“Non abbiamo fatto abbastanza, abbandoniamo l’ipocrisia”

Queste sono le parole pronunciate dal parroco di Terni ai funerali di Flavio Presuttari e Gianluca Alonzi, due adolescenti, anche se nella foto dell’articolo io vedo due bambini.
Quindici e sedici anni, grandi amici, sempre insieme. Ma, sempre insieme dove andavano? Cosa facevano?
Le altre sere non so, ma quell’ultima sera pare abbiano comprato una sostanza che credevano codeina e invece era metadone.
Perché l’avranno comprata? Due adolescenti con facce da bambini e con un portafoglio, a detta del fratello di Flavio, sgonfio di soldi.
Il metadone pare sia costato 15 euro e la cifra non è alta, ma Flavio spesso non aveva neppure i 5 euro necessari per comprarsi un panino.

“Abbandoniamo l’ipocrisia”, afferma il parroco. Frase perfetta in qualsiasi modo la si intenda.
Ma cosa intende lui? “È ora di cambiare – dirà domani (l’articolo è di ieri, 12 luglio) Don Alessandro Rossini, parroco del Duomo di Terni celebrando i funerali – non si è fatto abbastanza; bisogna lottare insieme, contro le dipendenze, la droga. È ora di abbandonare ogni ipocrisia, di dire la verità e soprattutto di combattere la corruzione. Insieme ce la possiamo fare”.
“Dire la verità”, su cosa? “Combattere la corruzione”, lo capisco meglio. Ma ‘dire la verità’ che significa?
All’inizio credevo volesse dire che non si deve tacere sulle brutture, che non ci si deve nascondere e che bisogna affermare che è vero, che la droga circola liberamente e che i ragazzi la usano. Se molti genitori affermano “non è vero, mio figlio non la usa” a volte vogliono solo proteggere la loro idea di ‘famiglia felice’. (naturalmente ci sono tanti ragazzi che non la usano: non sto dicendo il contrario). È che a volte si nega per proteggersi. Ma il parroco non intendeva ciò che intendo io.
Ma siamo certi che basti togliere i pusher dalla nostra vista per garantire la salvezza dei nostri figli?
Perché hanno sentito il desiderio di fare la prova di queste sostanze? Magari è questa la vera domanda.

“Non abbiamo fatto abbastanza”, invece, la sento come una mia frase. Da anni insisto sul fatto che la nostra società stia andando alla deriva – come un’imbarcazione senza guida – e che la famiglia (non parlo per tutti, ovviamente) ha perso di significato e anche il suo valore significante.

Intendiamoci: non significa che per i genitori la famiglia non abbia significato, ma per la società (che è comunque l’insieme di tutte le famiglie) il “nucleo famiglia” ha perso valore e forse anche merito.
È difficile fare i genitori, è vero. Devi combattere tutto il giorno e tutti i giorni con le idee della società e con quelle degli altri genitori. Devi adeguare il tuo sentire con quello che ti propinano, e che propinano ai tuoi figli. Difficile tenere la barra della navigazione in certe situazioni.
Sto scrivendo a sentimento, senza una traccia. Questa vicenda mi ha molto colpita, come tutte le vicende dove ci sono dei figli (quindi tutte).
Non ho da dire cose importanti, cose che chiariscano la vicenda. Scrivo solo per dare voce al mio dolore.
Penso alle famiglie Presuttari e Alonzi e le abbraccio con il pensiero.

Foto di Arek Socha da Pixabay

5 pensieri su ““Non abbiamo fatto abbastanza, abbandoniamo l’ipocrisia”

  1. Non facciamo mai abbastanza perché certe cose non avvengano, ma credo che i genitori possano contribuire fino a un certo punto, purtroppo. Gli adolescenti sono personalità in formazione e, per questo, fragili. Una mia cara amica aveva un fratello, entrambi avevano avuto le stesse opportunità, la famiglia era benestante e vivevano bene, due anni di differenza, solo che lui, a un certo punto, ha cominciato a fare uso di droghe. La mia amica tornando a casa alle due di notte lo ha trovato sul divano senza vita (forse con la siringa nel braccio, non lo so, so solo che lo ha trovato lei, che ha chiamato l’ambulanza ma c’era più nulla da fare e io non ho mai avuto il coraggio di chiederle oltre quello che mi ha raccontato spontaneamente). Non aveva quindici anni, ne aveva venti, ma era sempre un ragazzo…

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    1. Anche questa è verità, Giulia. Anch’io ho avuto conoscenze di famiglie rette e attente, con figli che hanno preso strade travagliate (uno) e rette (l’altro). A testimonianza che c’entra anche una ‘predisposizione’ naturale e c’entrano purtroppo certe compagnie.
      Però, sulle compagnie (a volte) si riesce a mettere un freno. Anch’io ho avuto esperienza personale di ciò e sono riuscita ad allontanare una persona molto nociva per mia figlia. All’epoca.
      Oggi non so se si riesca ancora. Ma si può sempre tentare. Se c’è il dialogo familiare.
      Spesso vedo che manca.

      Che disgrazia tremenda è toccata alla tua amica.

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  2. Non abbiamo fatto abbastanza per insegnare ai nostri figli i valori della vita. Spesso con la scusa che devono fare esperienze (?? ma quali esperienze? La droga? Il sadomasochismo? E qui mi fermo) si lasciano alla deriva oppure si proteggono anche quando non è necessario. Fare i genitori è la professione più difficile della terra ma si può essere bravi genitori anche tendo le briglie sul collo ai figli.
    Dispiace sempre quando due giovani vite muoiono indipendentemente da come è avvenuto.

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