Scrivere a quattro mani è un’avventura affascinante

“Il viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich

Da sempre lo scrittore è colui che se ne sta da solo e pensa, guarda dalla finestra e sospira e, finalmente butta qualche sillaba sul foglio.
Il tutto in solitudine, cosa che potrebbe portarlo a peggiorare il suo già tremando carattere.
Ma dietro l’angolo c’è una bella soluzione, un aiuto insperato, un metodo salvifico: la scrittura a quattro mani, panacea degli autori con possibilità di depressione dal troppo silenzio.

“Ora mi cerco un partner di scrittura e delegherò qualche compito pesante ad altre due mani”, credo sia un desiderio di qualcuno.
E così ho fatto anch’io: ho cercato e ho trovato Marco Freccero, gli ho sottoposto due idee che mi frullavano in testa e lui ne ha scelta una, abbiamo scritto ed è uscito il romanzo L’ultimo giro di valzer. Che meraviglia, vero? tutto perfetto, comodo, facile. Altre due mani e una testa che pensa al posto tuo: chi non vorrebbe tutto questo?
Tutto è andato bene. Abbiamo portato a termine il lavoro – la bellezza della faccenda è già qui, anche se non fosse riuscito bene – e siamo arrivati in fondo mantenendo la serenità e le nostre facoltà mentali.
Non è stato, comunque, tutto indolore. Alcune idee sono piaciute subito a entrambi, ma per altre abbiamo dovuto spendere qualche energia in più. Come per il breve viaggio al lago che Alessandra e Michele si sono concessi. Marco non ne voleva sapere di farli partire e ho dovuto spiegare perché quel viaggio avrebbe fatto bene alla storia. Spiegare più di una volta, e infine ho scritto la parte preparatoria, dove lei vede i colleghi in subbuglio per “il ponte del 4 ottobre” – per chi non è di Bologna: il 4 ottobre, oltre a San Francesco, patrono d’Italia, è anche San Petronio, patrono della nostra città, e i bolognesi, se possono, amano sfruttare il ‘ponte’ – e si immagina come sarebbe bello andare in giro con Michele. In verità lei lo vede anche come una sfida, un ‘tastare’ il terreno con il suo amante per vedere fino a dove si può spingere.
Ci serviva, no? Che ne pensate? Siete d’accordo con me?

Chi non ha ancora letto il romanzo, può leggere qui l’estratto e le recensioni

 

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