Christmas overpass – di Paolo Perlini

Era inverno, era freddo ed era la vigilia di Natale. Il dottor Barzetti spedì la sua ultima mail, arrestò il computer, chiuse le finestre e girò il termostato dell’ufficio. A testa bassa percorse il corridoio, con brevi cenni e saluti smorzati augurò buone feste agli ultimi rimasti: il suo capo, un sistemista, un responsabile informatico.
“Ti va di bere qualcosa con noi?” gli parve di sentire.
Non rispose, aprì la porta ed uscì.
Sopra l’auto c’era una coltre di neve alta almeno dieci centimetri. La spazzò via con le mani e usando la borsa di pelle come fosse una paletta.
“Tanto… che me ne frega se si rovina?” borbottò.
Quando riuscì a salire in macchina era accaldato, i vetri s’appannarono in fretta e per proseguire il viaggio abbassò i finestrini, fino a giungere sul viadotto, dove in genere la gente si fermava per ammirare il panorama. Una volta un tizio si era buttato appeso a degli elastici ed era rimbalzato su e giĂą come uno yo-yo per almeno quattro volte. Ma di solito la gente aveva l’abitudine di buttarsi da lì senza niente, piombava giĂą e basta, senza rimbalzare. Continua a leggere “Christmas overpass – di Paolo Perlini” →