Quanto si può spendere per un corso di scrittura

Ormai, lo sapete, siamo in un mondo di guru: per ogni pulsione, desiderio di imparare, passioni nuove e nascoste, si trovano persone che possono guidarci nel percorso.
I corsi di scrittura non sono una novità: esistono da anni e funzionano molto bene. Sono una manna dal cielo per chi è digiuno di tecniche e metafore e non si negano a nessun genere. Ho appena visionato un link che promette corsi differenziati come la raccolta rifiuti: vuoi scrivere giallo/thriller, fantasy, o vuoi cimentarti nella ‘narrativa generale’? Qui puoi; barra la tua casella e compila il modulo di adesione con dati che paiono già da soli fantasy: titolo di studio potrebbe essere comprensibile (mah, non so), ma l’occupazione non vedo a cosa serva – addirittura se sei occupato devi specificare il datore di lavoro, la partita iva e il tipo di contratto. Se sono informazioni a fine statistico, per sapere chi si iscrive ai corsi e quindi aggiustare sempre più il tiro verso il target (per i prossimi anni), potrebbe essere comprensibile ma si potrebbero raccogliere anche in seguito e con meno dovizia di particolari. In questa fase mi paiono richieste inquietanti.
Scendo a leggere le modalità di pagamento e subito mi compaiono i 500 euro di acconto da versarsi all’istante, nel giorno stesso in cui si compila il modulo – preciso che il corso inizierà (forse) a gennaio 2019 -, e il saldo deve avvenire entro il giorno di inizio del corso. Non vedo la cifra e risalgo il modulo… eccola: 2.200 euro più Iva, che sarebbero 484 euro, se rimane al 22%, per un totale di 2684 euro.
Inutile che strabuzziate gli occhi: diventare scrittori costa.
Continuo a essere perplessa su queste ingenti spese: se l’aspirante corsista è un ragazzo molto giovane senza occupazione certa, dove li trova 2684 euro da spendere nel corso? Senza contare le spese di trasferta e di pranzi fuori casa – sempre se non occorre anche una notte in B&B.
Se è un lavoratore a 1.500 euro al mese, ancora dove li recupera ‘sti 2684?
Ma diciamo che non sono affari miei. È vero.
Quindi, lui o lei, o loro, trovano i soldi e si iscrivono.
Sono certa che trascorreranno belle ore interessanti in compagnia degli altri iscritti e dei docenti che sono persone intelligenti e preparate. Ma oltre a questo cosa avranno in cambio di quei 2684 euro?
Cosa avranno che non potrebbero avere leggendo dei libri, confrontandosi con altri amanti della lettura – non dico della scrittura: per ora mi piacerebbe fossero amanti del prodotto della penna -, studiando i classici ma anche i contemporanei?
Il timore è sempre che ci sia nascosto il desiderio di svicolare, di ottenere tanto con poco, di tagliare i percorsi, eliminare la fatica. “Vado da uno che mi svela i trucchi e in attimo scrivo un libro”.

Cosa serve per scrivere un romanzo?

1- L’idea. Da dove viene un’idea? Dalla vita: se sai osservare, capire quello che non è visibile, notare particolari e capirli, hai già tutte le storie che ti servono. (questo il corso non può ‘insegnarlo’: devi averlo).
2- La grammatica. Questa la devi proprio sapere. Anche se vuoi essere libero per certi tuoi personaggi e tue storie di non usarla. Se la conosci, la aggiri. Altrimenti no.
3- Lo stile. Da costruire dopo avere letto tanti tanti libri. Lo stile nasce dopo avere amato tanti autori, dopo esserti ispirato ai loro testi e dopo averli copiati.
4- La tecnica. Indispensabile per sapere come strutturare il testo, come mescolare fabula e intreccio, come usare metafore e altre cose dai nomi difficili, inserire flashback e flashforward, analessi e prolessi e altre parole.
5- Ecco. Le parole. Perché siano quelle giuste ne devi conoscere tante. E come le conosci se non leggi? Il testo è formato dalle parole. Valutarle e sceglierle affinché dicano proprio quello che abbiamo in mente è una cosa difficile, una cosa che si impara solo praticando. Se non si scrive tanto, se non si butta, non si arriva alla parola ‘giusta’.
6- Esercizio. Tanto esercizio. Scrivere sempre. Non stancarsi mai.

Di certo queste cose al corso le diranno, ma basterà questo a farci scrivere un libro? Un libro che poi verrà pubblicato?

Bentornati a casa.

