Quando sono io il beta-lettore

Nei post precedenti ci siamo confrontati su chi sia e cosa debba fare il beta-lettore.
Sono d’accordo: non deve interferire in nulla ma solo segnalare.
Questa è la teoria.
In pratica, invece, entrano altre componenti: la confidenza che si ha con l’autore, i limiti che lui stesso pone o non pone, la coscienza di chi legge e la fiducia di chi scrive.
Con Marco Freccero abbiamo instaurato un metodo durante la collaborazione a quattro mani e ormai quel metodo entra prepotente anche quando faccio la mia lettura beta.
Quindi che succede?

Alla prima lettura vado veloce, segnalo gli ‘errori’ marchiani, i refusi scappati, le ripetizioni, i cambi di vocale e altre piccolezze. Certo, se vedo grandi incongruenze le segnalo subito in modo che sia possibile cercare subito un rimedio. Se il testo non girasse bene o se mancasse qualcosa lo direi subito.
Dalla seconda lettura in poi non sono più lettrice beta e quindi alzo il tiro.
Quando trovo un quartiere di Savona che si chiama ‘Oltreletimbro’, pur sapendo che Freccero è del luogo e che è molto preciso, io faccio una ricerca per capire se  è ‘giusto’. D’altronde, noi a Bologna abbiamo quartiere con nomi ‘normali’: Mazzini, San Vitale, Castiglione, Santo Stefano, Saragozza… Per me ‘oltreletimbro’ suonava strano e quindi ho dovuto verificare. Per dire dove si spinge la mia curiosità e pedanteria.
Per non parlare delle Isole Orcadi e di altre curiosità che si trovano nei testi di Freccero. Io controllo tutto e quello che non controllo – perché qualche volta mi fido della sua precisione – lo sottolineo con un commento in cui scrivo: “Sei sicuro? verificare!”.
Che ne dite? vado oltre il compito del lettore-beta?
Magari potrebbe rispondere anche l’interessato 😉

*l’immagine proviene da qui

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5 pensieri su “Quando sono io il beta-lettore

  1. Diciamo che fai più che un lavoro egregio! Ad avercene di lettori beta così preziosi! Nemmeno gli editor professionali si incaricano di verifiche di questo tipo. Se ne discuteva tempo fa in un altro blog, che mi permetto di segnalarti solo perché il caso era interessante: in un romanzo il lettore ha trovato un tramonto a Est (sull’oceano guardando da Manhattan) e ci siamo chiesti come questo sia potuto sfuggire ad un autore pubblicato da una casa editrice medio-grande, con tutta la filiera editoriale al seguito. 🙂
    Eccolo: https://retroblog.tredplanet.net/editor-questo-sconosciuto/

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