Le presentazioni di libri sono divertenti

Venerdì 20 ottobre, come vi avevo annunciato, Marco Freccero e io abbiamo presentato il nostro romanzo a quattro mani L’ultimo giro di valzer, in due luoghi diversi.
Come sono andate le presentazioni?
Molto bene.
La prima era a Castenaso (BO) in un luogo comodo e rilassato, un bar, e abbiamo avuto un bel pubblico: attento e curioso. Molte lettrici avevano già letto il libro e l’hanno portato per avere la dedica: erano perciò lettrici informate dei fatti e piene di domande.
La prima rivelazione choc l’abbiamo fatta subito: “Lo sapete che oggi noi ci siamo visti per la prima volta?”: La sorpresa sui loro volti e la nostra sicurezza sorridente dall’altra parte le hanno convinte della verità dell’affermazione.

“Ma allora come avete fatto? Come si scrive un romanzo senza vedersi? Senza avere il contatto diretto?”: questa è stata una delle prime curiosità.
E poi: ” Ma in pratica come si fa? Uno scrive una cosa e uno un’altra e poi si uniscono?”.
Abbiamo letto qualche brano tra cui l’incipit, che vi riporto qui di seguito:

“Fare cose assurde non è da me. Due giorni fa, quando ho accettato l’invito, non ho capito la follia che stavo per fare, ma ora, mentre giro la chiave e spengo l’auto, me la sento tutta sulle spalle. Non sono mai venuta a Reggio, anche se avrei voluto: non potevo, mi mancava il coraggio. E ora ci sono venuta per un motivo così futile e una persona di cui m’importa poco. Posso fingere di non essere qui, posso fingere che non sia Reggio Emilia. In fondo, quando sei in una via di una città, cosa ti indica dove ti trovi?
Mi decido e scendo: prendo la borsa e il vassoio delle paste e mi avvio verso il palazzo che porta il numero dieci. Un edificio recente, di cinque piani; a un balcone ci sono dei panni stesi ad asciugare. Mi fermo, mi giro e osservo la zona. Oltre il parcheggio c’è la provinciale; sull’altro lato della carreggiata, intravedo una recinzione e degli alberi.
Controllo di essere in ordine: un’ultima occhiata al cappottino cammello – è la prima volta che lo metto dopo mesi di piumino e di giacconi informi – e alla gonna beige che spunta sulle calze trasparenti. Sembra davvero primavera, anche se siamo solo a metà febbraio. Faccio un respiro profondo e riprendo a camminare.
Leggo i nomi sui campanelli; al primo passaggio non lo trovo. Ripasso tutto dall’inizio e finalmente lo vedo: Francesca Ansaldo, secondo piano. Suono con decisione e spero che sia sopportabile. Una serata intera con una che non conosco e che non so nemmeno se mi è simpatica.
Il portone si apre e io entro, salgo le scale strette reggendo il ridicolo pacchetto delle paste. Quando arrivo al piano, trovo la porta socchiusa e nessuno ad attendermi. Sento uno strillo potente, la porta si apre e davanti a me, con i capelli rossi cortissimi e una bambina in braccio, c’è una figlia dei fiori in tunica ricamata, jeans sbiaditi a zampa d’elefante e piedi nudi. Deglutisco, sorrido. «Sei Francesca, immagino. Io sono Alessandra».”

… segue…

Annunci

5 pensieri su “Le presentazioni di libri sono divertenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...