incapace di reagire. Intanto MAI mi sarei aspettata di dovermi giustificare di una scelta che mi avevano garantito LIBERA: il vaccino NON è obbligatorio, dissero; è consigliato per le fasce deboli, i soggetti a rischio. E chi vuole farlo, lo fa.
Invece, a quanto pare, se non lo fai sei una che “fa la… con il culo degli altri”, una stronza che si approfitta del prossimo, una mezza delinquente che non vuole il bene comune. Ho subìto una violenta aggressione verbale e mi sono sentita umiliata.
Tempo dopo, in una occasione di incontri comuni, mentre mi ‘avvicinavo’ a una persona per salutarla, un’altra mi ha fermata dicendo alla persona ‘Loro non sono vaccinati!’ e anche quello non è stato bello.
Io sono educata a comportarmi bene e quindi non ho reagito (in questo caso; nel primo non sono proprio riuscita tanta era la violenza delle parole usate contro di me). E io sono una che viaggia con il contrassegno disabili nella borsa (per non dimenticarlo quando esco con la mamma) ma che non lo usa MAI se non c’è, appunto, la suddetta. Sono iscritta da 40 anni a AIDO, AVIS E ADMO (lo dico solo per dire che penso anche alla possibilità di essere d’aiuto) e sto attenta a non intralciare il percorso altrui, a non ferire le persone.
A me questo clima di odio, di cattiveria, di violenza (che anche se verbale non è che sia meno invasiva) mi angoscia. Dividere la popolazione in ‘buoni’ e ‘cattivi’ lo trovo coercitivo: un persuasore ‘occulto’ per non essere emarginato.
Togliere diritti è preoccupante: all’inizio si toglie a un gruppo e si finisce con lasciare fuori uno perché ha i pantaloni a quadretti. I precedenti creati sono un suggerimento per ciò che verrà. E ogni gruppo che si lascia fuori sono persone in meno che potranno difendere gli altri, questo credo che dovremmo segnarcelo forte sul cuore. Poi, fate vobis.

E attorno, solo SILENZIO. Tutto tace, nessuno si indigna, nessuno reclama, nessuno parla.
Io, dal canto mio, sono preoccupata, amareggiata, delusa, intristita e anche impaurita.

Si arriva al punto di organizzare un’uscita e non chiamare gli amici perché non sai come sarai accolta. Se questo è il paese che abbiamo attorno, vi dico che a me non piace.
Se a voi garba, non siamo sintonizzati. Ed è questo che mi dispiace.

*****

Ho scritto solo la metà di quello che volevo dire ma, come potete intuire, è un discorso molto complesso da organizzare.

*Vi metto un’accozzaglia di frasi (solo quelle verificate. Quella del presidente del consiglio l’ho ascoltata proprio con le mie orecchie e non la dimenticherò mai)

  • MI DIVERTIREI A VEDERLI MORIRE COME MOSCHE
    ANDREA SCANZI-giornalista
  • Non ti vaccini, contagi, muori, o fai contagiare e fai morire – Presidente del Consiglio
  • I RIDER DEVONO SPUTARE NEL LORO PIATTO
    DAVID PARENZO – giornalista
  • CHIUSI IN CASA COME DEI SORCI ROBERTO BURIONI-virologo
  • SARÒ FELICE DI METTERGLI LE SONDE NECESSARIE NEGLI APPOSITI POSTI,
    LO FARÒ CON UN PIZZICO DI PIACERE IN PIÙ
    CESARE MANZINI – infermiere
  • GLI BUCHERÒ UNA DECINA DI VOLTE LA SOLITA VENA FACENDO FINTA DI NON
    PRENDERLA E POI ALTRO CHE MI VERRÀ IN MENTE
    FRANCESCA BERTELLOTTI-infermiera

*Foto di Peter H da Pixabay

13 pensieri su “Se questo è il mondo che vi piace non abbiamo gli stessi gusti

  1. Sono preoccupata molto anch’io sulla situazione che questo governo ha creato, l’obbligo del green pass sui luoghi di lavoro sta togliendo dei diritti in nome di una libertà di scelta che non esiste più, in più si alimenta il solito clima (già abbastanza feroce prima) dei soliti leoni da tastiera che augurano ogni male a chi non si vaccina, adesso sono anche, in un certo senso, avallati dal decreto del governo. Mi chiedo se siamo ancora in un paese democratico…
    Tra l’altro sono convinta che la violenza verbale equivalga a una violenza fisica, è altrettanto pericolosa e umiliante. Per ribellarci però bisogna essere uniti, mai come in questo momento vige il “divide et impera” e il governo ne approfitta fomentando la cosa.

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    1. Giulia, se dici a qualcuno che non siamo in un paese democratico, ti rispondono di andare in Afghanistan. Nessuno si ferma ad ascoltare gli altri: più comodo rispondere con slogan.
      Nessuno si chiede “come mai questa persona sente il bisogno di dire ciò?”.
      Interrogarsi costa fatica.

