Lettere dagli editori (e altre considerazioni)

Ricevo spesso queste e-mail da editori con cui – incautamente – ho avuto contatti in passato.
Le case editrici, piccole grandi e medie non fa differenza, non ti mandano mai una parola su un romanzo che hai loro spedito, ma sono sempre veloci e precise nel mandarti le comunicazioni sulle loro nuove uscite.
Ora, c’è questo editore che mi pare sia della zona ma non ho voglia di controllare, che mi scrive e mi comunica una nuova uscita. C’è pure l’incipit, eh! Mi precipito a leggerlo – l’editore ne sarebbe felice e io adoro rendere felici gli editori che fanno tanto per noi ogni giorno – e lo leggo tutto fino in fondo, anche se capisco subito che non fa per me.
E, siccome l’autore è un pupillo della casa editrice, e anche di molti che lo leggono e pure dei colleghi (della stessa età e dello stesso grado goliardico), alla fine mi dico che io non capisco nulla e tant’è.

Poi mi viene in mente che qualche settimana fa – volevo farci subito un post ma mi sono dimenticata: lo dico ora – capito per caso sulla pagina aNobii di un libro scritto da un’autrice che su facebook miete proseliti che si infiammano a ogni suo nuovo post o foto. Quindi, butto un occhio e leggo (attirata dal nickname del commentatore, una mia vecchia conoscenza, perché lo stavo cercando):

forse il libro più brutto che io abbia mai tentato di leggere, è una vergogna che pubblichino certa roba, chiunque può scrivere un libro del genere! anzi.. può farlo meglio!

proseguo la lettura dei commenti e ne trovo tanti dello stesso tipo.
Mi sono fermata a ragionare su cosa sia davvero la scrittura, su cosa cerchino i lettori, su quali atmosfere si facciano irretire.
Poi sono passata dal profilo dell’autrice, persona deliziosa e con ottime proprietà di scrittura – mi riferisco ai post -: le domande aumentano.
Guardo gli altri suoi libri presenti su aNobii e conto le recensioni: una, tre, due, cinque. Molti libri sono presenti in due librerie e non hanno recensioni.
Cosa si evince da questo mio racconto?
Ditemelo voi.

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12 pensieri su “Lettere dagli editori (e altre considerazioni)

  1. Che la lettura è una questione di gusti: nouvelle cuisine e street food sono due cose parecchio differenti. Nel primo caso forse non è semplicemente il tuo genere (anch’io trovo alcuni libri di cui per me si potrebbe risparmiare la carta e viceversa alcune persone userebbero dei libri che a me sono piaciuti solo per accendere la stufa). Del secondo caso, e forse ho pure capito chi è, mi verrebbe da dire: scrivere un post attira Like è un conto, metterli insieme in una trama è ben altra fatica, e non è per tutti.

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    1. Infatti, Barbara. Questa è una considerazione che ho fatto anch’io: quattro frasi confezionate per attirare un pollice alzato sono ben altro da un romanzo. Qualcuno ha talento per una cosa e qualcuno per un’altra. Averle tutte e due sarebbe il massimo 😉

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  2. che l’editoria sia un mondo strambo non lo scopriamo oggi. Spesso si pubblica per ragioni misteriose, esattamente come si traducono testi che non meriterebbero traduzione – tralasciando la traduzione stessa infarcita di errori di tutti i generi – ma che vengono pompati come se fossero i novelli astronauti della scrittura.
    Che dire di quello che hai scritto? Su anobii è dal cambio di gestione che non ci metto piede ma trovare qualcosa di sensato era difficile anche prima.

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  3. Io su anobii mi ci sono orgogliosamente cancellato. E poi, scusa ma questo editore che si permette di scriverti per vendere ti ha informato sulla privacy e ti ha detto che se non confermi ti cancella dalla lista? 😀 Oramai si pubblicano testi di scarso valore, ma solo perché il tizio ha un proselito di fan che mettono pollici in alto per ogni cosa.

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  4. Mi è capitato di leggere libri pubblicati da Case editrici importanti che non avevano nè capo, nè coda, storie banali, talvolta anche scritte male. Mi chiedo anch’io quale meccanismo spinga a pubblicare certi autori e a snobbare altri. Forse si punta troppo sulle vendite facili, però credo che un buon libro pubblicizzato seriamente da una CE possa arrivare ai lettori ed essere apprezzato, ma investire costa.

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