Il mio omaggio a Franco Battiato

La morte di un Artista così grande genera in noi tristezza e senso di mancanza.
Invece potremmo concentrarci su quanto un grande artista ci lascia. I testi che ha scritto, le tantissime registrazioni delle sue esibizioni, la sua Poesia, le possiamo ritrovare ogni volta che ci viene alla memoria una sua frase. Tutti abbiamo in mente frasi di Franco Battiato: un artista così notevole, poliedrico e profondo lascia in ognuno di noi un segno indelebile.
Ho cercato due brevi post di tanti anni fa, scritti in altri blog e che mi ero salvata prima che splinder affondasse. Eccoli:

*martedì, agosto 31, 2004

Rotolando rotolando…
la Campania

Nel minuetto delle regioni, l’Umbria cedeva il posto alla Campania, proprio mentre Franco Battiato mi allacciava la cavigliera e mi chiedeva di danzare per lui. Le colline diventavano meno verdi e i miei occhi si preparavano a paesaggi ritrovati.

Ma quello che mi interessava di più erano le persone, proprio come nel racconto: “… di ogni luogo, amava soprattutto le persone…” e così, mentre ritrovavo il paesaggio e il clima, abbracciavo Maria e sentivo di essere a casa.

Prima cosa: togliere l’orologio. Dal polso e dalla testa. Qui non serve. In uno spazio e in un tempo così dilatato da toglierti ogni velleità di rispettare convenzioni o altro, si può usare solo perché sembra un braccialetto. Orologio sul comodino e braccia sempre aperte: l’occorrente per abitare qui.

Il tempo serve solo per chi si ama. Niente altro occorre a noi: solo tempo. In una filosofia di Vita che è sempre stata mia, mi riconosco all’istante e so che appartengo a questa vita e a questi luoghi.

La magia di una giornata a Positano, la limpidezza dell’acqua e del cielo, e i colori delle case arrampicate sulla montagna. Mentre le confidenze si sdraiano sul lettino, si mangia pane condito, e gli occhi si perdono nella storia del paese.
P. è sicuro che portando nel cuore una giornata vissuta qui, starò bene per tutto l’inverno e io sento che è vero.

Qui la sera scende in strada, a qualsiasi ora. La casa è una prigione per le anime chiacchierone e confusionarie. Davanti alla gelateria, che vende formaggi (!), un pubblico molto partecipe canta e batte le mani al ritmo di vecchie canzoni. Il gelato, servito in coppette con fragoline di bosco, è il contorno all’allegria e alla confusione. Viene annunciata l’esibizione di Teresa de Sio, subito smentita dalla bionda cantante che prende il microfono: ” Mi chiamo … e sono di Vico..” ma al pubblico della strada non interessa il nome di chi canta e batte le mani al ritmo della “Rumba de’ scugnizzi”

In fondo alla strada si vede il mare, Più che vederlo, però, lo si intuisce e si lascia vagare lo sguardo fino a dove si perde del tutto, seguendo le corse dell’anima e il battito del cuore.

Il viaggio di ritorno è scandito dalle parole dette e dall’alternanza dei sentimenti. Risate che si sommavano a lacrime, fino a diventare simili. Abbracci in camicia da notte, e per colazione, da intingere nel caffè dolce, che qui bevo come gli altri, nel totale inserimento che mi porterebbe ad abitare qui, in un casa di fronte al mare, con le finestre che si affacciano su una strada dove di sera si canta, in un paese senza orologio, dove tutto è probabile ma non indispensabile.

“… come spesso accade è facile abituarsi ad una presenza, difficile è sopportare un’assenza.”

All’autogrill il panino “positano” occhieggia dal banco frigo. Lo evito e ripiego su “ulisse”. L’unico panino “positano” è quello che riempie il cuore e fa stare bene per tutto l’inverno: uno spettacolo unico con contorno di amici e l’anima in pace.

Franco Battiato sta sventolando la sua bandiera bianca e io sento che per qualche giorno mi arrenderò allo scorrere dei ricordi e mi lascerò travolgere dal fiume in piena dei sentimenti e delle emozioni, mentre tirerò le fila di questo mio rotolare che mi ha portato da tante persone e mi ha riempito il cuore  e reso sopportabile questo scorrere di giorni lunghi e pigri.

*mercoledì, 14 settembre 2005

Pausa Emozione
ovvero
Franco Battiato in concerto

All’andata lunghe pennellate rosa e nuvole bianche gonfie come meringhe, in un cielo finalmente di nuovo azzurro, ci portavano verso la poesia e l’emozione.

In ritardo lui entra sul palco, chiamato a gran voce,  con la sua aria di poeta emaciato del secolo scorso, e la sua apparente fragilità, poi sorprende con improvvisi saltelli e un sorriso dolcissimo, mentre canta con un’energia sorprendente.

La musica passa direttamente dall’altoparlante al mio cuore e battono insieme, fino a togliermi il respiro, mentre canto con parole che non pensavo di conoscere a memoria, e che mi ricordano lunghi viaggi con le valigie nel bagagliaio, sotto un cielo azzurro di promesse.

Passammo l’estate

su una spiaggia solitaria

e ci arrivava l’eco di un cinema all’aperto

e sulla sabbia un caldo tropicale

dal mare.

E nel pomeriggio

quando il sole ci nutriva

di tanto in tanto un grido copriva le distanze

e l’aria delle cose diventava

irreale.

Mare mare mare voglio annegare

portami lontano a naufragare

via via via da queste sponde

portami lontano sulle onde.

Tutti saltano e cantano battendo la musica con le mani e Franco ricambia con la sua Arte e penso che se c’è una cosa che potrei invidiare è questa capacità degli artisti di dare emozioni. Questa è una cosa che vorrei per me, anche se non da un palco, almeno lo vorrei fare scrivendo e affabulando con emozione i miei ipotetici lettori. Ma ho ancora tanti anni, per provarci…

La stagione dell’amore viene e va,

i desideri non invecchiano quasi mai con l’età.

Se penso a come ho speso male il mio tempo

che non tornerà, non ritornerà più.

La stagione dell’amore viene e va,

all’improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.

Ne abbiamo avute di occasioni

perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.

Ancora un’altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.

Nuove possibilità per conoscersi

e gli orizzonti perduti non ritornano mai.

La stagione dell’amore tornerà

con le paure e le scommesse questa volta quanto durerà.

Se penso a come ho speso male il mio tempo

che non tornerà, non ritornerà più.

Al rientro solo stelle mute nel cielo blu.

L’emozione toglie le parole a volte.

*Grazie Franco

2 pensieri su “Il mio omaggio a Franco Battiato

  1. Un bellissimo omaggio, ho scritto anch’io un post su Battiato a metà con un libro. Hai ragione dobbiamo pensare a quello che un artista ci lascia e, nel caso di Battiato, è davvero tanto. In questi giorni ho riesumato diversi cd e vecchie musicassette (eh sì, le ho ancora, ho uno stereo in casa vecchio stile con cui posso ancora ascoltare le musicassette oltre ai cd e alla radio) avevo davvero quasi tutta la discografia di Battiato, il resto è tra i preferiti di spotify. Un artista che ha segnato molti anni della mia vita e, a fasi alterne era ancora presente. Le sue canzoni erano così presenti nella mia vita che in alcuni romanzi che ho scritto le ho anche citate…

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