Scrittori emergenti

Sono iscritta, non a mia insaputa ma non di mia volontà, a un gruppo facebook ‘scrittori e scrittrici emergenti’. Non ho tolto l’iscrizione perché non mi dà fastidio: non lo vedo quasi mai. Due giorni fa, però, mi è comparso un post nella home:

Aiuto, ho scritto un libro, ho inviato il manoscritto ad almeno 20 CE no EAP, alcune hanno già proposto il contratto, altre non hanno ancora risposto, mentre la maggior parte hanno detto che non posdono pubblicarlo a causa dei refusi e cose non chiare, attualmente é in revisione da un mio amico che sta correggendo qualche cosa che mi é sfuggita rileggendolo, errori di battitura o qualcosa a livello di grammatica, ma oltre a quello proprio non so che fare, le mie tasche non permettono di ingaggiare un editor, avete consigli oppure qualcuno disposto ad aiutarmi, magari inserisco nel libro che ha collaborato. Non so.

Presa da curiosità – da ultima ruota del carro non ho mai ricevuto una risposta da una CE – vado a leggere tutti i commenti. In questi casi si scatenano tra consigli e altri suggerimenti non richiesti: tipo dedicarsi all’ippica e altre amenità.
I primi che compaiono sono agenzie letterarie, editor e cugini di editor: manda a me, scrivi a me, contatta Tizio.
Poi immancabile, arriva uno che suggerisce ‘self-publishing’ e qui arrivano subito risposte di ‘professionisti del settore’ che sentenziano “se vuoi solo vedere il tuo nome su un libro… ma senza un lavoro dietro non ha senso”, cui segue la replica ” Mah… io ne ho venduti.” e “Non lo metto in dubbio, ma nessun libro è privo di errori. Ma questo è un mio parere da professionista”. Vado a vedere chi sia questa professionista e scopro che è ‘lettrice presso.. e presso..’
Ottimo. Pure io ‘leggo presso’… casa mia. Non sapevo di essere tanto professionista.
E comunque, mi resta sempre da scoprire perché questo esordiente, che ha scritto un testo con ‘refusi e cose non chiare’, abbia ricevuto subito proposte di contratto da CE no EAP, leggo ancora e scopro che

Allora uno é che devo acquistare un tot numero di copie scontate e che se il libro non va bene in qualità di vendita in rete, si procede ad una totale revisione completamente a mie spese, un altro mi propone un preorder nel senso devo vendere 100 copie a voce e chi ha comprato non vedrà il libro prima della scadenza della campagna in piu le spese di spedizione a mio carico praticamente si stanno anticipando i soldi, un altro invece pubblica l’ebook e se le vendite vanno bene si procede con il cartaceo, sempre on line. Quindi sti contratti so prese per i fondelli, e sono quelle CE che mi hanno risposto nel giro di 2 giorni e deduco che il libro manco l’hanno letto. Scusate il Romanaccio. A e in tutti e tre i casi devo essere disposto a l’auto promozione. Quindi? A sto punto uso i self.

Ah, ecco. Non sono l’ultima ruota del carro. Ho solo scritto ad altre CE.

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14 pensieri su “Scrittori emergenti

  1. Wow… mi ha lasciata scioccata. Viene quasi da ridere a leggere dei commenti del genere. La scrittura è passione e revisione! Il tuo articolo spiega davvero bene (e in modo ironico, che non è da tutti!) quanto sia confuso il mondo dell’editoria. Inoltre, per il post di cui parli, credo che chi si ritiene “autore” o “scrittore” debba investire nella sua professione. Non parlo di editori a pagamento, li detesto e sono contro! Ma gli editor sono una manna dal cielo e se non puoi permetterti una revisione, allora studia il mondo dell’editing, la grammatica (per carità quello è d’obbligo) e le case editrici! Articolo davvero interessante!

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  2. Oh mamma!
    Mentre leggevo mi sorgeva il dubbio come potessero essere arrivate due risposte tanto diverse se sotto non c’era la trappola di un contratto farlocco, poi lo hai scritto tu e ok lo ha ammesso anche lo scrittore emergente, quindi nessun mistero. Le case editrici serie non leggono quasi mai ciò che un emergente gli invia se non attraverso un’agenzia seria dietro che ha già valutato il manoscritto. Perché tutti vogliono per forza pubblicare e poi capire quale sorta di lavoro ci deve essere prima per non fare una brutta figura o un buco nell’acqua? Perché?

