Settembre 2020: mai così strano

Oggi inizia uno dei mesi, per me, più belli.
Per molti, settembre rappresenta un inizio, un nuovo svolgimento dell’anno, come fosse un capodanno di quasi autunno.
Spesso, gli altri anni, facevo una scaletta di progetti – non di ‘propositi’ che quelli, si sa, nessuno li porta a compimento – e avevo idee di scrittura (di brevi post, che avete capito).
Questo 2020 ha un po’ tarpato le ali a tutti i progetti, incluso i miei.
A volte mi perdo a ragionare sugli effetti di questa pandemia, di cosa ha provocato nella società: effetti evidenti ne abbiamo sotto gli occhi ma sono i ‘meno evidenti’ quelli che mi spingono alla riflessione.

Non sarà per tutti la stessa cosa, però io ho smesso di usare qualsiasi tipo di cosmetico. Sono arrivata al mare e la prima sera che siamo usciti a cena ho cercato un rossetto nella borsa: si arriva al tavolo con la mascherina ma poi si toglie, no?
Ho rovistato nelle tasche e negli scomparti ma di rossetti nemmeno un’immagine. Solo due lucidalabbra quasi terminati e uno stick per il sole.
Di solito ne avevo almeno tre nella borsa – ho una specie di fissa per i rossetti.
Non parliamo poi di fondotinta, fard e terra: se li usi vai in giro con una mascherina sporca, e quindi mai usati da febbraio.
Che significa ciò? Che in ottobre mi troverò – se mai volessi usarli – con i cosmetici ancora nuovi dello scorso anno: zero acquisti in profumeria.
Non parliamo di maglie e pantaloni: e chi li ha usati lo scorso inverno? Ancora seminuovi nell’armadio.
Credo che lo stop agli acquisti sarà un grave problema per tutti: meno soldi circolano e più si impoverisce la società, qualche negozio – già accaduto – chiuderà per sempre e la città diventerà più brutta.
Ma non sarà solo un effetto a breve termine: un poco per volta si entrerà nell’idea che certe cose non servono – che è la verità – e si smetterà di comprare alcuni articoli e o di fare certe cose.
Questi sono pensieri miei, di questo momento. C’è anche l’effetto opposto e si chiama ‘rivalsa sul destino infame’: comprare, spendere, fare delle cose, solo come ricompensa dei disagi – anche psicologici – subiti.

Quindi: un effetto e anche il suo contrario. A significare che indenne non è uscito nessuno. Non il commercio e non i clienti. Non la società e nemmeno l’economia. Non la scuola e nemmeno gli scolari.
Tra chi avrà ancora timore e chi dei timori si beffa, ci dovremo barcamenare e navigare a vista ancora per lungo tempo.

Foto di anncapictures da Pixabay  (rappresenta l’assortimento che avevo di solito nella borsa)

5 pensieri su “Settembre 2020: mai così strano

  1. Una riflessione interessante soprattutto nel passo che riguarda città, negozi… è vero, qualcosa va perso e qualcos’altro cambia in noi e nel mondo. Ci pensavo proprio oggi mentre stavo preparando le valigie per il ritorno in città, simbolo di lavoro per me come per tanti: ho pensato di portare meno vestiti possibile, meno cose possibile, fare a meno realmente del superfluo. Questo rende pulita la mente e leggere le azioni.

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    1. Sai, Chiara, che anch’io quest’anno ho portato pochissime cose in valigia?
      Ho stivato in un trolley da cabina tutti i vestiti per un mese, compresa una giacchina pesante nel caso fosse venuto freddo.
      Ripulire l’esterno aiuta a pulire la mente, hai proprio ragione.

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