In Thailandia – meditazione

Monaci a Sukhotai

… segue da qui…

Alla fine, cosa crediamo ci sia in tutti quei templi?
I monaci.
E cosa fanno i monaci? Tante cose, ma la cosa che mi preme oggi è la meditazione.
Già ne aveva accennato la nostra guida locale, sul pullman durante tutti quei chilometri verso il nord del paese. Ogni tanto prendeva il microfono, si alzava e si voltava verso di noi e raccontava storie: sulla Thailandia, sui paesi che avremmo visto, sul panorama che passava fuori dal finestrino. Alcune volte parlava di se stesso, della sua vita, delle vicissitudini – mai una guida ha raccontato tanto di sé – e ha accennato a come la meditazione lo abbia aiutato.

Nel programma del viaggio era prevista la seguente attività:

Trasferimento al tempio di Wat Suandok, nel centro della citta’, dove i monaci introdurranno alla meditazione buddista: dopo un breve insegnamento sulla filosofia buddista, si meditera’ seguendo le regole dettate dai monaci, in un’atmosfera ricca di spiritualita’.

In alternativa c’era un massaggio. All’inizio ero propensa al massaggio, poi ho pensato: “E quando mai tornerò in Thailandia e avrò occasione di vedere un monaco e scoprire qualcosa sulla meditazione, quella vera?”.

Quindi, la mattina preposta, dopo avere partecipato all’offerta di cibo ai monaci, cosa che avviene ogni mattina: per tradizione e anche per sostentamento. I monaci si mantengono solo con le offerte e tutte le mattine si fanno una lunga camminata portando una ciotola dove i passanti depongono le offerte – pacchettini di cibo preparato in casa o comprato nelle bancarelle lungo la strada. A comprarlo penso siano solo i turisti; i locali preparano a casa, anche se di certo non costa tanto nemmeno alla bancarella. Il monaco, poi, se si desidera, impartisce la benedizione.
Ma arriviamo al tempio. La nostra guida ci conduce in una grande stanza poco illuminata. C’era solo un monaco e si è presentato così:

Ancora prima che parlasse, si percepiva una certa calma, una propensione agli altri, una generosità ottimista.
Ci ha parlato di sé, della sua famiglia che non ha più, e di come ora senta ‘famiglia’ la comunità che ha attorno al tempio. Ha saputo trovare positività e ha annullato la rabbia, quella che prende chi subisce disagi e tragedie, e anche quella che spesso anima noi occidentali. Gli orientali sono più sereni e questo si ripercuote sul loro aspetto: sempre sorridenti e calmi. Da cosa viene tutto ciò?
Dalla meditazione.
E come si fa questa benedetta meditazione?
Con la Mala – femminile, perché è una collana -, da lui chiamata anche ‘rosario, di certo per essere più comprensibile ai presenti. La Mala è questa (scusate la foto ma oggi è giornata molto buia)

mala

Si tiene tra le mani e si contano i grani con le dita, a occhi chiusi. In questo modo si libera la mente da ogni cosa ci tormenti e si allontana lo stress, arriva il relax e ci sentiamo subito meglio. Solo a sentirlo raccontare da lui, il modo come pronunciava ‘relax’, mi faceva sentire a posto.
Quindi, ci siamo sistemati e abbiamo iniziato la conta: prima a tre per volta – se si arriva alla fine e non ne rimangono tre non è bel segno – e poi uno per volta: deve risultare 108 altrimenti non si è contato bene oppure il mala non è perfetto. Noi abbiamo solo contato – e già questo aiuta molto – ma suppongo che i monaci recitino anche una preghiera o un mantra a ogni perla che sgranano.
Il monaco ha continuato a parlare, a raccontarci cose, a mostrarci gesti da fare a occhi chiusi, e infine ci ha mostrato come ci si veste e come si sistema la parte superiore dell’abito – complicatissimo, molto più della conta delle perle del mala.
Quando siamo usciti – parlo per me almeno – avevamo un senso di pace e di serenità interiore che prima non sentivamo uguale.
Da sola questa esperienza vale un viaggio. (uh! mi sa che ho svelato qualcosa della mia top five!)

… segue…

dimenticavo…

(prego notare la mia faccia soddisfatta perché stavo facendo una cosa non corretta, anche se l’ho fatta senza pensarci. infatti nelle altre foto che ho fatto insieme al monaco, la guida mi ha sistemato con le sue mani) 😉

Annunci

7 pensieri su “In Thailandia – meditazione

  1. Nemmeno io ho capito la “cosa non corretta” 😀
    Quel che ho imparato io sulla meditazione arriva per lo più da “Mangia Prega Ama” di Liz Gilbert, lei spiega bene come usare la Mala (nel suo caso, Japa Mala, e il libro è organizzato proprio in 108 capitoli). Poi quando ho bisogno di rilassarmi, metto in sottofondo (da youtube!) il mantra “om mani padme hum”, è il più semplice anche per noi occidentali da pronunciare, è il mantra per scacciare la sofferenza (e del resto se non siamo rilassati è perché qualcosa ci sta facendo soffrire, in qualche modo).
    Per dire: lo ascolto prima delle riunioni condominiali. Effetto placebo o no, funziona. 😀

    Piace a 1 persona

    1. Brava Barbara. Ottima idea meditare prima delle riunioni di condominio 😉
      Il monaco ci ha fatto meditare senza pregare o recitare mantra. In questo trovo bella la meditazione: si può usare anche senza tirare in ballo la religione e va bene per tutti.

      Mi piace

  2. Comunque, cari Nadia, Orso e Barbara, la cosa ‘non corretta’ è che io, dimentica delle indicazioni della guida, mi sono avvicinata troppo al monaco. Addirittura appoggiata sul bracciolo della sua sedia: infatti vedete come lui sia scostato…
    Alle donne è vietato toccare i monaci.
    Nelle foto successive, la guida mi ha ‘posizionato’ come fossi una pedina degli scacchi 😀

    Piace a 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.