In principio pensai fossero incompetenti

*per chi ha difficoltà di traduzione, vi metto il link di un video (non condivisibile qui) che ha i sottotitoli in italiano

Io sono una persona semplice, chiara, diretta. Non amo i giri di parole, sono propensa a dare fiducia – anche se non credo che questi vogliano il nostro bene. Il mio errore è stato non credere che forse vogliono l’opposto – e cerco di comprendere le difficoltà altrui.
Ecco perché all’inizio li ho perfino scusati: “eh, ma chi avrebbe fatto meglio. Impossibile essere preparati a una tragedia simile”. Così ho detto. Li ho scusati, capite?
Poi ho detto: “stanno andando a caso. Non sanno che cavolo fare. Incompetenti”. Non si poteva dire altrimenti. Un comitato composto da tante persone esperte e titolate, e uscivano ‘regole’ che nemmeno io avrei proposto.
Andiamo avanti, ho detto: “non sanno dove sbattere la testa e fanno dei tentativi”.
A mia scusante, confesso che ho una mente ‘pratica’, matematica, concreta: non mi venire a dire ‘tizio ha fatto questo, sta fregando caio insieme a sempronio’. Troppo cervellotico: mostrami una foto e forse ti crederò. Quindi non credo a nessuna macchinazione occulta finché non me la mostri chiaramente, in modo indiscusso.
Oggi, settembre 2021, penso sia un mio difetto. Continua a leggere “In principio pensai fossero incompetenti”

Il tuo diritto perso è una sconfitta per noi

Mi tocca scrivere anche se non ho voglia di farlo.
Mi devo togliere qualche spina nel fianco (non che la possa togliere davvero) per andare avanti. O forse per tenere traccia di questo obbrobrio celebrato con il placet dei più.
Nel momento in cui sentii la notizia di questo lasciapassare che ‘verrà usato per accedere nei ristoranti, nei bar, nei musei, nei cinema, ecc’ ho detto “il prossimo passo sarà richiederlo anche per chi ci lavora in questi posti”.
Infatti non sono stata smentita. Quando ho questi pensieri da Cassandra vorrei sbagliarmi ma di solito l’azzecco. Continua a leggere “Il tuo diritto perso è una sconfitta per noi”

Se questo è il mondo che vi piace non abbiamo gli stessi gusti

Ho tanto pensato se scrivere o meno: si corre il rischio di risultare indigesta e di non farsi comprendere. Molti leggono e capiscono solo la parte che preme loro di più, anche se chi scrive voleva dire ben altro.
Cercherò di spiegarmi perché ne ho bisogno: tutto ciò non interesserà a chi legge ma servirà e me per ricordarmene un giorno, se mai tutto ciò finisse, cosa che non avverrà nell’immediato.

Stiamo assistendo a un inasprimento di parole e gesti mai verificato prima. L’esasperarsi dei toni e degli animi tocca ogni settore.
L’asprezza dei commenti (dei privati ma anche dei giornalisti, dei personaggi pubblici, perfino del governo) che riguardano i non vaccinati è, per me, da paura. Continua a leggere “Se questo è il mondo che vi piace non abbiamo gli stessi gusti”