Notizie da casa mia – non è proprio fame è più voglia di qualcosa di buono

Dopo l’assalto ai supermercati, le notizie sono che manca il lievito di birra – ma anche uova, farina e zucchero -, e infatti sui social vedi solo foto di pane fatto in casa, di pizze, focacce e dolci. Ci siamo scoperti essere un popolo di navigatori e poeti che sanno anche cucinare.
Come mai la corsa alla cucina? La ‘noia’ da reclusione genera comportamenti insoliti e ognuno di noi dà fondo alle risorse personali. E anche ai bisogni. E cosa c’è di più primario del cibo?

Questo porterà a un popolo senza stimoli ma con una taglia in più? Potrebbe essere una delle possibili visioni.
Io mi sono imposta di non mangiare di più, al limite, quando si può, di proporre qualcosa di ‘sfizioso’, di diverso dall’usuale. Qualche piatto che non si cucina sempre e che piace particolarmente a chi condivide il desco familiare.
Ma torniamo alla noia: è forse il nemico numero uno di molti connazionali. Chi era abituato a stare fuori casa tutto il giorno e non ha mai coltivato curiosità personali per altro che non fosse il lavoro, ora potrebbe provare quella cosa che è anche benefica se generata in chi ha la mente pronta a trovare stimoli e impulsi verso nuove attività, come leggere, scrivere, dipingere, creare cose.
La creatività salva la vita, lo dissi anche in questo post  e in questo  dove si nota che la creatività è una pianta pronta a crescere e a trasformarsi.
Chi è creativo soffre meno di altri in questa situazione pesante e angosciante. E certo, anche cucinare è creatività, è vero. Però cucinare troppo porta a qual restringimento di tessuti che tutti ben conosciamo. Quindi, ogni tanto, mollate il mestolo e prendete le tele e il pennello.
Prima o poi usciremo e magari avrete trovato uno spirito artistico che non sapevate di avere. E indosserete gli stessi jeans 😉

*l’immagine proviene da qui

15 pensieri su “Notizie da casa mia – non è proprio fame è più voglia di qualcosa di buono

  1. La creatività è utile in questi frangenti, è vero. Per quanto mi riguarda, il mio nemico più subdolo non è tanto la noia quando l’apatia, il senso di demotivazione che sto cominciando a provare. Mentre all’inizio mi mantenevo attiva, ora non ho voglia di fare granché, rimando, mi dico “ma chi me lo fa fare”, ecc. Anche di scrivere non se ne parla. Sta subentrando un’apatia che non sarà facile da combattere.

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  2. Gli italiani si scoprono tutti cuochi? Per forza con la bulimia di programmi culinario stimola la voglia di provarci.
    Il pericolo? Non è la bulimia da cibo, visto le difficoltà ai approvvigionarsi, ma la sensazione di rimandare a domani quello che dovrebbe essere fatto oggi. Così diventiamo pigri e indolenti.

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  3. Io invece qui mi domando se non era un funesto presagio quello che mi ha fatto acquistare un tapis roulant tre settimane prima dell’arrivo della pandemia, con tanti anni che avevo resistito all’impulso… Qua invece dei fornelli, facciamo girare le ruote, quelle del nastro del tappeto e quella della cyclette! 🙂
    (Ma confesso: ho ceduto ad una torta allo yoghurt, con poco zucchero, giuro!)

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    1. Di funesti presagi è disseminata anche la mia strada. Ma si sa, dopo sono capaci tutti.
      Comunque noi cerchiamo di mantenerci con qualche allenamento online ma senza farci prendere dal ‘troppo girare’ che poi mi aumenta l’ansia 😉

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  4. Io, nonostante questa emergenza, continuo a combattere non contro il virus ma contro la stupidità, oggi – dopo due giorni in Smart working difficilissimi – sono andata in ufficio per completare una documentazione da portare in consiglio di amministrazione (che sarà ovviamente in videoconferenza) il prossimo lunedì, secondo me, non dico inutile, ma data l’emergenza, assolutamente non urgente…
    Il tempo libero in più in realtà non c’è, la differenza è che si lavora e dopo si resta a casa, leggo (anche per non vedere la TV che parla quasi solo del virus), scrivo poco, perché sono demotivata, ma non cucino, già ingrasso così, figuriamoci se mi metto anche a cucinare, tra l’altro ti confesso che non amo cucinare, solo mangiare.

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  5. La creatività va sotto i piedi senza la libertà di azione.
    Anche chi prima non conduceva una vita mondana (me) sente la stretta.
    Vado a fare la spesa ? No, già odiavo farla prima, ma i primi giorni ero arrabbiata adesso sono rassegnata ….. sto invec…. domani yoga 🧘‍♀️ ommmm

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    1. Non dirlo a me: la spesa in questi giorni è un incubo. Non toccare, mettiti i guanti ma poi non riesci a fare niente, torna a casa, togli subito le scarpe, non toccare i cibi, lavati le mani per venti minuti, poi togli i vestiti ma dopo devi rilavarli le mani… 😦

      altroché* yoga: qui non basta un coro di ommmm

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  6. E’ vero, la creatività ci salva. Io inq uesti giorni oltre a scrivere e lavorare normalmente, ho provato: il giardinaggio, la panetteria (il lievito l’ho trovato), il taglio e cucito, persino taglio e piega. Ma i pennelli non li ho ancora infrocati. Ma mai deire mai…

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