Ovest 2054 – sesto racconto “Futuro prossimo”

Un rombo lontano; le nuvole esplodono come asce in frantumi. La pioggia precipita su tutto cantando una lingua che non credevo di conoscere. In lontananza il ghiaccio fonde lentamente, le città si schiantano nell’onda possente. L’opera antica ideata con arte e ingegno sta scomparendo, si sciolgono in polvere gli splendidi palazzi, la selva dei pinnacoli, le sale dei banchetti. Tetti crollati,  porte infrante, finestre sbrecciate. Torri inabitate si stagliano all’orizzonte. Le splendide muraglie di pietra stanno per essere sommerse. Le fortezze si sgretolano. Il forte abbraccio liquido sarà la tomba di una generazione decomposta di uomini. Freddi flussi d’acqua si riversano negli squallidi cortili colmi di macerie dove un tempo l’uomo orgoglioso guardava i suoi tesori. Sto vedendo avverarsi le cose che temevo molto tempo fa. L’emozione corre a livello della carne. Sono solo e vorrei dimenticare di esserlo. Inutili preghiere si confondono coi pensieri di fuga da questo posto. Sono rimasto qui, sul punto più alto di questa scogliera edile; guardando in basso, posso vedere quelli con cui avrei amato restare, e che in silenzio si sono gettati alla cieca nel mare. Ho bisogno di sentire una qualsiasi voce per rimanere vivo. Aspetterò il sorgere del giorno cercando di raccogliere tutti i miei ricordi, e poi scivolerò nell’acqua. L’alba chiama, ho indugiato nei pensieri sui bei momenti per trovare consolazione e sento che sto per piangere; pioggia salata sul paese delle meraviglie che giacerà sotto il mantello acquoso in un cumulo di rovine ricoperte dalle alghe. Sono smarrito. Com’è possibile che succeda una cosa del genere in un luogo dove abbiamo vissuto. Sono destinato a scomparire nella notte oscura dei flutti. Un’alta onda mi trascinerà nel profondo, sarò un altro smunto uomo annegato. Sono accecato dal dolore. Continua a leggere “Ovest 2054 – sesto racconto “Futuro prossimo”” →