16 pensieri su “Quanto si può spendere per un corso di scrittura

  1. Per il mio primo corso di scrittura creativa spesi 330 euro, nel lontano 2011. E mi sembrava già una cifra esorbitante, ma era il primo – e forse anche l’ultimo – che c’era a Forlì e ho voluto partecipare assolutamente. Tutti i partecipanti hanno lavorato per scrivere un racconto, che a pensarci adesso non era proprio un granché – almeno il mio. Comunque devo dire che ho imparato tante cose, delle quali continuo a tenere conto ancora quando scrivo.

    Piace a 2 people

  2. Ma oltre a questo cosa avranno in cambio di quei 2684 euro?
    Ti rispondo con le parole di Giulio Mozzi in merito al suo corso presso La Bottega della narrazione (costo annuale di 2000 euro, più viaggio e soggiorno a Milano per 13 weekend, dato che il corso inizia sabato mattina e termina domenica sera). Oltre a tempo, competenze, raggiungimento di obiettivi, prestigio (ho studiato in Scuola Holden!):
    “Viene venduta, per quinta cosa, un’entratura. Ci sono scuole che forniscono a chi le frequenta delle occasioni di entrare nella Repubblica delle lettere, sia per il loro prestigio sia per il lavoro specificamente compiuto dai docenti o dalla scuola. Non mi riferisco soltanto a quanto un docente o una scuola possono fare perché il lavoro dell’allievo venga pubblicato da questa o quella casa editrice: mi riferisco alla possibilità, per gli allievi, di incontrare ed eventualmente frequentare – non superficialmente – persone del milieu letterario e del milieu editoriale.” (Fonte: https://bottegadinarrazione.com/2017/10/12/dieci-criteri-utili-a-decidere-se-il-prezzo-di-un-corso-di-scrittura-e-congruo-o-no/ )
    Ho il sospetto che benché sia al quinto posto, questa sia in realtà il primo punto che gli allievi mettono in considerazione. Perché questo no, non ce l’hai con la sola lettura.
    Ma se questo fosse l’unico modo per entrare nella “Repubblica delle Lettere” non suonerebbe come un… pedaggio? Un pagamento obbligato?
    Mumble mumble…

    Piace a 2 people

    1. Ah, ecco che Barbara ha letto anche tra le righe. Non ne ho fatto menzione nel mio post perché non volevo esagerare 😉
      Mi sarei lasciata trascinare e avrei detto proprio così: io credo che quell’accenno alla possibilità di entrare in contatto con autori e case editrici sia la cosa che più attira un certo numero di possibili iscritti.
      Ma allora questi 2684 potrebbero essere paragonati a una sorta di vanity press?

      "Mi piace"

      1. Io sono abituata ai conti della serva di ogni progetto, perciò quei punti di Mozzi li ho vagliati ben bene. 😉
        Potrebbero essere paragonati alla vanity press se ci fosse una garanzia di pubblicazione. Ma non c’è: ci tengono a spiegare che loro forniscono strumenti e occasioni, ma non possono dare certezza che il romanzo che si avrà al termine del corso sarà pubblicato. D’altro canto, le vanity press non hanno il prestigio delle case editrici con cui questi corsi si interfacciano. Dunque, nonostante il costo, c’è comunque una selezione per arrivare a pubblicare. E pure per l’iscrizione al corso si presenta un progetto-libro e si viene selezionati sulla base di questo (ergo: selezione + selezione). Alla fine, quanti ne vengono pubblicati di ogni corso? Bella domanda, che nasce dal banale assunto che il corso fosse perfetto, tutti dovrebbero essere pubblicati. Nel 2018 ne sono pubblicati 4 (la lista dei pubblicati è in fondo al bando: https://bottegadinarrazione.com/2018/04/10/bottega-di-narrazione-2018-2019-il-bando/ ) Ma quanti saranno stati gli iscritti al laboratorio? Questo è un dato che non ho trovato.
        Potremmo anche dire (e qualcuno dei docenti lo dirà) che un corso di scrittura insegna a scrivere, ma per arrivare alla pubblicazione occorre che il libro sia vendibile e interessante per il pubblico. Perché l’editore è comunque un imprenditore. Vanity press a parte.

