Quando il sistema ti [com]prende

Ieri, con un post quasi banale sulle letture, ho almanaccato un po’ tra me e me, così da darmi ragione anche in caso di errori.
Pensavo ad autori come De Giovanni, nominato appunto ieri – ma anche altri: si inizia con una casa editrice piccola o media come Fandango, si vende in quantità, ci si fa un nome e le grandi CE ti notano.
Da Fandango a Einaudi, a lasciare un lavoro sicuro in banca, sono solo due passi.
Ma cosa succede dopo?

Io non lo so e non posso saperlo; ragiono solo per ipotesi e mi dò ragione perché non voglio entrare in conflitto con me stessa.
Allora: con Fandango si potrebbe essere relativamente ‘liberi’, si promettono i quattro – come le stagioni – commissario Ricciardi, si ottempera al contratto e si va avanti con quello che ci preme, un primo personaggio accolto benissimo dai lettori.
Ma arriva Einaudi con un contratto con altre cifre – sempre presunzione da parte mia – e altri obblighi. Una CE grande ha grandi spese e desidera grandi profitti. Fin qui è tutto chiaro e non è neppure discutibile.
Bene. Ma come si propone di realizzarli questi grandi profitti? Diciamo che De Giovanni ha un suo bacino di utenza – ma poteva averlo pure se stava da Fandango, no? – e ha delle potenzialità ancora inespresse. Si può vendere cento, poi trecento, poi cinquecento, ma si può pure approdare a una serie tv e poi ad altre fiction, e anche al grande schermo. Inoltre si può essere tradotti in un paese, in tre paesi, in tutta Europa e pure aspirare a traduzioni oltreoceano.
Anche senza vedere le cifre ci gira già la testa, vero?
Ma come si realizzano tutte queste belle cose?
Vendendo, vendendo, vendendo. A volumi da capogiro.
Ipotizzo che tutto questo non si possa fare solo con il – peraltro molto amato -Commissario Ricciardi. Credo che servano altre storie.
E via con i Bastardi di Pizzofalcone e con altre storie che spaziano anche in altri ambiti (orsù! non è che tutti tutti amino i commissari italiani e noi vogliamo prendere tutti i lettori).
Quindi, nel contratto Einaudi potrebbe essere scritto che il nostro autore si impegna a consegnare quattro, o cinque, o sei, storie varie.
‘Storie varie’, capite?
Ma io – autore che non per forza si chiama De Giovanni – non ho voglia di scrivere ‘storie varie’; io voglio scrivere di uno stronzo che va in giro ad ammazzare la gente, oppure di uno tanto buono che colleziona foto di incidenti stradali. Magari ho un personaggio seriale cui sono affezionato e voglio scrivere solo di lui.
No! Io devo scrivere queste quattro, o cinque, o sei, storie varie che ho promesso (più che promesso, ho firmato) al mio nuovo grande editore.
Però, ragazzi, non è che ho tutto il tempo che voglio per consegnare queste storie. No, io ho delle scadenze fissate, e non si transige.
Perché ho avuto gli anticipi, magari congrui, e me li sono pure spesi (parlo sempre in generale). Quindi, che si fa?
Si scrive e si va pure senza tergiversare. Si procede e si inventa. Magari storie che non avrei scelto, magari personaggi che non mi convincono del tutto però ormai ho fatto partire l’ingranaggio.

Questo pensavo ieri dopo avere scritto il post. Almanaccavo tra me e inventavo.
Perché è tutta roba inventata, sapete?

Annunci

8 pensieri su “Quando il sistema ti [com]prende

  1. Forse che si, forse che no. Perché se ci sono autori passati ai Big che sfornano libri come panini caldi la mattina, e non tutti gli riescono proprio ben lievitati, c’è anche chi con i Big pubblica un libro e poi sparisce. One Shot One Kill. A loro non gli avevano fatto lo stesso contratto? O sono diventati talmente tanto ricchi da potersi pagare la penale di uscita?
    Potrebbe anche essere – anch’io come te almanacco – che quelle che sembrano storie nuove, scritte dopo la firma del contratto, giacessero già nel cassetto, magari manoscritti giovanili, presentati all’editore come il lievito madre: da qui ne ricaveremo comunque dei profitti, una volta lanciato il commissario. Una rimaneggiata giusto per controllare anacronismi e refusi, e via alla stampa.
    L’ho visto accadere con Sophie Kinsella – Madeleine Wickham approdata in Mondadori (anche se in realtà pure Mondadori segue le pubblicazioni dell’editore inglese): dopo il successo di I love shopping hanno recuperato i diritti dei suoi esordi, peccato che non siano proprio all’altezza.

    Piace a 1 persona

    1. Forse erano già nel cassetto. Forse non li ha scritti appositamente. Ma Einaudi li ha approvati.
      Su questo almanaccavo: su come si voglia ottenere soldi (legittimo: sempre un’azienda è) pubblicando tanto per.
      E ho un altro esempio famoso. Ne parlerò nel prossimo post 😉

      Piace a 1 persona

  2. De Giovanni? Sarà ma non mi convince. Sono fatti con lo stampino. Tutti uguali. Il tuo almanaccare qualche sottofondo di verità c’è come in quello che ha scritto Barbara. Credo, mi potrò sbagliare ma forse non troppo, De Giovanni punta alle fiction TV che ci sguazza coi suoi romanzi, tutti in fotocopia. Passata la stagione delle fiction TV RAI credo che dovrà inventarsi qualcosa di nuovo se vorrà campare, a meno che non abbia fatto soldi a palate prima.
    De Giovanni può permettersi di lasciare la banca. Ha già sessant’anni – lo facevo più giovane 😀 , quindi facilmente un paio d’anni poi percepisce la pensione.
    Commissario Ricciardi 13 testi. Lojacono 8 poi ci sono gli ultimi, vari come hai detto, e altri racconti. Vista l’età e la produzione direi che nel cassetto c’è da raspare

    Piace a 1 persona

  3. Io credo che se una grande casa editrice decide di supportare un autore può fare davvero molto in termini di vendite, è necessario investire nella promozione, poi se un autore è già conosciuto e i suoi libri sono piaciuti si parte già da una base. A questo punto però anche per l’autore la promozione diventa un lavoro a tempo pieno, perché deve girare per le librerie per le presentazioni, essere presente sui social e immagino anche altro. Lasciare il lavoro o chiedere un’aspettativa, un anno sabbatico o qualcosa del genere diventa quasi necessario. Ma se la casa editrice è importante e ti garantisce una buona visibilità (con De Giovanni direi che sta accadendo) il rischio si può correre…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.