“Come scrivere un libro in tre giorni”: la boutade del secolo

In questo finire di agosto, il primo agosto da anni che ho sopportato, e di questo volevo scrivere oggi, mi arriva la mail che mi consiglia alcuni ebook sulla scrittura; la apro prima di cestinarla ma, un momento, cosa leggono i miei occhi svegli? “Come scrivere un libro in tre giorni” è tra i consigli. Non me lo faccio scappare e mi precipito a leggere sinossi e altre informazioni.

Hai mai pensato di scrivere un libro nel minor tempo possibile? Sì? Allora questo libro è perfetto per te. Come puoi facilmente vedere, è molto breve, come un vero manuale dovrebbe essere, ma contiene tutto ciò di cui hai bisogno per scrivere il tuo libro in tre giorni. Se vuoi che questo metodo funzioni, devi semplicemente seguire le istruzioni. Non essere pigro e, ultimo ma non meno importante, credi in ciò che stai facendo. Non c’è risultato senza un minimo di fede.

Il discorso pare filare: quasi banale ma quasi vero.
Leggo le recensioni e, come chiunque abbia mai provato a scrivere qualcosa di decente poteva intuire, sono stroncature nette. In una recensione si nomina l’estratto e allora decido di leggere pure quello: alla curiosità non c’è limite.

La presentazione dell’autrice, tale Nora Hart ma è uno pseudonimo, afferma che lavora da anni nell’editoria e che è senior editor – non pizza e fichi, eh! – e che “lavora anche come docente di scrittura creativa”. Subito dopo parte con le istruzioni e voglio rendervi partecipi di questa perla di saggezza perché so che anche a voi la curiosità non manca:

Quindi, “devi pensare a una trama e hai davvero poco tempo per farlo – perché? che devi fare che non hai tempo? e, se non hai tempo, perché imbarcarti in cotanta impresa? –, ma comunque vuoi essere originale” e la trama che pensi è la più banale di sempre.
Pensa al genere letterario che vorresti esplorare ma devi scegliere tra il romance e l’erotico (uno dei più difficili).

L’estratto finisce qui ma chi ha comprato l’ebook – ebbene, c’è anche chi l’ha comprato – afferma che poi Nora Hart, editor senior, indica di scrivere un racconto, cosa che in tre giorni posso fare pure io e senza suggerimenti (salvo poi rileggerlo ed editarlo per due mesi), non un romanzo. Quindi, in tre giorni non si scrive “un libro” come enunciato nel titolo. Ecco.
Un titolo furbetto per adescare autori inesperti. Mica è editor senior per nulla.

Alla fine, però, vorrei dire che scrivere non è un obbligo, in tre giorni si può buttare giù una traccia, nessuno ci corre dietro e non è una gara. Se non avete tempo – tanto – e non avete pazienza, fate la marmellata che è pure più utile per la colazione e la merenda.

Foto di Herbert Aust da Pixabay

18 pensieri su ““Come scrivere un libro in tre giorni”: la boutade del secolo

  1. No, mi hai fatto sbellicare dalle risate cara Morena! In tre giorni un racconto ci sta, ma un romanzo forse è un’altra cosa cara la editor furbacchiona. Sì è meglio fare la marmellata se non hai tempo (io in cucina non sono molto brava e potrei metterci più di tre giorni).
    Comunque la ricetta per scrivere un libro in tre giorni ce l’ho anch’io: ti chiudi in casa, spegni TV e cellulare, poi ti armi di caffettiera e qualche snack o minestra pronta per mangiare, poi non dormi, mangi gli snack e bevi caffè e poi scrivi sempre – con le idee e lo spirito creativo sempre al top, cosa semplicissima- i giorni così sono diventati sei (se consideri anche la notte)…
    poi la trama originale? Lui incontra lei, all’inizio si odiano, poi scoprono di amarsi, ma la mamma di lui non vuole che stia con lei e tenta il suicidio, ma poi alla fine scopre che la mamma fingeva. Alla fine lui lascia la casa della mamma e la sposa mentre lei sta quasi per sposare un altro. Originale no?

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  2. Questa ha copiato dal famoso manuale “Come creare un sito di ecommerce in tre giorni”, che tecnicamente è anche fattibile, peccato che il problema resta pubblicizzarlo e venderlo. Mentre lei gli allocchi che hanno comprato il suo ebook li ha trovati facilmente. Non importa se l’hanno stroncata, intanto lei vende. E quello è un risultato!
    Ma vuoi la vera chicca dell’estate? Il primo vero corso di self-publishing! Per cui “non devi essere uno scrittore” (è scritto proprio così, lo giuro!). “Non devi saper scrivere o conoscere gli argomenti di cui tratteranno i tuoi libri.” Questo fantasmagorico corso ti insegna a trovare le categorie più redditizie su Amazon (diete, trading, criptovalute, come fare qualcosa, guide ai prodotti, rapporti personali, auto aiuto, meditazione, sport, animali domestici e perché no? anche scrittura creativa), si prosegue con la progettazione e realizzazione dei libri (ma non devi essere uno scrittore eh!) fino alla pubblicazione, per finire con una strategia esclusiva proveniente dall’America per avere una “rendita integrativa con un business di lunga durata”. Mica ciufoli. Questo incredibile corso, con moduli video di 10 ore e un coaching personalizzato di 2 ore, nonché un gruppo Facebook privato a tua disposizione (come se ce ne fossero pochi sull’argomento…) per soli… trattenete il respiro… 1000 euro!
    Ah no, solo per te perché sei più fiko, scontato a 699 euro! Ma affrettati perché tornerà a 1000 euro a breve!

    Poi lo so, direte che beh, bisogna vedere… anche la Scuola Holden costa soldi, nessuno ti regala niente, magari ne vale davvero la pena, no?
    Giusto, ma che referenze abbiamo qui? La Scuola Holden è una scuola di indubbio valore con fior fiore di scrittori affermati che ci lavorano. Chi ci offre questo corso esclusivo per il self publishing chi sarà mai?
    Boh.
    Uno pseudonimo. Con un canale YouTube poco frequentato, qualche Like ottenuto pagando e, toh guarda, non ha nessun libro in vendita su Amazon…
    Perbacco! Ma se uno ha una strategia milionaria vincente, perché mai non dovrebbe usarla per sé stesso?!

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  3. furba la nostra editor a trovare i polli da spennare.
    In tre giorni scrivi si e no un racconto e neppure troppo lungo. Trew giorno corripondono a settantadue ore. Oddio si può fare ammesso che non mangi, non vai in bagno, non dormi. Ma poi cosa ne esce fuori?

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