Ammaccature dell’anima

Oggi è di nuovo una giornata di È davvero vino quello che beve il prete?
Me ne stavo là, con tutti quegli ‘alzati’ e ‘siediti’, e pensavo come la vita sia diventata difficile, con quel suo prolungamento da tutti osannato: alla fine ti trovi quasi ottantenne, e quindi con acciacchi vari e pesanti essi pure, a preoccuparti per familiari in prossimità, ma anche oltre, il centenario di vita. È bello proseguire nella vita, certamente, ma lo è se si può apprezzare nella dignità e nella consapevolezza. Altrimenti, ci si chiede, ne vale la pena?

Sono stata lì anche quando l’odore dell’incenso mi ha un po’ ribaltato lo stomaco e, oltre al dolore che ormai non era più tale, non più così forte, dopo gli anni e gli ultimi mesi in cui era sempre più difficile, un piccolo dispiacere si insinuava nei miei pensieri quando il mio sguardo cadeva sulla cassa di fronte a me. C’era una piccola ammaccatura sulla bara, tra il coperchio e la cassa, forse un punto in cui era scivolato il cacciavite: il legno chiaro, molto bello, aveva l’anima dolce come certe persone di cui vorresti prolungare la vicinanza, e si era lasciato trafiggere dalla punta metallica. Guardavo l’ammaccatura, distoglievo lo sguardo, vagavo sulle pareti con le scritte in latino, sui quadri, sul prete che si era bevuto tutto il contenuto dell’ampolla, e io ancora non sono certa sia vino ma credo lo sia, e poi ritornavo sulla piccola virgola che ammaccava il legno. Avrei voluto levigarla e toglierla da lì. Risanare il legno come un risanamento dell’anima.

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2 pensieri su “Ammaccature dell’anima

  1. Purtroppo, mai come in questi tempi, sto vedendo “sgretolarsi” tutte le persone che una volta erano un punto di riferimento per me. La vecchiaia non fa sconti a nessuno ed è triste veder i genitori ed anche gli amici ed i conoscenti che raggiunta la soglia degli ottant’anni cominciano a perdere colpi pesantemente. Questa cosa è sicuramente triste per la persona anziana che comincia ad avere problemi di salute ma è anche triste per chi vede le persone care soffrire.

    Un saluto

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  2. purtroppo quando gli anni diventano tanti chi ci precede è ancor più vecchio e fatalmente se ne va. Dispiace, c’è dolore che ci portiamo dentro ma a mo’ di consolazione ci diciamo che hanno vissuto la loro vita.
    Credo che il dolore sia più intenso, quando qualcuno che ci segue anche da lontano se ne va e pensiamo che è stata un’ingiustizia.

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