Come sarà il dopo covid

Molti si interrogano su come si trasformerà la nostra vita dopo questi mesi (due anni almeno prima di poter dire che siamo al “dopo”) di alternanza isolamento e zone colorate, divieti e certificazioni.
Saremo migliori? Questo scordatevelo. Non esiste ‘miglioramento’ se non spinto dalla persona stessa: gli eventi non migliorano mai, questa è la scoperta che ho fatto anni fa e che non si è mai smentita.
Saremo sempre le stesse persone ma avremo meno tolleranza e più bisogni repressi, e qualcuno li sfogherà, come già fa, sugli altri.

Però qualche cambiamento ci sarà.

Quando finirà tutto, queste abitudini saranno talmente consolidate che ci sembrerà di avere sempre fatto così.

Per gli uffici pubblici, stessa cosa: appuntamenti e via in due minuti. Che è anche comodo, eh.
Però devi sempre pianificare, devi saperlo prima, organizzare. Non esisterà più: Ho mezz’ora di pausa, vado e sbrigo quella pratica.

E tante altre cose, dalle riunioni online senza spostarsi per la città, alle assemblee condominiali dal proprio divano, alla trasmissioni con ospiti internazionali a cui non occorre pagare il volo e l’albergo, ecc ecc.

Io, se fossi in voi, inizierei a scriverci un romanzo 😉

Foto di Couleur da Pixabay 

12 pensieri su “Come sarà il dopo covid

  1. Sì, nulla sarà come prima, ci stanno mettendo nel cervello una serie di idee e ci stanno sottoponendo lentamente ad accettare cose che prima non avremmo mai accettato. Ci prendono per sfinimento. Alla fine, almeno io penso: “Ma, sì, fate quello che volete”. Un romanzo io lo farei. Ma sarebbe molto molto ironico, molto politico satirico, ma penso che molti poi vorrebbero togliermi di mezzo perché colpirei diretto quasi con sadismo, i personaggi sarebbero quelli, poi c’è la gente che ci ha rimesso la pelle grazie alla non conoscenza di nessuno che però viene spacciata per conoscenza dei fatti e del virus, non so con quale criterio. No, meglio se non le dici ‘ste cose 😀 . Il romanzo su questo tema meglio evitarlo. Si offenderebbero in molti e passerei per un poco di buono, ma sarebbe molto peggio del “poco di buono”. 😉
    Però è vero. La gente si sta dando molto a questo tema. Tantissimo. Storie di cui sinceramente posso fare a meno. Voglio dire, se uno il tema deve affrontarlo non dovrebbe limitarsi al solito “Andrà tutto bene”, a storie d’amore nate in pandemia, ecc, poi è chiaro che ognuno scrive di ciò che vuole come è sempre stato e sarà. In tanti ne stanno pubblicando in tal senso. Mi pare addirittura un libro si chiami proprio “Andrà tutto bene”.
    Piuttosto ho scritto un paio di racconti che toccano un po’ alla lontana il tema ma in termini futuristici. Uno ambientato a Bologna e un altro a Milano. Fanno parte della raccolta dei racconti del ferragosto che pubblicherò questa estate. Forse. Sempre se alla fine riuscirò nell’impresa di mettere insieme tutto il materiale e convincermi a pubblicare e a trovare l’entusiasmo che serve. 😐
    Che sia cambiato tutto con le prenotazioni e che funzioni meglio è una parola grossa. Dipende dalle regioni. Ci sono regioni dove l’efficienza aumenterà. Altre in cui non solo non aumenterà ma peggiorerà ulteriormente, in quanto davvero non hanno idea di cosa sia l’organizzazione, avere siti internet che sappiano accogliere migliaia di connessioni al secondo, che sappiano gestire (e in riservatezza) dati personali. Dipende. Sicuramente andrà come doveva andare. 😐

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  2. É una bella idea, in realtà qualcosa ho già scritto, nell’ultimo episodio del commissario Sorace siamo in piena pandemia e ci sono molte riunioni on line. Mi tocca ammettere che, soprattutto queste ultime, mi hanno risolto la vita lavorativa….

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  3. intanto bisogna capire quando finisce e se finisce. Nessuno lo sa e tutti sparano la loro cavolata. Vaccino o non vaccino, immunità di gregge -però io non sono una pecora che fa beeeé- oppure no, qualcosa dobbiamo cambiare. È vero noi siamo gli stessi, basta vedere movida e ristoranti, ma qualcosa nei nostri comportamenti dovrà per forza mutare. In peggio? In meglio? Non lo so e non ipotizzo nulla.
    Scrivere un romanzo? Sarebbe un’idea, specie se lo facciamo sul tipo del racconto del condominio.

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  4. Uh, ci sarà un fiorire di romanzi sul tema, vedrai!
    Io sono una pessimista cronica: non ci sarà mai una ripresa totale, rimarremo spaventati, senza godere di abbracci e slanci sinceri di affetto; saremo tutti guardinghi, più chiusi, sempre con un piede nella paura e non ci riconosceremo più in volto, perché la mascherina rimarrà la nostra seconda pelle.
    Disfattista senza speranza: 🙋🏻‍♀️😁

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