Il Natale è in ognuno di noi – di Daniela Giorgini

Non so se ho voglia di Natale, quest’anno.
Tanto è sempre la stessa storia: luci, alberi, palline, presepi, regali e cibo. Ti senti buono per qualche giorno e, dopo l’Epifania, è già tutto bello e passato.
No no no, così non va bene. Se devo parlare del Natale, la parola d’ordine è positività, altrimenti otterrò la stessa reazione di un bambino al quale viene detto che Babbo Natale non esiste.
COME, NON ESISTE?

Oddio, non è vero, non glielo dite. Perché avrò fatto questo esempio, poi…
Babbo Natale esiste, sono anni che racconto le sue avventure. Tra l’altro quest’anno è andato tutto liscio, per la gioia di Green – il capo elfo.
Babbo e Mamma Natale si sono presi la prima vera vacanza da quando stanno insieme, una specie di secondo viaggio di nozze. Il ritorno è previsto per il 5 gennaio, vedi mai che Befana abbia bisogno di aiuto. È già successo qualche tempo fa.
Ecco, sarà che mi sento un po’ sola – nemmeno la Fatina dei Denti si è fatta vedere (e forse alla mia età è meglio così) – senza tutti gli amici magici a farmi compagnia, e mi sono lasciata prendere dalla malinconia.
Ma se è vero che il Natale si ripete ogni anno, con le stesse decorazioni, le stesse corse all’ultimo momento alla ricerca dei regali e le tavole imbandite, è anche vero che il Natale è una nascita. E come Gesù Bambino nasce ogni anno, così dobbiamo fare anche noi, cercando di ricominciare al meglio. Anche dopo l’Epifania.
Facile a parole, direte voi. E avete ragione.
Ma l’ingrediente segreto, che poi tanto segreto non è, per rendere migliore la nostra vita e quella degli altri è il più natalizio di tutti: l’Amore.
Una gran bella scoperta, nevvero? Quasi come quella dell’acqua calda.
Beh, ora smettiamola di scherzare e pensiamo alle cose serie: panettone o pandoro?
E buon Natale a tutti!

Daniela Giorgini

*questo testo fa parte della pagina natalizia 2017 di Scriveregiocando.
Daniela svela un sentimento che molti provano: il senso di inutilità di festeggiare quando il mondo sembra andare al contrario e il buonsenso si è perso nel mare dell’incomprensione. Questo sentimento, ad anni alterni, lo abbiamo provato tutti. La “malinconia dell’obbligo a divertirsi” potremmo chiamarla. Ma anche la “ricerca del senso della vita”.
Eppure, ogni volta, anche se solo per poco, riusciamo a recuperare ciò che sta sotto a tutto, un senso più alto e più profondo: la Nascita come simbolo e come ri-nascita per ognuno di noi.

5 pensieri su “Il Natale è in ognuno di noi – di Daniela Giorgini

  1. Eh già. Io quest’anno per la prima volta mi trovo ad affrontare il disincanto dei miei figli che non credono più a Babbo Natale e sono in quella fase di transizione tra il non più bambino e il non ancora grande… Ecco che il Natale assume la sua valenza più vera, stare insieme e festeggiare l’amore.
    Non poteva essere più azzeccato questo racconto. Brava.

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  2. E’ di certo una grande scoperta, quella che si fa in questo racconto, come per l’acqua calda: sempre nuova, sempre diversa, sempre con una gradazione differente, seppur minima, di calore. Come questa delicata favoletta, all’apparenza consueta, ma in realtà del tutto nuova, come le nostre molteplici nascite e rinascite.
    Ed esiste anche il Tesoro degli Gnomi!
    Tanti auguri!

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  3. Certo è indubbio che il natale abbia perso gran parte del suo lato “spirituale” ma nonostante tutto è davvero difficile non farsi coinvolgere, c’è sempre quel bambino chiuso da qualche parte in noi da accontentare. L’Amore, poi come si fa a farne a meno? Bello questo piccolo racconto che riscalda più della legna in un caminetto

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