Lo scrittore ha una morale

Credo siamo tutti d’accordo che si scriva non tanto per dare al mondo lezioni di morale quanto per raccontare storie. Queste storie, però, rifletteranno comunque la nostra idea di morale, la nostra idea del buono e del giusto. Idea che potrebbe essere molto personale e anche fuori dagli schemi – non tutti avranno le stesse idee di ‘buono’ e ‘giusto’ suppongo.
L’autore dei testi dovrebbe tenersi al di fuori della ‘morale’ intesa come lezioncina da impartire al volgo:

una volta si concludeva le favole e le novelle con frasi indicatrici e virtuose perché il popolo andava educato e gli scrittori erano persone colte e molto addentro le questioni morali che la massa ignorava.
Oggi no. Oggi si indica una strada nascosta tra le righe della storia: ognuno tragga la sua morale.
Però, essendo l’autore un essere umano – e quanto più umano sarà, meglio (forse) scriverà -, è inevitabile che lasci trasparire, e anche traspirare, una sua idea di comportamenti o atteggiamenti adatti alla situazione raccontata.
SI arriva alla fine della lettura e si pensa: così ci si dovrebbe comportare! Oppure: è così che non bisogna fare.
Ma, a volte, l’autore è così bravo che si limita a raccontare, lascia scivolare le vicende e le posa sulla pagina, non indica nulla con il dito, non punta agli effetti speciali, non spiega. Non c’è morale, quindi, in queste storie?
Sono spesso le storie più forti, quelle che graffiano l’anima, quelle che ci fanno fermare a riflettere, quelle che ci fanno dire: Cavolo! che storia! Che testa ha, ‘sto tizio! Non avevo mai visto la faccenda da questo punto. Ora capisco qualcosa di più. È anche possibile che accada questo.
L’autore non dice: attenzione! è possibile che se lasciamo scivolare le cose fino a qui poi accada questo. Ma noi capiamo bene cosa intende.
E stiamo ragionando di vicende. Ma a volte l’autore ci mostra personaggi controversi, personaggi che siamo abituati a considerare in certi abiti – la nonnina dolce che sfama i gattini del quartiere, il povero che chiede la carità e ha bisogno di comprensione, l’amico di tutti al bar, quello che è sempre pronto a offrirsi – e non sappiamo vedere oltre i nostri occhi. Anche – soprattutto – in questi casi la penna può essere illuminante.
Tutto svolto senza dire. Questa è la penna che accende le idee.

14 pensieri su “Lo scrittore ha una morale

  1. Queste storie, però, rifletteranno comunque la nostra idea di morale, la nostra idea del buono e del giusto… Non credo. O meglio, dipende dalla storia. Se in una trama c’è immoralità e personaggi che fregano gli altri in modo perverso o uccidono e commettono crimini bisogna fare attenzione a non confondere questi personaggi con l’autore o con la sua idea di giusto e non. Magari è il male che alimenta la storia. È difficile scrivere certe storie però c’è chi lo fa regolarmente oppure chi ci prova per la prima volta proprio perché pensa che qualcuno possa identificare la storia con l’autore. Non so se mi sono spiegato. Temo di essermi incartato 🙂

    Piace a 2 people

    1. Quando scriviamo lasciamo sempre passare una parte di noi. Anche se (e sarebbe auspicabile fosse così) non lasciamo trasparire giudizi.
      Ci sono storie dove la morale non è evidente, pare che non ci sia, ma c’è sempre a mio parere.
      Poi il lettore interpreta secondo il suo sentire.

      "Mi piace"

      1. Certo. Ci riflettevo anche perché in un mio testo inedito il 70% dei personaggi sono gente che non augurerei di incontrare a nessuno. Senza scrupoli e arrivisti, alcuni crudeli e spietati verso gli altri per pura noia… non penso ci sia una morale, casomai è proprio il contrario 🙂

        "Mi piace"

  2. Capisco il pensiero di Giovanni, per esempio se scrivi di un serial killer e, con la storia, spieghi la sua psicologia e i motivi che lo muovono si potrebbe pensare che l’autore giustifichi l’omicidio…insomma non è facile. Per fortuna ci sono più personaggi e quelli buoni indicano la morale, forse. Però a volte è meglio raccontare la storia da semplice spettatore lasciando che il lettore tragga le sue conclusioni…

    Piace a 2 people

  3. Quando si scrivono storie, queste non sono mai neutre. Riflettono sempre, in maniera più o meno opalese, le idee, i valori e il pensiero dell’autore.
    Per questo motivo ci può essere empatia del lettore con l’autore oppure no,

    "Mi piace"

      1. Credo che abbia frainteso la risposta. In un racconto di efferati omicidi un bravo scrittore mette in risalto la cattiveria del mondo o meglio di una parte del mondo. Cioè trasmette un messaggio che il crimine non paga e la verità viene a galla.

        Piace a 2 people

  4. Un grande esempio di ciò che dite (non dovrebbe essere scritta ma solo trasparire la morale, non sempre coincide con quella dell’autore, a volte sono indicazioni a riflettere) è un grande film di woody allen, Match point.
    Che riprende poi Delitto e castigo, ma senza il castigo, perché (ed è la frase nell’intro che già spiega molto) “La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo.”

    Piace a 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.