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      1. E chi lo sa? Aspettative esagerate solo per il fatto di aver pubblicato, ignoranza pura, false illusioni…? Io credo ci sia parecchia confusione alla base di tutto.

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  3. Leggere queste cose a me mette un sacco di tristezza. Mi piacerebbe sapere cosa, nel mestiere di scrittore, dovrebbe rendere del tutto inutili anni di studi, di fatiche, e montagne di competenze; forse c’è gente che, a uno che gli dicesse che ha montato una scatola del meccano con il placet un suo amico, farebbe fare il progetto della propria casa. Io, no. Ma questo s’era capito 🙂

    A parte questo, però, c’è un passaggio che vorrei sottolineare:
    «…scopro che è ‘lettrice presso.. e presso..’ Ottimo. Pure io ‘leggo presso’… casa mia.»
    Cioè: pure io cucino (bene, dicono) presso casa mia, ma non è che mi metto a paragonarmi non dico a Cracco, ma nemmeno a uno che abbia fatto l’alberghiera. Non so chi sia la tipa che dici e che curriculum vanti – se lo vanta -, ma i lettori professionisti esistono e sono gente (di solito) tosta. Tipo, per fare il primo esempio che mi venga in mente, questi: https://sabotino14.com/category/di-lavoro-leggono/

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  4. Il grido d’aiuto iniziale mi ha fatto drizzare le antenne. venti CE non EAP ma due rispondono. Qui ho sentito odore di bruciato. Poi si scopre che queste CE non EAP in realtà lo sono e mi sono messo il cuore in pace.
    Fare self senza passare da un editor è “se vuoi solo vedere il tuo nome su un libro…”. Trova un cugino scafato che sappia leggere e dirti cosa sistemare. Non sarà un edito ma è sempre qualcosa in più.

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  5. Non posso essere spudorata, ma gli risponderei linkando il primo post che avevo scritto per il mio Navigare informati: Quant’è difficile pubblicare un libro 😀 Il risultato di quello che avevo imparato leggendo in rete le esperienze degli emergenti, gli sfoghi sui forum, le segnalazioni di truffa, il racconto di chi ce l’ha fatta.
    Ma se l’ho fatto io, perché queste persone non si documentano? Che poi al primo post ha scritto “20 CE no EAP”: dunque sa che cos’è l’EAP, non dovrebbe conoscerne anche le varianti, quelle che poi cita in risposta? Com’è possibile poi che in un testo già spedito alle CE sia in revisione ad un amico per errori di battitura e grammatica, il vecchio correttore ortografico di Word non funziona?
    Sui professionisti che aleggiano nel settore dell’editoria posso dire che c’è la stessa masnada del settore informatico, dove non passa giorno che mi chiedano “Mi servirebbe un sito web per l’azienda…”
    “E quanto pensavi di spendere?”
    “Ma, veramente, mio cugino me lo farebbe gratis…”
    “E che aspetti?? Fattelo fare da lui, prima che cambi idea!” 😀

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  6. Dopo aver letto questo tuo articolo nel 2018 penso che il romanzo sulla scrittura è tempo che sia pubblicato, mi serve solo concentrazione per un buon editing perché non vorrei tirare fuori un capolavoro. Io mi sono promesso di avere una nicchia di buoni 5 lettori 🙂 i capolavori del secolo li lascio a quelli che sfornano capolavori 🙂

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  7. Purtroppo ogni scrittore deve farci i conti, anche io sinceramente nella scelta delle case editrice a cui spedire il manoscritto ho trovato tutto molto confusionario. Benché abbia fatto una cernita di case editrici non a pagamento, e fra quelle una cernita in base al catalogo, anche se le ho individuate in elenchi di case editrici non a pagamento, (alle volte segnalate pure come tali da blogger), infine ho ricevuto diversi contratti che smentivano la definizione purtroppo…però ho mandato il manoscritto dopo innumerevoli letture, personali e non solo, diciamo che mi sono affidata ad altri “lettori professionisti” XD

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