La sana invidia del blogger

Mi fanno un po’ rabbia ma provo anche una sana invidia verso quei blogger che programmano i loro post da qui all’eternità.
Sono passati anni da quando scrivevo tutti i giorni e avevo sempre qualcosa da dire. Forse “qualcosa da dire” lo avrei ancora: è che non provo l’impulso di raccontarlo.
Ogni volta che mi accorgo di non pubblicare da tanto tempo, mi dico che ricomincerò, poi disattendo le mie stesse promesse.
È strano questo fatto.
E in questi giorni penso spesso alla storia che avevo iniziato a raccontare: l’incipit in questo post e in questo la seconda parte.

Perché, a mio parere, questa storia sarebbe interessante? Perché è una storia nuova che nessuno ha mai raccontato. Perché c’è un conflitto enorme che sorprende sia per il tema che tratta sia per la forza che contiene.

Perché questa storia non sarebbe ‘vendibile’ a un editore?
Perché mostra un personaggio duplice, che la gran parte dei lettori non accetterebbe volentieri e che farebbe perfino indignare i politicamente corretti.
E perché pure l’argomento trattato farebbe indignare.

Fine della storia che non scriverò.
Il motivo? Chi ha scritto un romanzo sa quanto sia impegnativo. Uno con argomento tosto e personaggio controverso, ancora peggio.
Tanto lavoro e nessun risultato, a mio parere, non vanno d’accordo. Ho finito l’età in cui si sfidava la vita e si combatteva contro i mulini a vento.

Ma non avevo iniziato parlando dei post non scritti (miei) e dei blogger che programmano i post per i prossimi mesi? E che c’entra ora un romanzo.
Niente…
Ah, ecco. Avevo perfino pensato di continuare la scrittura a pubblicare qui mano mano i vari capitoli.
Ma naturalmente non lo farò.
L’impegno è quello di cui sopra e l’idea non la butto certo nel cesso sbandierandola qui sopra 😀

Foto di Alexas_Fotos da Pixabay

9 pensieri su “La sana invidia del blogger

      1. Mah io più che altro ero tentata di pubblicare il mio romanzo. Devo ammettere che il self publishing non è adatto per i romanzi, io ho venduto molto di più quando lo avevo presso un editore. Diverso è per i saggi o i manuali, che con il self vanno benissimo. Ecco, di tanto in tanto penso se sarebbe interessante per i miei lettori leggerlo settimanalmente sul blog… per far conoscere la mia storia e creare abitudine al blog. Che ne pensi?

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  1. programmare è facile, anzi facilissimo. Se ho due o tre cose scritte allora le metto nella programmazione. Però se non ho nulla pare ovvio che non programmo nulla.
    Ricordo bene quell’incipit e il suo seguito ed è un peccato che sia rimasto senza seguito

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  2. Il romanzo sembra interessante, secondo me non devi porti il problema del tema (intrigante anche quello) se ti va di scrivere una storia segui il tuo istinto e fallo, ok lo so è una grande fatica, però se continui a pensarci vuol dire che ci tieni a quella storia, probabilmente hai voglia di raccontarla.
    Riguardo al blog scrivere tutti i giorni è un lavoro, forse é perfino troppo, secondo me vale la pena scrivere con una certa periodicità, ma non deve essere una schiavitù.

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  3. @Elena, io penso che sia una buona idea e, come ho detto, l’avevo pensata anch’io.
    se chi legge si appassiona alla storia, di certo continuerà a seguire il tuo blog e diventerà un tuo lettore.
    Potresti (ma bisogna avere già il romanzo pronto) iniziare e programmare diverse pubblicazioni, a capitoli, a scene, come vuoi. Non troppo lunghe le tranche altrimenti non tutti leggeranno.
    Poi, quando vedi i riscontri, smetti di pubblicare sul blog e annunci l’uscita del libro.

    "Mi piace"

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