Quattro personaggi cercano una storia

Quesito molto interessante:
bastano quattro personaggi per formare una storia?

Non crediate che una simile domanda sia balenata nella mia testa da sola. No, la questione nasce dopo la lettura di un post su facebook e specificatamente nel solito gruppo degli ‘scrittori e scrittrici emergenti’. Ecco il post:

Supponiamo che io abbia solo personaggi in testa, ma nessuna storia.
Ho un’ostetrica, una cameriera, un ragazzino, un neonato. Come li metto insieme?

A me ha fatto ridere. Sarebbe molto bello che la visione di quattro personaggi ‘scompagnati’ potesse generare un romanzo.
Non credo sia così che si procede. Oltre al fatto che non devono essere gli altri a suggerirti le storie che scriverai. Se non hai storie, non scrivere.

Da dove si inizia, quindi, a costruire storie e trame?
Un protagonista è molto utile, perciò va bene la cameriera, come l’ostetrica, o il ragazzino, ma anche il neonato (per quanto sia difficile far agire il neonato da solo).
Ma il protagonista da solo, per quanto personaggio forte, non basta. La storia richiede, appunto, una storia. Serve cioè “un falegname che desidera un figlio, gli viene regalato un pezzo di legno e lui lo lavora fino a crearne un burattino, ecc ecc”.
Il falegname da solo non mi dice nulla, se non ho in mente un fine da dedicargli, un tema su cui farlo ragionare, un conflitto che lo renda vincitore o perdente.
Inoltre, il falegname deve avere un carattere, e anche qualche caratteristica, qualcosa che lo renda riconoscibile dal lettore e che lo faccia amare – o detestare –
dal suddetto.
Ma, e lo ripeto, i personaggi da soli non mi dicono nulla.
Quando ho scritto La centesima finestra ho visto un avvenimento che accadeva tra tre personaggi. Questo è qualcosa su cui lavorare.

Un avvenimento susciterà altre faccende, dei piccoli drammi, delle tensioni tra loro. E altri avvenimenti che porteranno in un punto.
Così si dovrebbe lavorare a mio parere.

E voi, come lavorate?

 

Foto di Alexas_Fotos da Pixabay

14 pensieri su “Quattro personaggi cercano una storia

  1. Non avendo ancora scritto romanzi (l’unico che ho iniziato giace da mesi a metà, o forse un quarto, tra i miei documenti Google), i miei racconti nascono spesso da un pensiero, che poi si dipana in una storiella. Ultimamente ho “semplificato” il lavoro mettendo gli stessi protagonisti, così come ho fatto nel gioco del condominio. Ad ogni modo anche la storia del romanzo è nata da un racconto scritto in precedenza che ne è diventato il prologo. Dai due personaggi del racconto, ora ne sono comparsi altri due o tre comprimari più quelli che ruotano attorno. Purtroppo però sono ferma perché indecisa su come proseguire. Aspetto l’ispirazione. 😀

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      1. Grazie! Sì, sono le mini storie scritte durante il lockdown su ispirazione dell’editore Mauro Gurioli, per “distrarci” un po’ in un periodo così cupo. Dopo gli è venuta l’idea di farne una raccolta per beneficenza.

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  2. Sono i personaggi che creano la storia, mai il contrario. È un grave errore forzare una trama attraverso personaggi che la seguono a tavolino, a meno che non si sia fatto tanto di quello che gli inglesi chiamano brain storming e quindi personaggi e trama si sono fusi. Nelle mie storie i personaggi prendono vita e decisioni che a volte contrastano con quello immaginato all’inizio. Ed è a quel punto che la storia decolla. Ci sono serie televisive che puntando sui personaggi hanno conquistato il mondo. Quelle che hanno puntato sulla trama e reso i personaggi succubi della stessa, quasi inutili e tanto è vero che si dimenticano presto o se ne interrompe la visione. Naturalmente di deve sapere come la storia inizia, qual è il climax e il finale, ma si deve puntare sui personaggi. Sono loro la carta vincente della storia, secondo me.

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      1. Sì, però non creando una storia e usando personaggi stereotipati o burattini. Tipo come avviene nella serie TV Salvation dove i personaggi erano super stereotipati e l’unica frase che conoscevano era: “Forza, dobbiamo andare a salvare il mondo”. La serie non era originalissima ma se i personaggi avessero avuto spessore e personalità originale sarebbe stato uno show di tutt’altro livello. 🙂

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  3. Inizio a scrivere una storia partendo da un’idea legata però a un personaggio, immagino un suo percorso, un episodio che lo porterà a crescere e a cambiare…
    Quasi sempre immagino una scena come se fossi a teatro o al cinema e la vedo prima di scriverla, parto da quella scena poi il resto viene passo dopo passo.

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  4. Sono d’accordo con te, per me deve esserci un evento scatenante, una storia a monte. E’ anche importante mettere a fuoco chi vive questa storia, ma non è mia abitudine partire dai personaggi per costruire una trama. Esistono anche romanzi tutti basati sui personaggi, ma non sono i miei preferiti. Ognuno poi ha i suoi gusti, ovviamente.

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