Un giorno, sempre – di Giovanni Venturi

 

L’annuncio lo ha dato l’autore nel suo blog: questo nuovo romanzo di Giovanni Venturi Un giorno, sempre è il quarto volume della serie “Le parole confondono”.
A me, da lettrice ma anche da ex autrice, sorprende sentire che un autore ha tanto da dire e scrive tanti volumi sui personaggi che gli stanno a cuore.
Quindi ho chiesto a Venturi e lui così si racconta:

Scrivere una serie

Oggi molti romanzi sono parte di una serie di libri, soprattutto i gialli, se pensiamo ai tanti ispettori venuti fuori nella narrativa, ma questo non è l’unico genere serializzato.
Anche i film ci hanno abituato ad avere seguiti, prequel, spin-off: A Nightmare On Elm Street, Fast & Furious, Scream, Star Wars, Taken, Bourne, ecc… . Alla fine, questi film diventano operazioni commerciali in piena regola, dove più o meno si vede ripetersi sempre la stessa trama e dove ciò che cambia forse è il nome dei personaggi, mentre l’interesse scema sempre di più capitolo dopo capitolo, un po’ come accade per certe soap opera.
Scrivere romanzi facenti parte di una serie è difficile. Si può finire in molte trappole. Per esempio, se le storie dei vari libri hanno un arco temporale in cui si sovrappongono, allora bisogna fare molta attenzione ai dettagli comuni: non possono cambiare nei vari libri e, prima di ogni altro particolare relativo alle vicende, bisogna avere davvero qualcosa da raccontare, qualcosa che crei un valore aggiunto, che porti un’evoluzione, punti su un tema; non bisogna portarsi dietro gli stessi personaggi con fatica perché siamo presi dall’entusiasmo. Il rischio di rompere la magia del primo volume e di rendere il tutto noioso e già letto, o magari completamente senza senso, aumenta man mano che si scrivono le nuove parti.
Quando nel 2013 pubblicai Le parole confondono credevo di aver concluso il romanzo in modo definitivo. Eppure, quei personaggi pareva volessero ancora raccontarsi.
È scattata una molla che mi ha spinto a ritornare sulle pagine della storia di Andrea, Francesco e Giulia. Perché? Perché Francesco Sacco, il personaggio secondario, migliore amico del protagonista Andrea Marini del primo volume, aveva grandi potenzialità. È un carattere completamente diverso da Andrea, voce narrante del primo volume, così ho ripresentato parte delle vicende di Le parole confondono, ma viste da occhi completamente diversi e ho aggiunto la storia personale di Francesco. Una storia molto particolare ma che lo rende un personaggio forte, sicuro di sé, altruista e con la battuta pronta. Ne è venuta fuori una trama completamente nuova. Certe incertezze può anche essere letto senza sapere nulla del primo volume. Stessa cosa è successa per I motivi segreti dell’amore, dove però i fatti narrati riprendono solo un episodio del primo volume.
Un giorno, sempre, quarto volume appena pubblicato, è nato quando ho pensato a come si era concluso il secondo, alla scena finale di Gianluca e Francesco in Certe incertezze. Come andava interpretato quel finale? E, infatti, partendo da lì ho dato voce narrante a un nuovo personaggio: Gianluca.
Se nel primo e secondo libro l’arco temporale vissuto nel racconto è quasi lo stesso, per gli altri volumi non è così, le vicende si vanno ramificando, si rendono indipendenti, abbracciano nuovi personaggi e analizzano più da vicino quelli incontrati in precedenza.
Mi sono spinto a creare nuovi testi della vicenda perché ho lavorato sui personaggi, sulla loro storia personale, sui loro sentimenti contrastanti, sulla psicologia, come ci ha insegnato una grande e famosa serie televisiva quale Lost, per esempio. Senza dei buoni personaggi non c’è trama che regga.

 

 

Sinossi
L’estate a Napoli è la stagione delle stagioni: giunge sempre prima, le giornate diventano ricche di colori, di luce, di sogni e di sorprese. È in un giorno troppo caldo di maggio che Gianluca incontra Francesco; non si vedono da quattro anni ma lui ricorda bene il periodo in cui l’amico lo ha aiutato.
Tornano le forti sensazioni di allora, e i sentimenti d’amore per Francesco, quelli che ha sempre represso, riprendono a invadergli il cuore. È spaventato come lo era allora: non vuole permettere al dolore di riemergere, e non può perdere la preziosa amicizia ritrovata dopo così tanto, perché l’emozione che Gianluca credeva sopita torna ancora una volta a chiedere attenzione, un’attenzione che stavolta dovrà essere assoluta.

Quarto volume della serie “Le parole confondono”, può leggersi come romanzo a sé stante, anche se si consiglia la lettura di “Un giorno, sempre” dopo “Le parole confondono”, “Certe incertezze” e “I motivi segreti dell’amore”.

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7 pensieri su “Un giorno, sempre – di Giovanni Venturi

  1. E’ curiosa questa cosa di romanzi in una serie ma ognuno con una storia auto-conclusiva, che si possono leggere anche staccati dagli altri. Conosci qualche altro autore che, a parte commissari e ispettori, abbia fatto lo stesso?

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    1. Serie auto-conclusive no, ma ci sono alcune serie di fantascienza che forse potrebbero leggersi in modo separato. Per esempio Deserto Rosso volume 1: il ciclo dell’aurora, ma non saprei io ho letto i primi tre. Il primo è il più bello e nasce come romanzo a puntate costituito da un racconto lungo e tre romanzi.

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