La tuta – primo racconto “Futuro prossimo”

 

La Signora Agnes accese le luci del salotto alle sette in punto: lo schermo olografico della televisione si attivò, trasmettendo il meteo come da programma. In alto a destra, dei piccoli numeri segnavano la data del giorno, 23 Febbraio 2054. Diede un veloce sguardo alla nuvola 3D che prometteva pioggia, per poi andare nella cucina ed affrettarsi a scaldare un paio di fette di pane da toast. Sbuffò quando vide che nella confezione, ne erano rimaste solo tre. Chi aveva fatto la spesa l’ultima volta? Roberto? Elina? Possibile che si fosse dimenticata proprio del pane? Le mise tutte nella tostiera e poi si avvicinò alla finestrella della cucina: scostò le tende, osservando la fitta nebbia arancione che inglobava tutto il vicinato. Tanto tempo fa quel quartiere scoppiava di vita la mattina: scoiattoli nei giardini, merli canterini, corvi e cornacchie…
“Buongiorno,” bofonchiò Roberto, il figlio minore. Aveva solo tredici anni eppure era molto alto per un ragazzo della sua età, tanto che molti lo scambiavano per un ragazzo del liceo. Andò verso il frigo e prese la bottiglia di succo di frutta naturale al 10%, per poi versarsi un bicchiere di aranciata slavata. Non si trovava di meglio in giro. Preso il bicchiere, si sedette sullo sgabello che dava sull’isola in cucina, sbadigliando sonoramente.
“Buondì,” rispose Agnes, allontanandosi dalla finestra. La tostiera scattò, facendo sbalzare fuori il pane pronto per essere gustato. “Vuoi?” Chiese la donna, mettendo le fette su un piatto.
Roberto sbadigliò di nuovo, annuendo. Agnes sospirò, posandogli il piatto davanti. “Lasciane una a tua sorella, sono finite.”
“Cosa sono finite?” Squittì una vocina: Elina era appena arrivata, scendendo le scale due a due. Sembrava più sveglia del fratello, con il cellulare perennemente in mano e i pantaloni della tuta rosa che le coprivano le gambe secche. Aveva quindici anni ed era nel pieno dell’adolescenza. Diede una spintarella a Roberto, sedendosi al suo fianco.
“Buongiorno,” sospirò Agnes, “il pane, è finito, dovrò andare a fare la spesa.” Continua a leggere “La tuta – primo racconto “Futuro prossimo”” →