Atmosfera – di Angélique Gagliolo

Aveva nevicato tutto il giorno e un bianco e soffice manto aveva ricoperto tutto, zittendo ogni rumore. Era rimasto solo il vociare gioioso dei bambini che, protetti da colorate sciarpe, soffici berretti e caldi guanti, avevano realizzato pupazzi di neve a guardia del giardino e costruito fortini da cui avevano improvvisato battaglie con palle di neve. Il silenzio si era fatto totale al primo imbrunire, quando, stanchi e bagnati, erano rientrati in casa. Dopo un bel bagno caldo e ristoratore avevano indossato il pigiama e si erano seduti sul tappeto ai piedi della nonna che, tranquillamente accomodata nella sua sedia a dondolo, con la coperta sulle ginocchia, aveva letto loro un bel racconto di Natale. 

L’albero addobbato con maestria con palle di stoffa e stelline ricavate da bucce d’arancia essiccate era acceso e diffondeva una luce avvolgente che si mescolava a quella del fuoco scoppiettante dentro il camino. Il profumo di arance si mescolava a quello dei biscotti allo zenzero che la mamma aveva appena sfornato e offerti al termine del racconto.
Che bontà!
Dolci e speziati: il gusto inconfondibile dei biscotti di Natale!
In sottofondo melodie natalizie giungevano dallo studio, dove il nonno si esercitava al pianoforte, mentre fuori aveva nel frattempo smesso di nevicare e il cielo si era riempito di una luminosa coperta di fulgide stelle. La grossa e tonda luna rifletteva la sua luce sul manto nevoso, permettendo di vedere il magico panorama: le bianche montagne svettanti verso il cielo e gli abeti innevati; le case illuminate dall’interno e il fumo dei camini accesi…

Chiudo il libro con un sospiro.
Faccio fatica a ritornare alla realtà.
Il mio sguardo si perde nel mio piccolo appartamento. Sento freddo, anche se il riscaldamento è accesso e in casa ci sono venticinque gradi. Scosto la coperta e mi alzo dal divano, dove mi ero rannicchiata con il gatto. Do una rapida occhiata alla finestra ma davanti al grigiore del cielo che si confonde a quello della città, distolgo subito lo sguardo. Il mio costosissimo albero di plastica, addobbato secondo la moda con palle blu e argento, così realistico da sembrare vero, fino a questa mattina mi riempiva d’orgoglio, mentre ora mi sembra quasi grottesco nella sua falsità.
Decido: mentre aspetto che Filippo rientri dal lavoro gli preparerò un po’ di biscotti alla cannella, quelli della ricetta di nonna. Sono anni che non li faccio, ma spero di esserne ancora capace. Non sarà la stessa cosa, ma almeno il profumo inonderà l’appartamento e riporterà un po’ di atmosfera natalizia per quando rientrerà stanco stasera.

Angélique Gagliolo

Anche questo racconto fa parte della pagina natalizia 2017 di Scriveregiocando.
Angélique ci fa immergere in una storia, la classica storia di Natale dove tutto è bello e dolce e delicato e buono. Poi ci fa tornare di colpo con i piedi per terra: nella vita, spesso, le cose non sono perfette come nelle storia. Ma un po’ di dolcezza possiamo sempre aggiungerla, soprattutto se proviene da una ricetta della nonna.

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