        Piace a 1 persona

  3. Per 2684 euro io pretenderei di pubblicare almeno 3 romanzi per una grossa casa editrice che poi metterà nero su bianco che mi promuoverà e in che modo.
    Io un corso lo feci. 300 euro regalati per cose che già sapevo. 2-3 lezioni non si riuscirono a fare, e tanta pubblicità. Si guadagna di più a insegnare a scrivere che a scrivere per pubblicare. Dovresti considerare l’idea di insegnare a scrivere, che ne so, in una libreria di sera, una volta alla settimana. Magari faresti più bella figura di blasonati corsi. Se mi trovassi in zona verrei anche ad ascoltarti. 🙂

    Piace a 2 people

    1. ahahhaha 😀
      TU verresti con il miraggio di una bella pizza in compagnia 😉

      E bravo anche Giovanni: hai centrato un punto strategico. Quando ho scritto:
      “I corsi di scrittura non sono una novità: esistono da anni e funzionano molto bene.” non mi riferivo agli ‘allievi’ del corso.

      Piace a 1 persona

      1. Mi farei mettere per iscritto anche i termini della promozione perché conosco una persona che ha pubblicato per un grande editore e doveva promuoversi da sola. Pubblicare per un grande editore è il sogno di tanti, ma tanti non sanno che un grande editore ha tanti autori e non promuoverà mai tutti, anzi ti publicano se pensano che tu sia noto e che puoi attrarre da solo lettori. Solo col tuo nome.

        Piace a 1 persona

      2. Però poi penso che se anche fossero messi per iscritto se poi non li rispettano non farai mai causa all’editore, soprattutto se vuoi anche continuare a pubblicare, magari da solo. Sono ragionamenti fatti ad “alta voce”, sia chiaro 🙂

        "Mi piace"

  4. @Barbara:
    con ‘vanity press’ abbinato a un corso simile, intendevo che si potrebbe arrivare a pagarlo solo per la visione del contatto con le CE ma anche con gli autori/docenti.
    Magari gli argomenti trattati potrebbero essere noti ma le conoscenze no.

    "Mi piace"

  5. Hai scritto un bellissimo post cara Morena, io credo che il prezzo sia eccessivo, a meno che quel prezzo non comprenda un concreto contatto con una casa editrice di rilievo e quindi sarebbe una sorta di tangente. In realtà costo a parte io non potrei neanche frequentare un corso che mi costringa a una trasferta ogni fine settimana, non avrei il tempo, oltre ai soldi serve un’altra risorsa molto importante che è il tempo, chi lavora ha anche questo problema…Comunque parecchi anni fa (credo il 2008) frequentai un corso di scrittura creativa a Bologna, era ogni mercoledì sera della durata di due o tre ore, il costo era di circa 300 euro e durava tre mesi, poi ci fu anche un seguito sulla scrittura terapeutica, a cui aderii perché si era creato un bel clima con il gruppo (costo analogo se non ricordo male). Cosa ho imparato da questo corso: non proprio a scrivere, ma fare gli esercizi e leggerli durante il corso mi ha dato fiducia nelle mie possibilità di scrittura ed è da allora che ho ripreso a scrivere e dopo tanti racconti mi sono buttata sulla scrittura di un romanzo.
    Ma da allora quanto ho studiato…

    "Mi piace"

  6. ho molti dubbi che dopo un corso, che per quanto ben fatto e costoso, uno sia diventato uno scritture. Dici bene: leggere, leggere, leggere. Aggiungo io. Leggere molto e tanto diverso ma non solo classici ma anche scrittori della domenica che ti fanno capire come non si scrive un libro.
    Tu hai dato ottimi suggerimenti, perché sono i punti fermi per un buon testo. Tuttavia se non c’è un briciolo di talento, credo che i corsi siano buttati al vento.
    O.T. Se leggessi un questionario d’iscrizione come quello che hai descritto, dico che quel corso e quella azienda non mi vedranno mai tra i loro clienti. Sono richieste che impattano negativamente sul codice della privacy, perché non sono pertinenti al servizio offerto.

    "Mi piace"

  7. Non ho mai speso in corsi di scrittura creativa e, per ora credo non lo farò.
    So facendo una scuola che in due anni mi chiede più o meno quella cifra, un we al mese e mi sta dando nozioni (e non solo molto valide), se avessi al certezza che anche un corso così da le stesse cose mi ci iscrivo.
    Ma io trovo che la cosa più importante sia l’esercizio: il mio primo diario risale a quando avevo 8 anni e non ho mai smesso. A scuola non ero brava a scrivere, c’erano tanti refusi, e sicuramente non avevo la maturità per farlo, ma ora fa parte di me (come lo ha sempre fatto). Non mi stanco mai di scrivere, sul pc, su un quaderno, mi basta avere un supporto per farlo.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.