Trasformare un racconto in un romanzo

SafariScreenSnapz022

A volte accade di leggere un racconto, una bella storia, e di pensare “sarebbe stato anche un bel romanzo”. Se è un racconto di altri, ce lo diciamo e basta ma, se il racconto è il nostro, iniziamo a costruire ponti e svincoli, rotonde e ferrate di montagna. Ma basta dirsi ‘potrebbe essere un romanzo’? Sarà vero, o è solo la nostra immaginazione e il compiacimento di un autore misconosciuto?
Ci sono racconti che nascono con un’unica possibilità: quelli sono e quelli resteranno. Tutt’al più potrebbero essere un capitolo di una storia più complessa, ma mai potrebbero reggere da soli l’impianto di un romanzo. Cosa differenzia, quindi, un racconto da un romanzo? 
Della lunghezza abbiamo già detto, e comunque la lunghezza del testo dipende dalle caratteristiche stesse del racconto: formato da un unico evento forte, con pochi personaggi e nessuna sottotrama, deve cavarsela in poche pagine, arrivare a una degna conclusione ed essere efficace.
Il romanzo, invece, ha più personaggi – anche se abbiamo assistito a storie con un solo personaggio principale -, si svolge quasi sempre in un arco di tempo più lungo – anche se abbiamo storie che si svolgono in una sola giornata – e ha delle trame secondarie che si intersecano con la storia principale – anche se non sempre è così-: da tutto ciò si evince  che le regole non esistono e che ognuno scriverà la sua storia come meglio crede.
La cosa sulla quale credo di non essere smentita è sulla forza di un unico evento: il racconto ha questa prerogativa. Il romanzo no; può averla ma spesso non è così.
Ma il titolo del post mi richiama all’ordine: come si può – se è il caso – trasformare un racconto in un romanzo?

Questo è il metodo che, forse, userei io:
Il testo del racconto va suddiviso in otto parti. Ogni parte dovrebbe contenere una scena forte, qualcosa di rilevante. Le parti, che potrebbero essere la base di futuri capitoli, vanno studiate per capire le potenzialità nascoste e inserire eventi che guidino la nostra storia. Quando avranno assunto un aspetto più completo, si dovrà pensare ai personaggi, alla loro vita, e dopo averli conosciuti meglio e avere capito cosa potrebbe accadere, si può iniziare la stesura mantenendo queste linee guida create dalla suddivisione del racconto iniziale.

Credo 😉

 

  • immagine farfalle di Pixabay. L’Immagine del testo che riguarda Ammaniti era conservata da tempo qui nelle bozze. Oggi è suonata la campana
Annunci

8 pensieri su “Trasformare un racconto in un romanzo

  1. Io ho trasformato un racconto in un romanzo. Il mio primo romanzo La libertà ha un prezzo altissimo nasce da un racconto che avevo scritto quando frequentavo un corso di scrittura creativa, dovevamo scrivere un racconto e io avevo scritto quello di una donna di circa sessant’anni che ricordava la sua vita ed era tornata a vivere nella sua casa d’infanzia. Quel racconto è diventato l’incipit del romanzo, però ho cambiato l’età di partenza della donna e anche la casa dove lei viveva. Non so, sapevo che quella donna aveva una storia da raccontare e il romanzo l’ho scritto quasi di getto (quasi eh…)

    Piace a 1 persona

  2. Sto pensando a quale dei miei racconti potrebbe diventare un romanzo… uhm, un paio ce ne sono e sono, guarda caso, quelli più lunghi, quelli che già a leggerli senti un mondo molto più vasto da esplorare. Penso a La fabbrica di acciottolato, ambientata in un piccolo paese di fine ‘800 dove si erano inseriti più personaggi, ed ognuno di loro potrebbe raccontare di più. Oppure a Formiamo persone felici dove c’è un intero complesso scolastico e parecchi dubbi filosofici da analizzare. Però ho la convinzione che se nasce strutturato come racconto difficilmente diventa romanzo, e viceversa. Se sono solo appunti, allora ci si può lavorare, ma se finisce con tempi e modi di racconto, la vedo dura.

    Piace a 1 persona

    1. Hai ragione, Barbara. Se nasce racconto non può morire romanzo.
      Però, quando ho scritto una storia che mi era balenata in mente, basata su una sola immagine, ho capito che dentro c’era molto di più. Così è nato “La centesima finestra”.
      Ma il racconto di base era solo quello dei primi tre giorni a Cervo. Dopo ho dovuto creare il romanzo vero.
      E non è stato facile.
      L’importante è, credo, non ‘imporselo’, non volere per forza trarre romanzi da ogni testo. Se c’è lo scoveremo.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.