Lasciami – di Marco Guerrina

per poco
protetto
da muri senza voce
senza potermi
guarire

lentamente
mi ricordi.

Con te passa
il vento
dei sentieri
murati
dal Sole Indaco Continue reading “Lasciami – di Marco Guerrina”

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La magia del Natale – di Marco Freccero

Da un po’ di tempo il nonno di Matteo non era più come quello dei suoi amici: quei nonni sempre attivi, che facevano ginnastica, ballavano, ridevano, ed erano sempre in forma, in giro coi nipoti a mangiare gelato e a giocare. Del tutto identici a quelli che vedeva in televisione.
Se ne stava a letto da mesi, senza scendere mai. Viveva al primo piano di una casa dalle pareti un po’ panciute in una contrada di Stella. Dal piccolo ingresso, la stanza si raggiungeva salendo una ripida scala senza corrimano e poi, come se gli scalini irregolari non fossero stati abbastanza, ce n’era ancora uno prima di entrare. Lui se ne stava là, immobile, senza parlare; così immaginava Matteo.
Nel fine settimana suo padre e sua madre lo portavano dal nonno; ma gli proibivano di salire per vederlo.
Nei campi l’erba era cresciuta, e nessuno l’aveva tagliava. L’uva era appassita sulle viti, lo stesso per le olive e le albicocche. Il cane, un pastore tedesco di quattro anni ce l’aveva uno zio, adesso. Le stie dei conigli erano vuote da un paio di mesi, e Matteo si chiedeva dove fossero finiti; pure la mucca Bellona era sparita. Un giorno era arrivato e aveva visto la porta della stalla spalancata. Lui aveva chiesto dove fosse finita. Il padre gli aveva spiegato che l’aveva presa un vicino, ma un vicino che abitava lontano, per curarla, perché il nonno stava poco bene e aveva bisogno di tanto riposo. Una volta che si fosse rimesso, sarebbe tornata. Continue reading “La magia del Natale – di Marco Freccero”

Perché ogni giorno è Natale – di Maddalena Colucci

Taci anima mia
Anche se l’estate è finita
Lascia che la nostalgia
Si accartocci nei giorni
Di foglie e di grigio.

Coi primi freddi
Già l’aria s’illumina a festa
E mentre cinguetta migrando,
Profuma di panettone. Continue reading “Perché ogni giorno è Natale – di Maddalena Colucci”

La Storia – di Roberto Barbato

È una storia che ogni anno ritorna, che sembra sempre uguale; eppure io sento che cambia – che “mi cambia” – e si modifica, e si fa nuova ad ogni ritorno.
Come le foglie che sull’albero ritornano, e paiono sempre uguali, ma non son mica più quelle dell’anno prima! O l’acqua dentro un fiume, che sembra stare lì da sempre a compiere gli stessi ghirigori; ed invece si divide e frammenta e scorre e muta proprio sotto il nostro naso. Cose, insomma, delle quali neppure ci accorgiamo.
E così io penso al Natale. In sé non è altro che la ricorrenza di un compleanno, un tradizionale appuntamento che sta a ricordare la nascita di un uomo in un luogo sperduto dell’immenso impero romano. Credere che vi sia un di più, il ‘sentire’ cosa vi sia da festeggiare; ognuno di noi lo può percepire dentro di sé, in base a proprie convinzioni, se lo desidera. Continue reading “La Storia – di Roberto Barbato”

Viva la vida! – di Luna

Eccezionale racconto della vita di una donna.
Un essere speciale in tutte le sue forme e dimensioni.
Corpo: martoriato da un incidente che sa dell’incredibile.
Anima: leggera, dalla voglia di vivere incommensurabile.
Mente: elastica e voluminosa con la voglia di esprimere e scoprire.
E’ lei, Frida, donna dalle mille sfaccettature pronta a esplodere e volare verso l’infinito.
Se volete conoscere la storia della sua vita, allora questo non è il libro giusto.
Qui troverete esclusivamente i suoi pensieri, i suoi desideri più profondi, trascinati da una nube di tormenti e delusioni.
Un amore che ha rovinato per sempre attese e speranze.
Un matrimonio voluto fortemente nonostante le incomprensioni e i contrasti.
E infine, il Messico, una terra selvaggia dai colori forti e dalle idee attente e rivoluzionarie. Continue reading “Viva la vida! – di Luna”

Un pomeriggio sulla panchina – di Nadia Banaudi

Giacomo camminava strattonato dalla mano del nonno, le cui falcate erano ben più lunghe delle sue. Quanta fretta. A ogni vetrina riusciva a gettare uno sguardo al volo e subito era già oltre.
«Non dovevamo andare a scegliere il mio regalo di Natale?».
«Dopo, dopo».
La risposta non gli piaceva per nulla. Dopo, poteva significare tra un’ora o al ritorno, meglio di forse, non era mai.
La striscia di piastrelle del porticato stava finendo, la direzione era quella del mare dove, al limite, avrebbe trovato un’edicola e un bar. Sì, sarebbe stato dopo. Lì niente giochi.
«Facciamo una passeggiata, nonno?».
«Devo incontrare una persona, Giacomo. Riuscirai a concedermi un po’ di tregua?».
Per quello correva. Era come quando per scendere a giocare con Paolo faceva tutto di fretta.
Decise di restare in silenzio nella speranza di non innervosirlo più, così al ritorno, di buon umore, avrebbero scelto il suo regalo.
Arrivarono a una panchina vuota e si sedettero in attesa dell’appuntamento. Il nonno sembrava lui quando gli scappava la pipì, non riusciva a stare fermo. Continue reading “Un pomeriggio sulla panchina – di Nadia Banaudi”