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  2. Grazie per ciò che hai scritto!
    Questo “clima” sta distruggendo tutti noi che ancora cerchiamo di ragionare e conservare la vecchia normalità. Non dobbiamo sentirci soli davanti a tutto questo! No non lo siamo! Dobbiamo solo essere sempre più uniti, sostenerci e mostrare la nostra forza. Dobbiamo uscire, scendere nelle piazze e far vedere quanti siamo! Facendoci valere ma senza scendere nella trappola della violenza! I violenti sono loro e lo stanno dimostrando ogni giorno! Con le parole, i fatti, l’ arroganza, la cattiveria e la discriminazione. Noi non ci opponiamo a tutto questo solo per noi stessi, ma per tutti! Perché la libertà è un bene di tutti e andrebbe sempre difeso!

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    1. Grazie Valeria di avere letto e commentato.
      Io temo la violenza e non mi sentirei più di andare in piazza (anche se capisco la necessità di farsi sentire) proprio perché avrei paura di un evolversi che sfoci in situazioni violente.
      In mezzo a ogni manifestazione ci possono essere degli ‘infiltrati’ che vengono solo per fare casino e spesso vanificano gli sforzi degli altri.

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      1. Hai ragione!! Il pericolo di infiltrati violenti esiste sempre!! Ma in questo momento la “presenza” fisica delle persone credo sia fondamentale!
        Scrivere e protestare solo sui social in maniera virtuale non serve a nulla!
        Io sono tornata in piazza ( e non lo facevo dai tempi del liceo!) e devo dire che ho incontrato tantissime persone che vogliono solo far valere i propri diritti nella pace e nel rispetto!!
        A Torino, venerdì scorso, migliaia di persone si sono pacificamente sedute per terra ad ascoltare un comizio di 2 ore!! E’ stato molto bello … e penso che sia stato un gesto semplice ma significativo!!
        Hai mai visto una piazza piena di “terroristi” violenti che si siedono a terra per 2 ore ad ascoltare qualcuno??

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  3. Una donna al telefono con un’altra donna, con una dottoressa, un medico di base che le ha negato una visita perché la richiedente la visita non era vaccinata. Ho udito e capito perfettamente. Non me lo sto inventando, volevo quasi commentare con la donna che si era vista negare la visita, ma voleva dire ammettere di aver prestato attenzione alla sua telefonata, però come facevi a non farlo quando scopri una cosa così grave? A questa dottoressa le faranno una statua d’oro, posso immaginare.

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      1. Io ho ascoltato parlare questa donna in diretta il mese scorso ed è era chiaro e triste cosa diceva, e ti assicuro che questa donna non mi pareva malata di c*v*d e di certo non poteva fare la visita fuori la porta dello studio medico. Immagino la paziente potesse senza problemi indossare mascherina e tenere tutte le precauzioni del caso, ma purtroppo davanti a certi soggetti non ci puoi fare nulla. Si perde.

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  4. IO mi sono vaccinato con mesi di ritardo per mia esplicita volontà e non l’ho fatto per coercizione.
    Vaccinarsi è una scelta, non un obbligo come hai ben detto. Negare le visite specialistiche ai non vaccinati, tra non molto si arriverà a questo, mi pare assurdo. Vuol dire che la nostra costituzione è carta straccia, si vuole trasformare emergenza in normalità. Emergenza significa attuare provvedimenti per sistemare, bloccare o tenere sotto controllo eventi eccezionali.
    Questo governo sembra far molto peggio del precedente di Conte che in effetti ha dovuto fronteggiare eventi eccezionali.
    Questo andazzo e questo mondo non mi appartengono. Ci vivo perché non saprei dove andare ma veramente mi fa schifo.

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  5. Non ne parlo più perché tutte le volte che l’ho fatto ho rischiato l’ulcera. Un’amica secolare (38 anni, dai tempi del liceo) mi ha allontanata perché non vaccinata, accusandomi di non preoccuparmi del bene della comunità: per lei sono un’egoista e ha pure tirato fuori l’argomento genitori che – a quanto pare – non mi starebbero così a cuore! Capisci? E questa era una delle mie più care amiche. Come può stupirmi la cattiveria degli sconosciuti!
    Non avrei mai immaginato di arrivare a questo, mai! Non è il covid che uccide, ma tutto l’odio che stanno fomentando quelli “che decidono”. Chi è al potere si nutre di questo, perché sa che solo così può “regnare” indisturbato. Ho solo pensieri e parole di ampio disprezzo, che spendo sempre meno per non partecipare a questo assurdo, scatenato, odio di massa.

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    1. Marina, che sconforto! Uno si domanda: ma finora chi avevo accanto?
      Se un’amica da tanti anni non sa che persona sei davvero e segue il pensiero comune che classifica ‘noi’ e ‘loro’.
      Io vedo commenti in giro e so che, anche se non mi accusano in faccia…
      Anch’io non avrei mai pensato una situazione simile. Orribile.

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