I racconti del condominio – primo racconto

prosegue da qui

Saliscendi

Personaggi:
Colonnello Vaquer
Greta e la mamma
Antonio Signore
Rula Jebreal
Diletta Leotta e nonna
Famiglia Zhao
Famiglia Salah-Youssef
I Brown

«Mamma, non mandarmi mai più a buttare la spazzatura».
«Che è successo, Greta?».
«Niente, ma mi fa arrabbiare troppo! Gettano l’umido, le bottiglie di vetro e persino i giornali dentro i sacchetti di plastica. E l’alluminio nel vetro, la plastica nella carta, oppure tutto insieme nel secco.
Non serve a niente che noi ci impegniamo! E sai qual è la cosa peggiore? Il cortile sotto la finestra del primo piano, che è sempre pieno di mozziconi. Ma cosa gli costa?».
«Ho un’idea. Perché non ci insegni tu come si dovrebbe fare? Potremmo usare la sala comune e invitare i condomini della nostra scala, almeno per iniziare. E ora potresti fare un salto dal signor Vaquer a portargli il suo dolce?».

«Sei tu Greta?».
«Sì, signor Colonnello! Sono venuta a portarle il tiramisù».
«Riposo, mia cara. Il Colonnello ha riposto la spada nel fodero ed è rimasto soltanto un vecchio, per giunta smemorato. Dovrebbero rottamarmi e invece la tua mamma si ostina a essere sempre così gentile; mi assicuri che la ringrazierai? Ah, non ho dubbi che lo farai, signorina. Saresti stata un buon soldato. E adesso andiamo a riporre questa prelibatezza al fresco, prima che si rovini».
Sul ripiano centrale del frigo una vaschetta identica, ancora intonsa nella sua stagnola.
«Oh perbacco! Ormai non sarà più buona… Greta, abbi pazienza. Mi rammenti dove va l’alluminio?».

Citofono Leotta.
«Chi è?».
«Sono Greta, la vostra vicina».
«Ah, sì. Hai bisogno di qualcosa?».
Nessun accenno ad aprire la porta.
«Sì, io volevo… ».
«Alza la voce, per piacere».
«Sì, certo! Vuole partecipare a un incontro sulla raccolta differenziata? Saremo nella saletta questa… ».
«Come no, ho capito, ma non mi interessa. La faccio da prima che tu nascessi e non credo di avere altro da apprendere. Buona serata».

«Ciao Greta, che piacere vederti!».
«Buonasera signora Jebreal!».
«Solo Rula, cara. Cosa ti porta qui?».
«Ecco, sto organizzando un incontro sulla raccolta differenziata, visto che i bidoni giù sono un disastro… ».
«Wow! Ma che iniziativa stupenda, è una tua idea?».
«Beh, a dire il vero io mi sono solo lamentata e poi la mamma me l’ha proposto».
«Non dovresti sminuirti! Riconoscere i problemi e sentirli come propri è il primo passo sulla strada per risolverli. In ogni caso Greta, sfondi una porta aperta. Io cerco di essere attenta, ma a volte mi capita proprio di non sapere dove buttare le cose, per esempio quel maledetto tetrapak!».

«Buongiorno, signora Brown».
«Chiamami Clara, zuccherino. Come sei cresciuta! Devi dirmi qualcosa?».
«Grazie! Sì, sto preparando una lezione sulla raccolta ecologica dei rifiuti perché… ».
«Oh, davvero? Meraviglioso, tesoro! Scommetto che anche tu sei sconvolta per gli incendi in Australia.
Io e Steve siamo stati a Melbourne dai suoi non più tardi di settembre, un tempo splendido, e adesso è una vera tragedia! Chiaramente ora bisogna fare tutto il possibile per l’ambiente. Ognuno è responsabile, non sei d’accordo? Ma che domande, sei qui per questo. Ti assicuro che potrai contare su di noi, per il bene del mondo e della natura».
«Wow, grazie Clara! Allora potremmo fare… ».
«Non dire altro, ci saremo!».

Citofono Salah-Youssef.
«Un seminario? Sarebbe senz’altro utile. Immagino che sia stato approvato dall’amministratore».
«Ahem no, in realtà non ci ho pensato».
«Peccato, questo complica le cose. Scusa Greta, puoi lasciarmi consultare un attimo con mia moglie?».
«Ma per favore marito, lascia aperta quella porta! Hai forse dimenticato quello che abbiamo fatto pur di sposarci? Una donna iraniana con un uomo più giovane, egiziano e per di più sunnita. Se non trovi il coraggio di prendere posizione nemmeno su banali questioni di condominio, credi davvero che scenderesti in piazza contro il regime?».
«Amira, non esagerare, si tratta solo di… ».
«Una sola parola, marito: Regeni».

