Notizie da casa mia – è condominio pure questo

Un secolo fa, in questo post, ho immaginato che il gioco letterario del 2020 si svolgesse all’interno di un condominio. Non solo: ho aggiunto che tutti i racconti dovevano svolgersi “dentro” al condominio stesso. In pratica ho segregato gli abitanti dentro un immobile. Era l’11 febbraio e nessuno (NESSUNO) di noi poteva immaginare che oggi saremmo stati confinati dentro i nostri appartamenti. Perché la realtà supera SEMPRE la fantasia. Io, almeno, ho regalato la possibilità di dialogo tra condomini e ho pure omaggiato una saletta condominiale in cui ritrovarsi.
Beh, che dire. Ora mi puzza un po’ di profezia – nefasta – ma non voglio pensarci.

Torniamo al condominio immaginario: i racconti hanno iniziato ad arrivare molto presto e i primi li ho pure sistemati (nel senso: controllo il numero caratteri, uniformo punteggiatura, ecc), poi le notizie sul virus sono peggiorate e l’umore pure. Quindi ho abbandonato tutto. Mi scuso con chi aspetta una mia lettura ma sono stati giorni di caos mentale, perché si sa l’ozio forzato non genera tranquillità: il poco fare induce a fare ancora meno.

Ora, con calma, riprenderò le fila di tutto e vedrò come procedere. Nella mia mente malata era nata l’idea di cucire tutto insieme e vedere se ne usciva un ‘romanzo’ di storie ai tempi del coronavirus (questo per il pdf che farò).
Insomma, non so ancora. Ma di certo pubblicheremo i racconti nel blog e li leggeremo. Ne manca ancora uno  o forse due. Verifico gli altri e poi iniziamo a leggere. Inutile aspettare Pasqua se arrivano tutti.
State pronti 😉

*foto dal balcone di casa mia: il tramonto regala bellezza anche quando non esci

12 pensieri su “Notizie da casa mia – è condominio pure questo

  1. Se pensiamo che uno scrittore di gialli americano nel lontano 1981 ha ambientato un suo thriller nell’anno 2020 con un coranavirus originato a Wuhan, tu al confronto sei una dilettante. 😀
    A parte le battute per ridere in po’ in questa valle triste, aspetto di leggere i primi racconti.

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      1. ho l’originale in inglese e non mi sembra modificato. L’ultima versione cartacea è del 2016, quindi prima del virus di Wuhan. Posso capire che nella traduzione italiana possano aver manipolato qualcosa ma dubito che in America possa passare sotto silenzio una manipolazione del genere, tenendo presente che là è famosissimo (120 libri e centinaia di milioni di copie vendute). Se fosse come scrivi, faccio mea culpa e metto la cenere sulla mia testa.

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      2. La versione italiana, tradotta da Fanucci e uscita il 20 marzo in formato ebook non l’ho ancora letta. Per quella in inglese la sto leggendo. Ho letto il suo profilo in America e parla di 500 milioni di copie vendute. Mi sembra singolare che l’autore si presti a modificare un testo del 1981 per vendere qualche copia in più.

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  2. Pensa che nel 2011 uscì un film con Matt Damon e Gwineth Paltrow che parlava di una pandemia nata in Cina e diffusasi in tutto il mondo che colpiva le vie respiratorie, insomma una vera profezia. Molte previsioni nefaste sono state oggetto di film e libri. Anche tu sei stata un po’ profetica, ma spero di esserlo anch’io con il mio racconto a questo punto. Sei d’accordo?

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