L’ordine esterno aiuta la mente

Qualche giorno fa un amico che è stato da poco in Giappone mi raccontava cosa aveva visto e sentito a proposito di abitazioni: a Tokyo gli appartamenti costano molto e quindi tante famiglie si trovano a vivere, in quattro, in appartamenti di trentasette metri quadri. A noi sembra impossibile. Ci guardiamo attorno nelle nostre case che, anche se non sono enormi, sono lontane da quei 37 metri quadri e ci chiediamo come sarebbe possibile infilare tutte le nostre cose in quegli appartamenti.
Apriamo i nostri armadi e osserviamo le moltitudini di ‘cose’ stipate al loro interno – e non parlo solo di abiti.

In agosto siamo stati in un paese di mare e per comodità abbiamo affittato un appartamento. Ho passato un mese cucinando con due padelle, un tegamino per il sugo e una pentola per cuocere la pasta; nessun coperchio. Nel pensile c’erano sette bicchieri e due tazze per la colazione. Nel cassetto c’erano sei forchette – di cui solo tre ‘comode’ – e sei coltelli, ma solo tre tagliavano. Tutto l’occorrente per la cucina stava in un cassetto, un pensile e una base. Fine.
La dotazione biancheria era – per ogni posto letto – un coprimaterasso, una coperta e un copri cuscino. Fine. Anche questa stivabile in un piano dell’armadio. Ora, è evidente che fosse una situazione limite, per passare un mese, ma, anche sistemandoci comodi non avremmo bisogno di molto di più.
Non ci servono tre servizi di piatti, sei completi di tazzine e teiera, tre pentole enormi, sette medie e cinque piccole. Nemmeno sei completi di lenzuola e federe e quattro copriletti. Perché ci riempiamo di tante cose? Perché sono belle e ci sono piaciute quando le abbiamo viste. D’accordo, è piacevole avere cose belle intorno ma non ci servono tutte insieme. Finiamo per averne troppe e a volte non le usiamo e manco ce le ricordiamo.
Nel 2009, in occasione del terremoto all’Aquila, vedendo un servizio in tv, con queste rovine e le persone che raccontavano, mi sono chiesta: ma se capitasse qui, cosa porterei via scappando? La risposta è “i miei familiari e gli animaletti di casa, se ci sono. E qualcosa per coprirci perché fuori è freddo”.
Quindi nessuna delle cose tanto importanti di cui siamo pieni in casa.
Naturalmente il terremoto è un caso estremo che speriamo non accada. Però in quell’occasione ho sentito forte l’esigenza di ‘fare largo’. Liberarsi del superfluo fa stare meglio: ci si sente più forti e più liberi. Si respira meglio e anche la mente si schiarisce. Da allora ho iniziato un processo che va avanti a fasi alterne; ogni tanto mi fermo e poi riprendo. Quando si libera spazio, però, sono molto soddisfatta. Naturalmente non servono dieci anni per compiere queste operazioni; nel frattempo ho fatto un trasloco, dimezzato la misura della casa, e mi sono occupata di altre faccende. Non prendetevi paura: dipende da cosa dovete fare e da quanto sarete agguerriti nel farlo.
Vi linko questo post di due giorni fa, di Maria Teresa Steri, perché parla di due libri interessanti: quello di Marie Kondo l’ho letto anch’io e alcune cose le ho apprezzate e messe in atto. Non è condivisibile in tutto perché abbiamo due modi diversi di ragionare e vivere ma può fare riflettere.
Inoltre, ma non ultimo, se ci liberiamo di fardelli inutili, troveremo meglio ciò di cui abbiamo bisogno e avremo spazi più ordinati e rasserenanti.
Il mercato ci vuole consumatori ma a volte dovremmo evitare di farci guidare troppo: molte cose che ci mostrano come indispensabili sono superflue e non comprare potrebbe essere la prima mossa per la nostra rinascita interiore. E non dimentichiamo che ogni cosa non comprata e non gettata nei rifiuti aiuta il mondo, cioè noi.

* qui potete leggere qualcosa sul mio decluttering nel passato

*l’immagine proviene da qui

17 pensieri su “L’ordine esterno aiuta la mente

    1. E non solo, Elena. Aprendo davvero i nostri cassetti troveremo cose di cui ignoravamo l’esistenza. Io, dopo il trasloco, ho iniziato a usare delle posate da insalata, grandi, rosse, e di cui ignoravo il possesso.
      E tanti altri esempi avrei.
      Si instaurano nuovi comportamenti liberandoci di vecchie cose superflue.

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  1. Grazie per aver citato il mio post e per queste belle considerazioni. Hai detto cose giustissime, potremmo vivere con molto meno. Anche la tua riflessione sul terremoto è condivisibile, credo che dovremmo porci tutti la questione per aprire gli occhi sul consumismo di cui siamo vittime. Sono contenta che stai portando avanti da questo lavoro da un po’ e che dia i suoi frutti, mi rincuora saperlo. Io ci sto provando 🙂

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  2. accumuliamo, spesso solo perché ci dispiace disfarcene. Ho fatto otto traslochi gettando via quantità di cose in modo industriale eppure si continua ad accumulare.
    Ottimo spunto per riflettere su come riempiamo la casa di cose a volte inutili, a volte perché cambiamo look e ci dispiace disfarci di quello che abbiamo sostituito

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  3. Condivido molto il tuo pensiero (così come l’articolo di Maria Teresa), siamo circondati da troppe cose inutili di cui potremmo benissimo fare a meno. Pensa che io uso sempre la stessa biancheria per il letto, anche se ho un numero elevatissimo di lenzuola, così gli asciugamani e le tovaglie, ore non parlare di piatti e bicchieri, ho dei bicchieri di cristallo regali della lista di nozze che non ho mai usato perché troppo fragili, ho comprato a parte quelli di vetro…
    Idem per i vestiti nell’armadio. Per fortuna ogni tanto mi libero di qualcosa, lo faccio ogni tanto quando ho tempo di fare pulizia e mi impegno a non comprare cose nuove se proprio non indispensabili, anche se non sempre ci riesco…

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    1. Io ho ‘messo in uso tutti i giorni un servizio di piatti, regalo di nozze (ma i regali di allora non erano lussuosi come quelli odierni) che avevo usato solo in certe occasioni, in questa casa, dopo il trasloco.
      A parte cose fragili, come certi bicchieri in cristallo troppo fragili per la vita di tutti i giorni, il resto occorre usarlo. Se sono cose belle perché tenerle relegate al chiuso e non goderne la vista?
      Via le cose sciupate e avanti quelle belle! 🙂

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  4. È vero, quello che sono capace di accumulare in cassetti e scrivania, ma non solo, è impossibile. Ti danno un volantino per strada che pensi potrebbe essere utile, lo metto sulla scrivania e poi me ne dimentico perché ci finisce sopra altro e altro e altro 🙂 .

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  5. Assolutamente d’accordo. Quando ho “messo su casa” tutti mi hanno regalato praticamente i loro accumuli, e sono stata molto fortunata. Per dire che come coperte sto usando la dote di mia nonna, che lei ha lasciato intoccata per una vita (però ha passato due guerre mondiali, il suo accumulare le cose belle lo comprendo). Adesso quando un’amica mette su casa, le passo un po’ di accumulo (quando abbiamo chiuso l’ufficio, mi avanzava una macchinetta del caffè e l’ho regalata ad un’amica fresca di convivenza). Ultimamente anch’io faccio pulizia, regalo ai poveri vestiti vecchi e larghi ma ancora buoni.

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