Le presentazioni di libri sono divertenti – tre

… Segue da qui

E, dopo Castenaso, via subito a Imola!
Là, al bar Ai giardini, ci aspettava Carla Casazza, scrittrice ed editor. Carla aveva proposto la presentazione e avrebbe condotto la serata.
Io sono arrivata molto infreddolita – la temperatura era calata e io, essendo uscita di pomeriggio, non ero attrezzata. Così mi sono dimenticata di fare qualche foto.
Non sono venute molte persone – ma è passata una carissima amica che abita appunto a Imola e che vedo solo in queste occasioni, e quindi la serata era già completa solo per questo -,  e questo dispiace sempre: gli autori si spostano, a volte per tanti chilometri, la relatrice legge il libro, si prepara le domande, cerca il posto, organizza, il bar sta aperto per l’evento, l’ha pubblicizzato, ne ha parlato in giro, ed ecco che si presentano solo tre persone. In queste occasioni mi viene una riflessione:

quando si creano queste occasioni di serate ‘diverse’, quando si offrono possibilità e non vengono colte, ci si chiede perché molti dicano che non c’è niente di nuovo da fare e poi, quando c’è, non venga recepito. Lo dico non per parte mia, che non organizzo nulla, ma da parte di locali, bar e circoli, o simili, che prponogno eventi che poi vanno deserti o quasi.

Ma veniamo all’interessante conversazione svolta tra Carla Casazza, Marco Freccero e Morena Fanti:

abbiamo iniziato noi, parlando di come si era sviluppata l’idea e poi lei ha sottolineato la particolarità delle voci narranti e dei vari punti di vista usati durante la narrazione de  L’ultimo giro di valzer. Ci è piaciuto che Carla abbia notato questi particolari e credo che ciò abbia destato la curiosità delle due persone presenti.

Anche questa parte della serata è stata divertente. A Freccero è garbato andare in giro a firmare libri.

Quindi, se qualcuno ci vuole invitare, sa cosa fare 😉

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2 pensieri su “Le presentazioni di libri sono divertenti – tre

  1. Eh, sulle presentazioni, come per ogni evento, ci sarebbero molto considerazioni da fare. Una banalissima: se si svolgono nelle giornate feriali il target è limitato al pubblico locale, credo un massimo di 60 km circa, se invece interessa il weekend è facile estendere l’invito anche fuori, non si lavora, e una gita si fa volentieri. Sul pubblico locale funziona la cara vecchia locandina esposta e il passaparola, l’intervento di una pro-loco, del comune o di qualche associazione culturale, molto più difficile la pubblicità sui social che non è geografica.

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