Ma il monaco si fa anche senza l’abito?

Sottotitolo: che cosa dovremmo guardare in una persona.

Qualche giorno fa ho letto un post di Michela Murgia – questo sopra – e l’ho condiviso sul mio profilo facebook, non perché volessi difendere la (brava) scrittrice, ma perché ritengo che questo ‘fenomeno’ che ormai è uso comune, di denigrare il corpo – delle donne in questo caso, ma poi dirò altro -, il bodyshaming per dirla all’inglese ma non mi viene in mente un vocabolo italiano che non sia una parolaccia, sia una pratica orribile, una violenza psicologica tremenda. Ed è anche un comportamento che mette in luce la poca intelligenza di chi lo pratica.
Che succede? Uno vede Michela Murgia e la ascolta parlare: è indubbio che sia una donna intelligente che sa argomentare e che non le manda a dire. A una persona povera di spirito tutto ciò disturba: come fare per sminuire la Murgia o il personaggio di turno, meglio se donna?
Semplice: si attacca sul fisico e si mettono in evidenza ciò che lo scrivente – perché non te le viene a dire di persona il coraggioso della tastiera, no, lui lo scrive con i tasti o con il ditino che dovrebbe usare in altro modo, il tutto sempre dietro uno schermo – pensa siano ‘difetti’. Si elencano trovando similitudini alla Peppa Pig, dimostrando a che livelli di cultura sia abituato il signore – dò per scontato siano stati uomini a scrivere quelle offese ma potrebbero anche essere donne , quindi scriverò ‘l’individuo’ d’ora in poi – o al regno animale, ma anche a metafore squisite tipo ‘cesso ambulante’ e si arriva a insulti gravi e frasi gravissime come l’augurio di uno stupro quando noi, TUTTI NOI, dovremmo augurarci e desiderare un mondo libero da simili nefandezze. Come ce ne fossero poche, c’è chi augura che ne accadano altre.

Come dicevo in un post precedente, abbiamo preso una deriva difficile da domare e questa faccenda che sui social si può scrivere di tutto è diventata ingestibile.
Dicevo che non ho condiviso il post per ‘difendere’ Michela Murgia che si sa difendere da sola, ma per rimarcare che esseri abietti esistano. Chiunque non approvi il pensiero di un altro può dire la sua; purché abbia qualcosa da dire. Le offese e gli auguri di morte non sono repliche valide: dimostrano solo la pochezza d’animo di chi le fa.
Le donne sono soggetti facili da colpire: quando non si sa cosa dire si dice che una donna è grassa, che è brutta, che nessuno se la scoperebbe. Pensando così di ‘appiattire’ l’intelligenza della persona detestata e toglierla di mezzo. Denigrare è il nuovo metodo di discussione.
È ora di finirla. Non tutte hanno la forza di Michela Murgia e qualche donna – ma anche adolescenti e ragazzi maschi – hanno ceduto e hanno compiuto gesti irreparabili. La violenza psicologica, perché di questo si tratta, può fare danni enormi.

E ieri che succede? Uno dei nuovi ministri si è presentato con un vestito blu elettrico – colore bellissimo. E da quando il ministro di vede dall’abito? Non era il monaco quello? – pieno di balze. Il ministro in questione non è magro – oh, che stupore! come se non avessimo mai visto ministri in carne in passato – ed è stato denigrato anche per questo: un fisico non asciutto in abito blu elettrico e con le balze, robe da matti!
Il ministro ha replicato così sul suo profilo twitter:

La vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo: io ieri mi sentivo entusiasta, blu elettrica e a balze e così mi sono presentata. Sincera come una donna #qualcosadiblu

Ah, non vi ho detto detto che il ministro è la signora Teresa Bellanova. Se fosse stato il signor Giovanni Bellanova nessuno avrebbe guardato al suo fisico e al suo abito. Anche questo è bodyshaming che potremmo tradurre in ‘”schifo da tastiera”.
Manco fai in tempo a presentarti e subito vieni aggredito. Funziona così.

Chiudo ‘sto sproloquio dicendo che trovo orribile questa pratica rivolta alle donne ma detesto anche quando si rivolgono epiteti maleducati riferiti agli uomini, cosa che molti comici, anche molto stimati e amati dal pubblico, fanno riferendosi ai politici. Di un ministro dobbiamo interessarci del suo operato non del suo abito e della sua prestanza fisica.
Stessa cosa di una scrittrice. Ma la Murgia è stata attaccata in quanto sostenitrice della sinistra e ‘comunista’, da chi evidentemente non la pensa come lei ma non sa ribattere con parole educate e rispettose. Forse perché non sa cosa siano queste cose. E neppure l’educazione.

