Errori da evitare quando si scrive un libro

Durante la scrittura di un romanzo – specialmente del primo, ma non è raro che accada anche in seguito – si attraversano molti processi produttivi, molte fasi di lavorazione, e gli errori sono più fitti delle metafore e delle figure retoriche.
Intanto, già inserire troppe metafore è, a mio parere, un errore. Ma questa sarebbe solo una caduta di stile. Invece vorrei parlare degli errori di lavorazione, tipo ‘cambiare nome ai personaggi’, ‘cambiargli i connotati’, ‘fare agire un neonato come se fosse un bambino di un anno’, e sono solo alcuni tra i primi che mi vengono in mente.

Oggi, però (scusate il cambio di direzione: mi è venuto in mente mentre scrivevo), vorrei parlare di una cosa che credo sia importante per una buona comprensione del testo e per avere uno stile di scrittura più definito.
Anche sottovalutare l’importanza dei particolari è un grave errore a mio parere. Che significa?
I particolari possono essere suggestivi ma anche inutili. Dobbiamo inserirli o no, quindi?
Il segreto, come sempre, è nella ‘giusta’ misura. Qualche particolare arricchisce il testo, e la fantasia del lettore, ma troppi particolari possono generare confusione, e bloccare la fantasia di chi legge.
I nostri personaggi non devono essere un elenco di capelli neri, occhi castani, corporatura robusta, sguardo limpido, pantaloni blu e magliette con scritte. È bello che abbiano una caratteristica per cui il lettore li individui, tipo un’ancora tatuata sul bicipite. Ma non è utile che abbiano il naso grosso e rosso, gli occhi castani ma a volte verdi, le mani tozze ma curate, le gambe lunghe e il passo svelto. Non è utile che abbiano tutto.
Nella nostra visione, e nella scheda personaggio – che io a volte scrivo a volte no, ma quando non la scrivo succedono casini – Marcello deve avere tutte le caratteristiche di cui sopra, ma nella stesura del testo Marcello può essere indicato anche solo con l’ancora tatuata, se è questo il particolare che ci serve per caratterizzarlo.
È assodato, comunque, che se ha un’ancora tatuata possa avere anche altro. Sta a chi scrive usare le suggestioni giuste. ‘Misura’ è la parola chiave.
E trovare la chiave giusta sarà più semplice se buttiamo quelle che non servono.

*immagine di Pixabay

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7 pensieri su “Errori da evitare quando si scrive un libro

  1. Eh, infatti per il racconto che ho pubblicato oggi, io ho visto una bionda da copertina fasciata in un tubino aderente nero, da sera. Il mio beta lettore ha immaginato una bionda belloccia con un tubino in tartan rosso scozzese (giuro che non gli ho detto niente!) Come la tovaglia rossa citata da Stephen King in On Writing, che è rossa, ma potrebbe essere rosso carminio o rossa a quadretti, col bordo bianco o con le frange…
    La scrittura è fatta di pochi elementi, il resto ce lo mette proprio il lettore.

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  2. Occorre un particolare forte, magari il resto ce lo mette il lettore. Invece spesso abbondiamo di particolari, succede anche a me. Come dice Carofiglio è meglio non invadere lo spazio del lettore…

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  3. La penso anche io come te: fare la famosa “lista della spesa” nel descrivere un personaggio è del tutto inutile ed annoia il lettore. Bisogna giocare insieme a chi ci legge, dandogli solo qualcosa e non tutto. In base a come si comporterà il personaggio, il lettore ci metterà del suo.

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