Come si passò dal #progettoIOTA ai Bezuchov – come nasce un libro

L’ultimo dei Bezuchov – di Marco Freccero

Qualche giorno fa ho scritto che avrei parlato ancora dell’ultimo romanzo di Marco Freccero. E siccome il suddetto (il romanzo non Freccero) esce oggi in lancio ufficiale – qui il post di oggi-, vi racconto qualche retroscena.
Marco stava lavorando a quel suo #progettoIOTA, ricordate? Quello di cui parlava a destra e a manca in ogni occasione. Pare che questo progetto dovesse essere una faccenda enciclopedica, in tanti volumi, con mio grande disappunto (non so se lo sapete ma spesso leggo i testi di Freccero come beta lettrice e come ‘tizia che mette i puntini alle i’), visto che io prediligo i testi brevi.
Bene. Di questo #progettoIOTA avevamo già riletto, e quasi quasi filava tutto bene fuorché il finale, il primo volume. Ero abbastanza soddisfatta: dopo la fatica iniziale, le prime eliminazioni, gli aggiustamenti di tiro, il racconto filava e aveva già mostrato alcuni argomenti interessanti. Il finale non era adatto: a mio parere si doveva concludere con più punti fermi, se ogni libro doveva essere un racconto a sé stante.Quindi, passai il file a Marco in attesa di leggere il finale più adatto e dopo qualche giorno lui mi scrisse: Per ora ho abbandonato tutto. Mi dedicherò a questa storia con un seminarista che fa un incontro in treno.
Ma che fai del #progettoIOTA? va tutto buttato? chiesi io con dispiacere.
Lui disse che lo metteva da parte in attesa di finire questo romanzo dove c’era un tizio che si chiamava nientemeno che Carlo Alberto Bezuchov e in cui la storia termina in quelle isole del Nord, quelle dove io non abiterei.
Ecco come è iniziata la storia dei Bezuchov. Ma come sia iniziata davvero forse non lo sa nemmeno Marco Freccero.

Comunque, un po’ alla volta mi sono affezionata anche a questi personaggi e ho apprezzato tanti aspetti di questa storia, dai dialoghi alla parte finale in quelle isole sferzate dal vento  e poco abitate.
Ma ora, a quanto ho appena sentito, pare che il #progetto IOTA stia per risalire in sella. Vedremo.

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*il prossimo post parlerà di creatività. Seguitemi 😉

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5 pensieri su “Come si passò dal #progettoIOTA ai Bezuchov – come nasce un libro

  1. Come dicevo sul blog di Marco il suo nuovo libro mi piace molto, personaggi, storia e linguaggio. Sinceramente pensavo si trattasse del progetto Iota, quindi presto leggerò altro di questo prolifico autore, bene, bene…

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  2. Ah ecco, questo Bezuchov non è il progetto IOTA… sempre a mischiare le carte questi scrittori! 😀
    Ma non si può trovare un altro acronimo a quell’IOTA?? Perché suona male… ci metto un “di” di mezzo e arriva …Dostoevskij 😀
    Uhm, forse Marco l’ha fatto apposta… e se non l’ha fatto apposta, adesso che gliel’ho detto, non lo cambia più!

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