Metodologia per la scrittura di un romanzo – quarto

Tourbillons – grand vase – Lalique

Oggi, guardando le statistiche del blog e i post più cercati, mi sono imbattuta in un mio post datato (sembra ieri ma non lo è) 2015.
La metodologia per la scrittura di un romanzo: be’ mica stavo qui a lucidare i baffi del gatto del vicino.
Qui il primo post, poi il secondo e qui il terzo. Li ho riletti tutti e mi sono detta “perché mai non avrò continuato questi [in]utilissimi post?”
Ed eccomi qui.

Stavamo parlando di documentazione:

  • Sui luoghi
  • Sui ‘mestieri’ e professioni
  • Sulle materie che i nostri personaggi amano: se, per dire, Giovanni è appassionato di francobolli è facile che li nomini e allora occorre avere qualcosa di sensato da scrivere sull’argomento.
  • Sulla moda, se un nostro personaggio frequenta ambienti fashion e locali di tendenza.

Io, per il personaggio di Fabio, mi documentai sui whisky torbati scozzesi, sui vini pregiati, sull’albergo favoloso Villa d’Este sul lago di Como – prego notare dove si trova la piscina -, sull’oggettistica di Lalique – in alto nel post, l’immagine del vaso da 8.500 euro che Fabio scaglia sul pavimento e che riordina subito dopo a Lalique.
Per Dario, mi sono documentata su Genova, sul famoso ascensore di Castelletto e sulla poesia di Giorgio Caproni, sulla professione di architetto e sull’ufficio del Beni Culturali.
Poi ho fatto ricerche sul cibo ligure e sui vini, sul paese di Cervo (ma avevo anche esperienza diretta, perciò l’ho inserito): questo insegna che tutto ciò che sappiamo può essere ‘piegato’ alla storia da raccontare.

Per Annalisa, mi pare di aver fatto ricerche solo su Sam Francis che, comunque, ‘conoscevo’ già. Siccome Annalisa ama dipingere, ho chiesto alcuni particolari a un’amica che si diletta di pittura. A volte basta una sola frase azzeccata e la storia puzza subito di verità.

Impegno diverso sarebbe quello di scrivere un romanzo storico ma a me di certo non pungerà vaghezza di fare ciò, visto che non amo leggere le storie che non sono contemporanee (a parte certi classici a cui perdono tutto).
Chi desidera ambientare le proprie storie nel 1800, e parlare di certi personaggi esistiti davvero, di certi luoghi reali, deve fare un preciso e precedente lavoro di documentazione seria. In questo caso, la ricerca potrebbe richiedere più tempo della stesura del testo.
Ma non sono problemi miei: io ne ho abbastanza di cercare cibi, vini e marche di auto 🙂
(e ho sempre quel romanzo iniziato per il quale, anche se è contemporaneo, dovrei fare ricerche su modo di indagare un omicidio e sui gradi di chi se ne deve occupare. ma non so dove reperire le info. Mi ero pure fatta amico un carabiniere ma poi mi scocciava disturbarlo e così non ne ho fatto nulla)

E voi, le fate le ricerche per i vostri testi?

3 pensieri su “Metodologia per la scrittura di un romanzo – quarto

  1. Avendo scritto finora solo racconti, non mi sono dovuta documentare più di tanto, se non quando dovevo far uccidere qualcuno senza lasciare tracce (acido ossalico, se può servire 🙂 al posto del sale nell’impasto della piadina romagnola). Per il “romanzo” che sto tentando di scrivere ho già fatto diverse ricerche. Spero non inutilmente.

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  2. chissà che fatica lucidare i baffi al gatto 😀
    Certo documentarsi è fondamentale su come veste, cosa beve, ecc. Il lettore deve essere coinvolto nel seguire la storia.
    Ad esempio nell’ultimo romanzo in parte ho attinto dalle mie conoscenze ma molto è stato frutto di ricerche storiche e altro. Un lavoro che mi ha impegnato molto.

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