I racconti del condominio – gioco letterario 2020

Dove accadono le cose più strane? Dove ci sono le persone, perché sono “le persone” che fanno le cose. Quindi nel mondo, direte voi.
Certo. Ma il mondo è troppo grande per avere la visione giusta, quella che interessa a noi.
Allora oggi vi voglio parlare di un condominio. Be’, che c’è di speciale in un condominio? Tutto.

Questo nostro condominio ha otto piani e a ogni piano ci sono quattro appartamenti abitati da nuclei di due, tre, quattro e forse anche cinque persone. Un microcosmo che ci potrebbe sorprendere. Ma che accade tra queste mura e questi otto piani?
Intanto vi comunico che ci abita anche la signora Bastiani (chi non la conosce può seguire questo link) e, nello stesso piano, anche Greta Thunberg (solo quando si trova in Italia). A un altro piano abitano un colonnello dell’esercito in pensione e Junior Cally (non nello stesso appartamento). Poi ci sono anche Diletta Leotta con la nonna e Rula Jebreal, un politico a vostra scelta e una famiglia di cinesi che sono in Italia da venti anni, due iraniani e una coppia di australiani ma anche altre persone che la vostra fantasia vi suggerisce. Tutte queste persone interagiscono tra loro e si fermano a parlare sul pianerottolo e in ascensore, nell’atrio e pure nella saletta condominiale. Ognuno ha idee proprie e tende a parlarne con gli altri ma non è detto che la nostra visione del mondo coincida con la loro (oppure sì). Non escono mai dal condominio  che sarà la nostra ambientazione principale e unica.
Come faccio, quindi, a descrivere una eventuale storia accaduta all’esterno? Mica ve lo devo dire io 😉

Le iscrizioni mettetele nei commenti a questo post, grazie. Il tempo sarà congruo – fine marzo direi, oppure il 12 aprile che è Pasqua – e i caratteri saranno i soliti: entro seimila mi pare. Ma controlleremo. Grazie 🙂

 

 

20 pensieri su “I racconti del condominio – gioco letterario 2020

  1. scusa, sono un po’ tardo ma non riesco a capire la frase: Come faccio a descrivere una eventuale storia avvenuta all’esterno?. Voglio dire cosa dobbiamo raccontare? inventare una storia che succede tra questa persone diverse? Tutte? solamente qualcuna? La storia si crea da un fatto esterno? Abbi pazienza, io non ho capito.

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    1. Volevo dire che sarebbe molto bello che tutti i racconti nascessero “dall’interno”, tra i condomini, o su discorsi che i condomini fanno sui fatti del giorno o sugli altri, sulle loro idee ecc.
      Però potrebbe succedere che, per esempio, gli australiani decidano di raccontare un episodio degli incendi recenti che ci sono stati da loro e quindi, senza uscire dal condominio, racconteranno: “mi hanno scritto i miei zii e mi hanno raccontato che”, oppure”eravamo là quando è successo e” via con la storia raccontata ad esempio, in una pausa nella saletta condominiale al colonnello.

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  2. presente!
    ohi, mi hai fatto tornare in mente un libro di Ballard (uno dei miei scrittori preferiti) che si chiamava proprio “il condominio”. l’edificio era supermoderno e strutturato in modo tale che i più “povery” stavano ai piani bassi, mentre, andando verso i piani alti, trovavi inquilini sempre più abbienti. poi, come da copione ballardiano, qualcosa andava storto (liti, black-out, banalità assortite) e sotto l’abito tecnowear aircool-spyro dalle spettacolari proprietà di termodispersione attiva dell’homo tecnologicus 2.0 ecco riaffiorare l’homo cavernicolus (detto anche “scimmia nuda”)…
    e così il buon vecchio James m’ha già fregato una manciata d’idee buone.
    : )
    ma qualcosa di particolare mi verrà sicuramente in mente.
    buone scritture!
    ps: seimila caratteri spazi inclusi o esclusi?

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    1. Il libro di Ballard me lo segno. Grazie 🙂
      Farò un post con tutte le indicazioni utili. Direi seimila spazi inclusi ma vado a controllare cosa abbiamo fatto in passato.
      Seguitemi e avrete il post con le informazioni. Grazie.

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  3. Ciao Morena, ho trovato l’idea, e ho buttato giù le seimila richieste, ( ne servivano almeno 12000 per quello che avevo in mente ma ho limato all’essenziale per stare dentro le regole) ora devo sistemare, ho parecchio tempo a disposizione. Piuttosto con chefont scrivo e le virgolette quali usiamo. Grazie. Ciao.

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  4. Benissimo, Fausto. Sono contenta tu abbia trovato l’ispirazione.
    Io di solito uso il Times New Roman. Le virgolette (le altre volte) non le ho uniformate perché è già un lavoraccio impaginare con uno che mette il testo a sinistra, uno centrato, uno in .rtf, uno in word, uno in Office che mi si chiude mentre lavoro…
    Ci penso e scrivo nel prossimo post.
    Grazie. Ciao

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