Natale e cotechino – terza puntata

qui la seconda puntata

Questa scena, circa con le stesse battute e la variante di qualche mugugno da una parte e dall’altra, si è poi ripetuta ogni lunedì fino a dopo la metà di luglio.
Un piovigginoso lunedì di fine luglio, con una temperatura e un’umidità che sembrava di stare in Amazzonia, Aldo si siede con fare deciso, appoggia le sue carte, guarda tutti con espressione severa e sbotta: “Adesso basta! Dobbiamo fare qualcosa per il cotechino!”
Anche a causa del clima tropicale eravamo tutti debilitati, perciò non ci furono reazioni, a parte un’occhiata torva del direttore amministrativo. Anche il presidente, colto alla sprovvista, non sembrava in grado di reagire e si limitò ad annuire con un “Mmm-mmm …” che poteva assomigliare a un assenso. Così fu subito interpretato da Aldo, che pretese di avere i campioni in tre giorni.
“Non si può!” chiarì con decisione il tecnologo “Devo procurarmi le materie prime giuste, e anche le mele! Dove le prendo le mele?”
“Al supermercato!” rispose Aldo, senza celare l’esasperazione.
Da quel giorno si susseguirono prove e controprove, teorie, suggerimenti e accesi scambi di opinioni (“Non si può!”- “Si che si può!” – “Così non sa di niente!” – “Così va bene!” – Troppo chiaro – Troppo scuro – Troppa mela – Troppo poca – ecc.). Di tutto arrivava il riverbero ogni lunedì mattina, con ulteriori fuochi d’artificio, finché – dopo un mese – sembrò che tecnici e commerciali fossero giunti, se non a un accordo, almeno a una tregua.
“Oggi lo assaggiamo!” annunciò Aldo con tono che non ammetteva repliche.
Era un soleggiato mattino di fine agosto; la temperatura – già alle 8 – era di 27°, ma nessuno si azzardò a protestare. Aldo andò a mettere a bagno il cotechino.

Tornò dopo mezz’ora con un piatto fumante, posate di plastica e un pacco di grissini sotto il braccio.
Il presidente, poiché non c’era scampo, uscì sospirando e tornò poco dopo con una bottiglia di vino (bianco e fresco, per fortuna!) e bicchieri di plastica.
Non posso parlare per gli altri, ma io avevo fatto colazione un’ora prima con caffè, una fetta di torta e yogurt; perciò capivo la stretta del mio stomaco, e il suo fiero rifiuto davanti a quella roba; ma temo che molti fossero nelle mie condizioni vista l’aria truce con cui contemplavano la tavola. “Tocca anche a Lei!” mi mormorò il tecnologo; lo guardai male, ma purtroppo era vero.
Il direttore amministrativo – un omone di un metro e novanta per 110 chili almeno, e piuttosto brusco – mostrò un’inattesa delicatezza nel tagliare il primo pezzetto, come se stesse toccando qualcosa di pericoloso … Poi, con coraggio, l’infilò in bocca.
C’era un silenzio di tomba: tutti aspettavano un responso, una reazione. Soprattutto aspettavano!
Dopo un poco la risposta arrivò: “Mm …mm …” insieme a un impercettibile cenno di assenso.
Non era molto chiaro, ma ci diceva che avremmo potuto farcela anche noi.
Uno dopo l’altro, tutti assaggiammo. Si udì qualche altro “Mmm …”, fu sorseggiato qualche goccio di vino per sciacquare la bocca, e poi accadde una cosa decisamente inattesa: uno dopo l’altro ne prendemmo un secondo boccone!
Ma guarda! In fondo non era così terribile.
“Com’è?” Aldo era impaziente di conoscere il verdetto.
“Mah…!”, “Non male …”, “Mmm..mmm”, “Un po’ dolce …”, “Non so …”: insomma, non uscivano giudizi chiari. Aldo aprì una scatola di cotechini confezionati e ne mise imperiosamente uno davanti a ciascuno di noi: “Adesso ve lo portate a casa, lo assaggiate con calma e poi mi dite qualcosa di comprensibile! Va bene?” Nessuno aprì bocca.
Per me il problema non era tanto l’assaggiare il cotechino, quanto presentarlo a mia moglie!
Prevedevo reazioni tempestose. Mi rovinai la giornata pensando a una soluzione.
Di nuovo lunedì, ancora caldo torrido; di nuovo la riunione, con Aldo che ci scrutava con aria interrogativa già mentre ci stavamo sedendo. “Allora ..?” attacca senza perdere tempo.
Scambio di sguardi, come a scuola quando t’interrogavano sulle cause sociopolitiche della guerra dei trent’anni. Eravamo impreparati.
“Non è male …” ruppe il ghiaccio il presidente “Ma per me bisogna cambiare qualcosa, sembra scialbo”. “Per forza! – intervenne il tecnologo – la mela ammorbidisce gli altri sapori.”
“Però il profumo di mela non si sente …” obiettò il direttore amministrativo “ce ne vuole di più!”
“No no! – era il responsabile di produzione – il profumo non lo sentirai comunque. E’ stato cotto. Invece si sente quella punta di dolce, che non è male, ma non sembra più cotechino.”
“E’ un cotechino alla mela! – interviene Aldo – E in un modo o nell’altro la devi pure sentire!”
“Però manca qualcosa … – ancora il presidente – andrebbe caratterizzato meglio.”
“Caratterizzato”, è una parola che gli piace molto e sulla quale sono spesso d’accordo anche gli altri, ma bisogna vedere come.
“Sentite – riprende il presidente – io ci metterei della lingua!”
“Non è una cattiva idea! – interviene il tecnologo – però aggiungerei un po’ di pepe per dare mordente.” “Si – ancora il presidente – e al posto della gola il pancettone!” Pausa “Però tagliato più grosso! … E anche la lingua, che si sentano bene i pezzetti.”
“Stiamo stravolgendo tutto!” interviene Bruno con un sospiro sconsolato.
Ora non posso enumerare tutte le varianti, le proposte, le proteste e i commenti. Diventerebbe una lunga descrizione di tutti quei “ Bah!”, “Proviamo”, “Assolutamente no!”, “Mmmm …”, “Poi ci incasiniamo!”, ecc., che ascoltavo cercando, da questi, di seguire l’andamento della faccenda. D’altra parte, non capendo granché dell’aspetto tecnico, quelli erano gli unici segnali per me comprensibili.

… segue… 

 

*il racconto è di Giuseppe Petroni, che ringrazio, e sarà pubblicato a puntate. Seguite la narrazione

Annunci

2 pensieri su “Natale e cotechino – terza puntata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.