Citofono Zhao.
Sei paia di occhi inquisitori, distribuiti su tre generazioni.
«Sal-ve, scusate. Vi interessa un incontro su come dividere i rifiuti domestici per il riciclo?».
«Salve. Obbligatorio?».
«No, affatto! È per diventare più ecologici. Sapete già come si fa la raccolta differenziata?».
«Sì, sì, noi già fare. Carta, vetro… Plastica?».
«Esatto! E producete tanto secco?».
«Secco è indifferenziato? No, niente secco. Tutto diviso bene».
«Okay, però alcune cose vanno per forza nel secco».
«No, noi niente secco! Tutto diviso».
«Caspita…Complimenti! Posso vedere come fate? La vostra spazzatura? Se non è un problema».
«Certo. Anzi, purtroppo noi appena buttata via».

Citofono Antonio Signore.
Tv accesa ad alto volume, sigaretta in mano, canotta e maschera sul volto.
«Che c’è, ragazzina? Sono preso».
«Le interessa un incontro informativo sulla raccolta differenziata? È domani sera, non dura tanto».
«Ma sei seria? Ho di meglio da fare che venire a un incontro sulla monnezza. E comunque io lavoro di sera. Buona fortuna. Ciao».
«Aspetti! Le ho portato questo. Ecco, arrivederci».
«Un posacenere? Ehi!».

Din don.
«Greta, vai tu?».
«Buonasera, scusate se disturbo a quest’ora. Sono Diletta e tu devi essere Greta, vero?
Sono venuta a porgerti le mie scuse. Ho saputo che sei passata da noi e che ci sarà, o forse c’è già stato, un incontro. Immagino che la nonna sia stata burbera con te. Ritiene sempre di sapere tutto meglio degli altri e – resti tra noi – non è quasi mai così. Sono ancora in tempo per partecipare?».

Sala comune al pianterreno.
Rula, Diletta, il Colonnello e la mamma di Greta in prima fila. Subito dietro Amira con il marito.
«Buonasera a tutti e grazie di essere qui! So che sembra un argomento di poco conto ma basta poco per fare la differenza in grande, quindi stasera proverò a chiarire tutti i più frequenti errori e dubbi sulla raccolta differenziata. Alla fine vi consegnerò dei promemoria da appendere sui vari bidoni. Cominciamo!».

La settimana seguente.
«Dove vai, Greta?».
«Dal Colonnello. Voglio controllare se ha attaccato bene i memo. E dopo inizio il giro della scala B!».
«Che bello! Pensavo non volessi continuare. Posso sapere perché hai cambiato idea?».
«Non so, è che mi fa sentire bene. E poi oggi non c’erano più i mozziconi in cortile».

*****

Il racconto, anonimo per ora, fa parte del gioco “I racconti del condominio“. Ogni commento sarà gradito, non solo dai partecipanti al gioco.

22 pensieri su “I racconti del condominio – primo racconto

  1. Avremmo bisogno tutti di una Greta nel condominio così volenterosa e animata dallo spirito giusto, poi penso che sotto casa mia i cassonetti raccolgono plastica e vetro insieme…

    Da un punto di vista narrativo, avrei fatto usare ai cinesi la famosa “L” al posto della “R”: obbligatolio, calta, vetlo, pultloppo…, per caratterizzarli meglio. 😁

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  2. Ho letto. Manderei Greta a dire due parole all’operatore che, dopo 20 anni di differenziata, mi ha bollato con un adesivo Non conforme la busta del secco. Le cartacce provenienti dalla strada, spazzate nel mio cortile, e il pelo del mio cane, logica vorrebbe che andassero nel secco, ma per lui il pelo di cane (che ci mette più di tre mesi a decomporsi quindi per il compost non va bene) va nell’umido e la carta di dubbia provenienza nella carta. Mah

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  3. Eh Greta, brava, la raccolta differenziata è fondamentale. Certo che anch’io vorrei essere certa che l’immodizia differenziata vada davvero nel posto giusto, qualche dubbio ce l’ho anch’io.
    Racconto perfetto per la presentazione del condominio…

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  4. Povera Greta, i bidoni incasinati sono sempre colpa di qualcun’altro!
    Io passo le ore a capire certe confezioni dove vanno e di che materiale è fatto un determinato rifiuto… Il tetrapak da noi da sulla carta, peccato che bisogna stare lì con la forbice a staccargli il beccuccio di plastica. Per non dire dei biscotti ancora in confezione da indifferenziata (li farei pagare doppio!), mentre altri sono passati alla carta senza problemi. Ci vorrebbe una Greta come consulente di packaging!
    Bel racconto.

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    1. Noi facciamo un consulto familiare per capire dove mettere certe confezioni. Quelle ‘miste’ le detesto. E comunque basterebbe scrivere sulla confezione,
      bello chiaro, che materiale è e dove riciclarlo. MA ci arriveremo, spero.

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  5. nel complesso un buon racconto.
    mi sono piaciuti: la prosa garbata imperniata dialoghi; l’attenzione dedicata alla psicologia e alla voce di ogni singolo personaggio; e il candore ostinato tipicamente infantile di Greta.
    non mi sono piaciuti: la mamma di Greta (qui pare un amore e nelle realtà è uno squalo); il finale troppo ottimista (alternate ending: nel cortile sotto la finestra del primo piano, mozziconi e un posacenere in frantumi); l’interagire dei personaggi modello sit-com non sviluppa una trama significativa.

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