I racconti del condominio – nono racconto

Invito spirituale

Personaggi:
Signora Bastiani
Marcelito
Famiglia Zaho
Diletta Leotta
Colonnello Vaquer, figlia e genero
Junior Cally
completano l’allegra ciurma Matteo Salvini e Barbara D’Urso

La sala comune del Casermone era illuminata da una fila di candele “sequestrate” per la nobile causa dalla signora Bastiani. Ne aveva fatto incetta il giorno precedente, chiedendole a tutti i condomini, al fine di dare una veste sacrale all’aula, utilizzata normalmente per le riunioni mensili. Ne aveva recuperate una dozzina, non tutte classiche, per la verità, ma funzionali allo scopo e aveva collocato il candelabro in ottone cinque fiamme, schiodato dal cantarano di casa sua, al centro, fra quelle già allineate sul tavolo. Quando ebbe finito, diede un ultimo sguardo d’insieme e pensò che, forse, la tovaglia di carta gialla sopra l’altare domestico non fosse proprio un paramento liturgico, ma era stata messa a disposizione dalla giovane Greta e questo le era parso un gesto carino da parte della ragazza, alla quale era stato dato, peraltro, il privilegio di introdurre la preghiera collettiva con un brevissimo discorso.

Alle ore 18:00, il condominio Zaffiro si sarebbe riunito nel salone al piano terra per recitare il SS. Rosario proposto da Matteo Salvini, in videoconferenza con Barbara D’Urso.
I primi ad arrivare furono il colonnello Vaquer e la figlia, il cui marito, Paolo, europarlamentare leghista, si era rifiutato di partecipare al momento devozionale, perché contrario alla presenza degli “untori” (come li chiamava lui, dopo il litigio con Yi e la moglie Whang Li, all’inizio della diffusione del coronavirus in Italia, sedato prima di degenerare in una rissa.)
La rigorosa sistemazione delle sedie prevedeva una distanza fra l’una e l’altra di almeno un metro, così fu un problema quando entrò la numerosa famiglia Zhao che, sparpagliandosi nel lato destro della sala, aveva creato uno straniante effetto “ghetto cinese”, costringendo tutti gli altri a prendere posto nelle sedie libere sulla sinistra.
La signora Bastiani, in prima fila, aveva riesumato un vecchio foulard in pizzo, appuntato sui capelli con la devozione di una sposa. Il merletto formava una frangia che le ricadeva sugli occhi, costringendola a inclinare leggermente indietro il capo per riuscire ad avere la visuale libera. Alle sue spalle, Diletta Leotta non aveva rinunciato a strizzarsi in un tubino bianco madreperla e a chi le aveva fatto notare che l’abbigliamento era poco opportuno, vista la natura dell’incontro, lei aveva risposto: «Se fosse esistita nel 2000, la Madonna avrebbe avuto questo outfit».
Tutti avevano sulla bocca le mascherine, tranne Junior Cally che, finalmente, aveva trovato l’occasione per indossare, al posto di quella canonica in tessuto, la maschera a copertura totale, che non aveva potuto sfoggiare al Festival di Sanremo. Al suo ingresso nel salone, la signora Bastiani fece un triplo segno della croce: le finte pietre di diamante incollate alla guaina nera che aveva sulla faccia, riflettevano sinistre lamelle policromate ed erano spaventose.
La tenera, assorta Greta, dietro l’altare, con il viso incorniciato dalle treccine di capelli che non scioglieva mai, guardava i presenti come un profeta che sta per annunciare la fine del mondo; Matteo Salvini, isolato davanti a lei, aveva assunto una posa contemplativa.
«Come osate!» esordì la ragazza «Voi state rubando i miei sogni e la mia infanzia con le vostre paranoie da pandemisti frustrati. Le persone stanno morendo? Siamo all’inizio di un’estinzione di massa? Ma ci avete mai pensato che il Covid-19 potrebbe essere utile a risanare gli ecosistemi che stanno crollando?».
Lo sgomento arrotondò gli occhi dei cinesi. Il colonnello si aggiustò il cavallo dei pantaloni della divisa che gli stava stretto.
«Come osate!» ripeté. «Accusate il popolo cinese, ma non lo capite che il vero responsabile di tutta questa salvifica apocalisse è il Dio che sta nei Cieli? L’uomo ha distrutto la terra, il buon Dio è intervenuto a restituirgliela».
Un applauso solitario si levò dal lato destro, dove l’intera famiglia Zhao annuiva, battendo le mani a scatti rapidi.
«Contegno, signori, non è un circo, questo!» s’infastidì Salvini.
Diletta incrociò le braccia e scrollò la testa per ributtare indietro un paio di boccoli che le erano scivolati davanti; pensava che la sua candela a led multicolor con il liquido dentro e la porporina azzurra non godesse di degna collocazione, sull’altare, accanto al lumino votivo (ma chi mai aveva potuto concedere un lumino votivo per la recita di un Rosario: squallidi!).
«Se comprendete l’urgenza, allora lasciate che la natura rinasca. Il sacrificio umano in cambio della salvezza delle nuove generazioni».
Gli occhi di Greta si dilatarono, la bocca si contorse in un ghigno diabolico. Junior Cally agitò un pugno in aria e disse: «Seee, daje!».
«La pandemia abbassa il livello di inquinamento tossico: niente più macchine in giro, niente più fumi nocivi di fabbriche… Il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no».
L’accenno di un nuovo applauso fu subito abortito dal cipiglio fulminante di Salvini, che, alzatosi, dopo avere fatto un sbrigativo cenno di ringraziamento rivolto alla giovane Thunberg, annunciò il collegamento con Barbara D’Urso.
Marcelito armeggiò col computer e, dopo qualche secondo, sullo schermo gigante, apparve la conduttrice televisiva, in collegamento dal salone di casa propria.
La Leotta strinse gli occhi, sbuffando: quella lì è più vecchia di me e ancora sta con le cosce al vento! Che vergogna!
La donna in video, seduta in punta su una poltrona, sotto un faro innaturale che le cancellava dal viso il naso e gli zigomi, salutò tutti e si disse pronta a iniziare la preghiera alla quale era lieta di partecipare su invito dell’amico Matteo.
Solo il colonnello e la figlia avevano con sé la coroncina del Santo Rosario: i cinesi avrebbero usato i ‘granì” di riso tenuti in un pugno, Salvini le dita delle mani, giuste per le “poste” dell’AveMaria.
Quando la D’Urso prese da una custodia il filo di perle, che avrebbe usato in sostituzione della ghirlanda per la litania, Diletta Leotta si sganciò la collana dal collo e la guardò con soddisfazione: la sua era più cool.

