Un pomeriggio sulla panchina – di Nadia Banaudi

Giacomo camminava strattonato dalla mano del nonno, le cui falcate erano ben più lunghe delle sue. Quanta fretta. A ogni vetrina riusciva a gettare uno sguardo al volo e subito era già oltre.
«Non dovevamo andare a scegliere il mio regalo di Natale?».
«Dopo, dopo».
La risposta non gli piaceva per nulla. Dopo, poteva significare tra un’ora o al ritorno, meglio di forse, non era mai.
La striscia di piastrelle del porticato stava finendo, la direzione era quella del mare dove, al limite, avrebbe trovato un’edicola e un bar. Sì, sarebbe stato dopo. Lì niente giochi.
«Facciamo una passeggiata, nonno?».
«Devo incontrare una persona, Giacomo. Riuscirai a concedermi un po’ di tregua?».
Per quello correva. Era come quando per scendere a giocare con Paolo faceva tutto di fretta.
Decise di restare in silenzio nella speranza di non innervosirlo più, così al ritorno, di buon umore, avrebbero scelto il suo regalo.
Arrivarono a una panchina vuota e si sedettero in attesa dell’appuntamento. Il nonno sembrava lui quando gli scappava la pipì, non riusciva a stare fermo. Continua a leggere “Un pomeriggio sulla panchina – di Nadia Banaudi” →