“Dove tu metti il punto io metto il punto e virgola”

Siamo di nuovo al cospetto di una frase digitata su google da un lettore che è poi approdato su questo blog.
Immagino che l’interessato cercasse conferme all’uso del punto e virgola: conferme oppure ipotesi di come usarlo.
Vi ricordo che queste frasi, come quella del titolo e le altre di cui mi sono occupata in passato (molti post li trovate raggruppati in questo tag) provengono dalle ricerche su google che i lettori di questo blog effettuano.

Il punto e virgola non è la stessa cosa del punto, questo è ovvio. Quindi “dove tu metti il punto io metto il punto e virgola” non è sempre verità. Può esserlo in alcune situazioni e sarebbe utile scoprire in quali per usarlo di più.
Tempo fa – santo cielo! nel 2009! – scrivemmo questo post in combinata, Morgan Palmas e io, proprio sull’uso del punto e virgola e sulle differenze tra la scrittura femminile e maschile. Ma ovviamente era un divertissement tra noi e i lettori: non esiste scrittura femminile e maschile usando come discrimine la punteggiatura.
Insomma, ‘sto punto e virgola quando si usa?

Io lo uso quando voglio dividere due o più proposizioni coordinate tra loro, ad esempio un ‘quasi elenco’ di cose, oggetti:

Per completare questo lavoro mi serve quel tessuto giallo e rosso; poi userò il pizzo nero; infine completerò con un giro di perle.

Ma anche due frasi distinte che indicano lo stesso gesto o la continuazione di esso:

Amilcare si avvicinò con noncuranza; allungò un braccio a cingerle il fianco; si distese piano piano fino ad avvolgerla tra le sue braccia.

Il punto e virgola è diverso dalla virgola ma, soprattutto, è molto diverso dai due punti, anche se qualche volta viene confuso.

E voi, lo usate il punto e virgola?

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13 pensieri su ““Dove tu metti il punto io metto il punto e virgola”

  1. Io ho ripreso a usarlo da un po’. Mi ero lasciata travolgere dalla moda di farne a meno, poi ci ho ripensato perché in alcuni casi è proprio quello che ci vuole. Però è incredibile come cambino i tempi e anche la scrittura. Non mi stupirebbe se tra un po’ di anni vedessimo sparire del tutto il punto e virgola.
    Curioso il post sulle differenza tra scrittura femminile e scrittura maschile, anche se io ho notato che gli uomini spesso sono più sintetici delle donne e soprattutto meno contorti ^_^

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    1. 😉
      Il post sulle differenze era volutamente ironico. È impossibile dare caratteristiche in base al sesso, nella vita come nella scrittura. Le donne a volte, hai ragione, sono contorte nei ragionamenti ma spesso pratiche ed essenziali nella vita. Ma non siamo tutti uguali, soprattutto nella scrittura.
      Il punto e virgola potrebbe davvero sparire. Perciò dobbiamo usarlo.

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  2. Direi di sì, sostanzialmente negli elenchi, sia quelli schematici, così:
    – punto 1;
    – punto 2;
    – ultimo punto.
    Sia in quelli discorsivi, ad esempio:
    “Durante la riunione si sono evidenziate alcune carenze: la tipologia del materiale acquistato non è conforme a quanto richiesto; i prezzi applicati non comprendevano lo sconto pattuito, sebbene in alcuni articoli fosse già compreso nel prezzo unitario; la merce è giunta al porto con notevole ritardo per la nostra produzione.”
    Che la punteggiatura serve anche sul luogo di lavoro, mica solo per la scrittura creativa! 😉

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