*****

Il racconto, anonimo per ora, fa parte del gioco “I racconti del condominio“. Ogni commento sarà gradito, non solo dai partecipanti al gioco.

13 pensieri su “I racconti del condominio – nono racconto

  1. Insomma secondo Greta il covid sarebbe la vendetta della natura, potrebbe anche essere, adesso c’è meno inquinamento, oltre alle possibilità di ridurre il numero di uomini sulla terra (tutti dicono che siamo in troppi…)

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  2. Con sapiente ironia ecco la rappresentazione di un avvenimento surreale e proprio per questo assolutamente reale, un po’ sottotono Salvini, di solito più sguaiato, ma magari non era in giornata……

    Piace a 1 persona

  3. un racconto discreto.
    mi sono piaciuti: le candele e il “il candelabro in ottone cinque fiamme, schiodato dal cantarano” della signora Bastiani; il “ghetto cinese”, ovvero la numerosa famiglia Zhao sul lato destro della sala; e la candela a led multicolor della Leotta non adeguatamente valorizzata sull’altare (mioddio! buttata lì, accanto al lumino votivo!!).
    non mi sono piaciuti: il finale (bruciato dalle precedenti “ansie da paragone” della Leotta per lumino e cosce); l’ironia che a tratti s’adagia sul luogo comune in stile Bagaglino; la figura di Greta che proprio non riesco a vedere nel ruolo di predicatrice dal ghigno diabolico (è una vittima dei genitori e del sistema, mi mette addosso una tristezza infinita, povera ragazza); Salvini col rosario (intruso piuttosto gratuito nell’economia del racconto… pare rispondere più a un bisogno d’esorcismo da parte dell’autore che altro, boh : )))

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