Un terribile Natale – seconda parte

qui la prima parte

Silenzio. Si era spostata verso il muro da dove proveniva il rumore in sottofondo. Incredulo guardò dentro al baule. Solo stracci, forse un tempo vestiti, macchiati e sporchi, prossima merce per la carriola. Indifferenziato.
Infilò con curiosità le mani dentro per frugare, e sotto i primi strati sentì qualcosa di duro. Il rumore intanto diventava sempre più forte mentre la strana cosa fluttuante era sparita. A crederci poteva essere passata attraverso il muro entrando in casa, chissà magari dopo anni in un luogo chiuso aveva bisogno del bagno. Rise tra sé: avrebbe trovato il vecchio a scrollarsi l’uccello.
Sollevati gli strati morbidi, una scena raccapricciante gli si presentò davanti. Le ossa di un bambino vestito, dopo chissà quanto tempo, chiuso lì dentro. Aveva scovato un morto.
Non tanto le gambe quanto lo stomaco si mise in moto, restituendo a poca distanza la colazione.

Perché quel corpo? Perché quel baule? Perché io? Poi nulla. Silenzio. La luminescenza colorata di nuovo sopra le ossa a fissarlo. La sensazione di essere lì per un motivo. Gettò i guanti a terra, con in mano il telefono uscì dalla porta a prendere schiaffi d’aria gelida. Non c’era campo. Si allontanò ancora.
– Pronto polizia? Ho bisogno di aiuto. Non lo so come si dice, non mi è mai capitato, ma ho trovato una cosa che dovete vedere… e mi fa … paura.
Una voce dall’altro capo del telefono lo bloccò chiedendogli nome, cognome, indirizzo.
– Mi chiamo Matteo Rovini, sto al 15 di Via del Pertugio e… mentre pulivo la cantina di mio zio ho trovato un baule con un bambino morto dentro. Le sue ossa insomma.
La voce lo interruppe di nuovo.
– Ho sedici anni e… ho appena vomitato.
Due lacrime gli scesero sull’accenno di barba, poi smise di parlare fissando l’interno della cantina. La luminescenza si era dissolta in tante piccole lucciole trasparenti. Restò impietrito a fissare l’aria. Il suono della sirena gli ghiacciò il sangue nelle vene.
– Sei tu che hai chiamato?
A rivolgergli la parola era stato il poliziotto più anziano con i baffi.
– Sì, sono stato io.
Con il dito segnava il baule, lo sguardo sgomento raccontava il resto.
– Sei solo? Abita qualcuno qui?
– Lo zio, nella porta a fianco. Mi ha detto che andava in bagno e non l’ho più visto. Ho pulito, buttato la carta e lui non è più tornato.
Intanto il collega andato in perlustrazione in cantina stava uscendo con la mano sulla bocca.
– Resta con lui, vado a vedere in casa. Avvisa la scientifica, niente male a tre giorni dal Natale.
Matteo si guardava la punta degli scarponi. Non gliene andava bene una. Nemmeno pulire una cantina e farsi due soldi per il veglione di capodanno da bere con gli amici. Che jella!
– Il vecchio è morto, sembrerebbe un infarto in poltrona davanti alla tv.
Questa volta il baffone teneva il cappello in mano e lo sguardo rassegnato.
– Chi glielo dice alle mogli? Straordinari alla vigilia delle feste. Ci farai compagnia, ragazzo, sei l’unico testimone con ben due cadaveri, ne abbiamo da chiacchierare!
Gli scivolò dentro un ghiacciolo appuntito. Non ci azzeccava nulla con quanto era appena accaduto. Forse aveva trovato la vittima di un pervertito o di un rapimento andato a finire male, ma era lì per pulire. Per caso. No, per sbaglio. Su insistenza di sua madre. Dannazione. Aprendo quel baule aveva assistito a una resa dei conti inattesa, ma se lo avesse raccontato non gli avrebbe creduto nessuno. Se fosse rimasto in silenzio avrebbe fatto la figura del fesso. E lo zio poteva essere criccato per ragioni naturali. Una dannata congiura. E quello sarebbe stato di certo un terribile Natale da trascorrere in centrale.

Nadia Banaudi

Questo racconto, arrivato tra i primi, non è stato inserito nella pagina natalizia perché abbiamo pensato – Nadia e io – avesse atmosfere troppo cupe per una pagina frequentata anche da tanti bambini. Ma non volevo perderlo e quindi l’ho pubblicato qui.
Racconto interessante per tanti motivi: particolare e scritto bene, è una storia che mostra le tante facce possibili di un evento, di una giornata. Ciò che per molti è bello e divertente può assumere per altri, all’improvviso, connotazioni di tragedia. Osservando con occhi ben aperti, dietro le persone ci sono storie che non immaginiamo. In questa, narrata da Nadia, c’è un evento naturale, come la morte improvvisa di uno zio, e un evento del passato che torna a disturbare il presente come un monito.

6 pensieri su “Un terribile Natale – seconda parte

  1. Storia intrigante, molto ben scritta. Però, però…. (se mi permette) il tema lascia troppe aspettative per considerarlo solo un racconto: insomma, meriterebbe uno sviluppo ulteriore, anche senza dovere arrivare per forza alla risoluzione di misteri che qui vengono aperti e bruscamente sospesi sul più bello.
    Insomma, senza dovere per forza volerlo vedere estendersi a un ampio romanzo, potrebbe benissimo svilupparsi in un racconto un po’ più lungo, di cui questo potrebbe essere non altro che l’incipit.
    Ne ha tutto il sapore!!!
    (E spero che Nadia prenda le mio parole non come una critica, ma uno stimolo…)

    Piace a 3 people

  2. Ha ragione carloesse. Qui più che un finale sospeso (che lascia al lettore se la decisione del farlo finire bene o male), ci sono parecchi spunti per proseguire e dare degli elementi per decidere in che modo può finire bene o male. Considerato che la vicinanza delle due feste, per atmosfera potrebbe essere un ottimo racconto di Halloween. Ma il Natale esigerebbe che un innocente (il protagonista) non finisse in prigione per colpa dello zio (e stiamo già ipotizzando che lo zio sia responsabile di quel fantasma).
    Dai Nadia, ci sono ottimi ingredienti, mettili a lievitare! 😉

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.