Di come una ‘cosa’ rivolta al singolo si ritorce sulla comunità

In questi giorni si parla solo del Lasciapassare verde e mi pare cosa giusta che anch’io dica la mia.

Vorrei dire qualcosa di diverso da ciò che leggo ovunque, cioé vorrei fare delle riflessioni su ciò che comporta per la vita di tutti. (sto scrivendo con una tastiera minuscola e sono seduta scomoda quindi scuserete le imprecisioni)

Io so che molti ne sono felici, approvano il Lasciapassare e la divisione che questo comporta, pensando di avere tanti bei privilegi e chissenefrega se parte del popolo non può godere degli stessi.

A me solo questo fa inorridire. Già la divisione dei cittadini in serie A e serie B é una cosa che dovrebbe suscitare ribrezzo in tutti, sopratutto in chi ‘gode’ di vantaggi.

Vorrei, però, fare notare alcune cose che nessuno vede: tutti parlano dei ristoranti e dei bar, ma pochi sottolineano il fatto che nel provvedimento sono stati inclusi cinema, concerti, teatri, musei e mostre, e perfino le biblioteche : tutto ciò che si definisce Cultura é sparito dalla fruizione di metà della popolazione.

Di nuovo qualcuno penserà “che me frega. Io ci vado in tutti quei luoghi”.

Non é così semplice. Non lo é mai.

Intanto, privare qualcuno della cultura, é il miglior modo per togliergli l’anima, e chi vuol capire, capisca. Poi, quando si tolgono diritti a qualcuno e il popolo accetta, il secondo passo potrebbe essere togliere altri diritti ad altre persone.

Ma la cosa che voglio mettere in evidenza (c’è ne sono tante ma non sono alla mia scrivania) é che chi pensa di essere esente dai limiti imposti dal lasciapassare, scoprirà presto che non é così.

Alcuni cinema non ce la faranno ad andare avanti (quelli piccoli, che ci piacciono tanto, con le loro programmazioni interessanti, i cinema d’essai, quelli con film fuori dai circuiti delle grandi sale) e chiuderanno.

Alcuni teatri, quelli che ospitano le compagnie che osano e portano testi nuovi e interessanti, seguiranno la stessa sorte. Alcuni spettacoli non verranno nemmeno messi in cartellone e re(si)steranno solo le grandi compagnie (che non é un male, intendiamoci, sono le migliori direte voi). Certo, il problema è che non tutti potranno andare nei grandi teatri, magari stanno in un piccolo centro e non sempre possono spostarsi.

Sarà inevitabile un restringimento delle offerte e avremo meno scelta e meno opportunità. Stessa cosa succederà per i concerti e per le mostre: chi si accolla la progettazione di una mostra, con richiesta di prestiti nei piú grandi musei del mondo e relativa onerosa preparazione dela suddetta, senza poter contare su un congruo numero di visitatori? La mostra verrà rimandata a tempi migliori.

Devo proseguire?

19 pensieri su “Di come una ‘cosa’ rivolta al singolo si ritorce sulla comunità

  1. Esatto. Pian piano arriveranno dove vogliono. Nessuno protesta in modo pratico con un bel ricorso alla corte europea. Non è nemmeno tanto difficile. Il problema è che loro sono loro e noi non siamo un … E si ha paura. Mi chiedo dove arriveremo mai. Mah.

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  2. Sono molto perplessa anch’io sul green pass, io sono pro vaccino, l’ho fatto e ho il green pass ma non mi piace affatto questo provvedimento che limita la libertà di scelta, mi sembra qualcosa di terribilmente inquietante.

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  3. Mi sono deciso dopo mesi di riflessione a vaccinarmi – non ero e non sono un no-vax – Quindi anch’io ho il green pass che rimarrà confinato in una cartella in casa. Sul telefono non ci penso nemmeno. Mia moglie avrebbe voluto vaccinarsi con me ma in Emilia gli over 60 hanno una sola scelta Jensen, il più scadente dei vaccini. Per avere qualcosa di diverso devi avere delle patologie gravi come ho io. Ci sono voluti trenta minuti di discussioni per cambiare.
    Quindi in famiglia, siamo noi due, uno è cittadino di serie A e l’altro di serie B per il solo motivo che è in buona salute.
    Il green pass è una cavolata e per di più gestito male. Non mi sembra giusto che per bere un caffè debba mostrare documenti e lasciapassare. Se prima ci andavo poco, adesso ci rinuncio del tutto. Se questo aiuta l’economia, ben vengano i green pass.
    L’aberrazione totale è la mensa aziendale oppure il diritto a lavorare negato a non vaccinati.

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    1. Se non ho capito male, magari non ho ascoltato tutta la notizia, perché sinceramente ascoltarle mi angoscia molto, anche gli studenti universitari possono accedere all’università solo se hanno il green pass. Che a me risulti l’università si paga, e pure molto. Oltre all’iscrizione ci sono libri da 80 e 100 euro a volume. Ma come si permettono di bloccare l’accesso quando uno deve pagare per conseguire una laurea? Oltre al tempo che ci vuole. Ma qua in Italia è tutto consentito? Tutto quello che scartano gli altri paesi qui viene imposto e rapidamente. Mah. Mah. Mah. O magari ho capito male io e gli studenti universitari non sono obbligati al green pass. Ma se ne parlerà ancora molto.

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      1. credo che tu abbia capito benissimo. Anch’io ho letto la notizia su diversi media senza che nessuno abbia detto bao. Il diritto allo studio è garantito in costituzione. La validità del green pass, come ho controllato sul mio, è di mesi nove (9) e poi?

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      2. Sì ho cercato pure io dopo e la notizia è tale. Dovrebbero allora restituite i soldi, diverse migliaia di euro, a chi ha idee diverse. Rendere gratuite le università e invece chi ha idee diverse è un …

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      3. In realtà quella sul green pass la trovo molto chiara. Non c’è confusione, a parte la questione del chi può o non può controllare il documento di identità che è un mero dettaglio. Sono stati chiarissimi sul cosa non si può fare

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      4. 9 mesi e poi farai una nuova dose e poi un’altra. Il green pass penso durerà molti anni, se non per sempre, nel modo in cui è stato realizzato in Italia, violando palesemente l’articolo 36 del green pass stesso, articolo imposto dalla UE. Ma figurati! 🙂

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    2. La situazione si è evoluta in malo modo. Finisce che, per togliere diritti a una parte di cittadini, li tolgono a tutti. Le mense le stanno togliendo e i lavoratori si arrangino, alcuni spettacoli vengono rinviati e via via anche le altre attività.

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      1. l’ultima trovata è che la durata del vaccino avviene per DPMC solo perché si sono trovati impreparati al fatto che dal 18 ottobre scadono i green pass più vecchi. Di chi sono? Operatori sanitari. Altri commenti sono inutili.

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