 

*****
e mo’ sono incazzata e lo pubblico, anche se è venerdì sera dopo l’orario di ufficio, cosa che chiunque abbia un blog – e io scrivo sui blog dal 2003 – sa che è pratica sbagliata perché ti bruci il post.

12 pensieri su “Ma il monaco si fa anche senza l’abito?

  1. La penso come te. In effetti in questi mesi ho letto degli insulti in rete veramente terribili, in particolare contro le donne, ma anche nei confronti di alcuni uomini che non temevano di esprimere la propria opinione. Ho notato soprattutto insulti accesi verso coloro che contestavano i porti chiusi, necessità di politica di accoglienza et similia. Su Twitter, dove gli heaters si nascondono meglio, ho letto commenti terrificanti, tanto che ho avuto la tentazione di disconnettermi per sempre…

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  2. post bruciato? Tutt’altro. Hai scritto cose che condivido in pieno. L’insulto pare diventato il linguaggio modero ma insulto rimane e chi l’ha scritto non ha nemmeno il coraggio di mostrare la faccia. Si nasconde e si confonde nella massa di chi scrive insulti. Le opinioni altrui si combattono con le proprie. se non ne hai, stai zitto.
    Brava Morena a pubblicare questo.
    La domanda da fare a proposito del vestito della Bellanoiva, i vestiti degli uomini politici tutti uguali sia come forma sia come colore non generano gli stessi impulsi scatenati contro questo ministro?

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  3. Pensa che la moda di cui parli è arrivata anche a livelli più alti, tipo gli insulti scritti da “giornalisti” ma che tali non sono. Non ho una buona opinione di una certa parte di giornalisti perché scrivono articoli pieni di errori grammaticali, ma quando arrivano all’insulto pagati, e pagati anche da noi, siamo ben oltre la frutta. Dovrebbero essere radiati e invece la cosa si conclude sempre con una pacca sulla spalla del direttore.

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  4. Arrivo tardi, ma non perché ti sei bruciata il post. Per altre novità di cui racconterò da me, che mi hanno portato a ritardare le attività di lettura.
    Mentre leggevo la Murgia e poi il tuo commento stavo proprio pensando: “Guarda cosa hanno detto del nuovo ministro dell’Agricoltura!” e infatti proprio a quello ti riferivi. Non voglio fare una disamina politica, ma parto da un dato conosciuto: il 47% degli italiani tra i 16 e i 65 anni soffre di analfabetismo disfunzionale, ovvero non riescono a “comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità” (Fonte SkyTg24 https://tg24.sky.it/mondo/2019/09/06/analfabetismo-funzionale-italia.html) E sarebbero anche dati vecchi, del 2009, ma le cose sono anche peggiorate visto che con la crisi i primi investimenti ad essere tagliati sono proprio stati alla scuola e alla formazione continua dei lavoratori.
    Quelle persone però hanno ugualmente accesso alla rete, dove è facile immaginare si esprimono come possono, ed è più semplice ribattere con un’offesa alla persona che sui contenuti.
    Ma quando la discussione scende sul personale, colui che lo fa, ha già perso. (Quando nelle riunioni condominiali iniziano a offendermi in quella maniera lì, anziché sulle questioni all’ordine del giorno, io so di averli già battuti, non hanno più argomenti validi).
    Non credo che la politica si sia adeguati agli elettori, quanto piuttosto che la politica sia fautrice di questo decadimento. E’ più facile parlare alla pancia delle persone, che spiegargli come stanno effettivamente le cose. E più facile puntare il dito contro l’estero, piuttosto che fare un mea culpa in casa propria.
    Quando ho visto la Ministra in televisione, ho pensato fosse invece la persona giusta. Mi ha dato l’idea di essere una donna con le “OO cubiche, un po’ smussate agli angoli”, per dirla alla Aldo, Giovanni e Giacomo. Avrà solo la terza media, ma proprio questo la rende vicina ai lavoratori e al comparto che deve rappresentare. Le sue braccione grandi mi hanno fatto pensare che se sbatte un pugno sul tavolo, sarà bene starla ad ascoltare. 😉

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  5. La scena di te alle riunioni condominiali mi ha fatto ridere. MI stupisco che osino offenderti ma insomma, in giro c’è di tutto e ormai l’educazione è parola sconosciuta ai più.
    E la rete amplifica comportamenti e malcostume.

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