Fino all’ultimo istante – nono racconto “Futuro prossimo”

Da tempo la luna si avvicina alla terra, riversa su un fianco come una signora addormentata. In meno di un lustro la grande marea inonderà ciò che resta della città in cui sono nata. La guardo dalla mia vetrata, mentre appoggio la testa sul cuscino. So che è presto per andare, ma è inutile restare a rimuginare sulla mia decisione. Lancio il comando vocale e subito il braccio meccanico si avvicina, offrendomi un sostegno per alzarmi. L’ho chiamato Buck, come il cane che possedevo da bambina. Mi alzo. Buck mi offre la dose giornaliera di proteine in polvere gusto latte che bevo come se avessi i minuti contati. Il connettore è collegato alla corrente, in poco tempo le protesi aggiuntive saranno cariche e potrò camminare sulle mie gambe, se così si può dire. Ho deciso di indossare un tailleur simile a quello che io e mia sorella gemella portavamo il giorno del funerale di mia madre. A quei tempi eravamo una persona sola. Poi, per dimenticare la grande nuvola nera apparsa in cielo, ha deciso di cancellare i suoi ricordi. Dice che soffre meno e probabilmente ha ragione. Lei non si sveglia, ogni notte, all’ora esatta in cui accadde, sudata e impaurita come un filo d’erba sotto il temporale. Continue reading “Fino all’ultimo istante – nono racconto “Futuro prossimo””

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