Speriamo sia solo una bufala – sedicesimo racconto

Era stata una buona giornata.
L’ingegner Carlo Urbani si diresse fischiettando verso il mercato. Aveva fatto un buon lavoro: il rubinetto di ottone che aveva montato nel lavello della signora Rossi faceva una splendida figura e si intonava perfettamente con i mobili retrò della sua cucina. Certo, se fosse stato in plastivetro sarebbe andato molto meglio, ma per quello ci sarebbe stato bisogno del suo computer e della sua stampante 3D che da circa due anni stavano a prendere polvere in un angolo del suo laboratorio; avrebbe potuto liberarsene, come avevano fatto in tanti, ma sentiva una certa ritrosia a sbarazzarsi di cose che avevano fatto parte della sua vita.
Non che l’attuale stato di cose gli dispiacesse, tutt’altro: sporcarsi le mani per aggiustare ciò che era rotto e farlo tornare nuovo e funzionante era stato in passato un piacevole hobby, e ora che era diventato il suo nuovo lavoro si sentiva molto più soddisfatto di quando passava le giornate a guardare un monitor, prima di tornarsene a casa a fare la stessa cosa. E guadagnava bene anche: oggi per esempio aveva strappato alla signora Rossi, che aveva un negozio di alimentari, la promessa di una fornitura giornaliera di pane fresco per otto mesi. Dato che alla sua famiglia il cibo non mancava, avrebbe probabilmente barattato quella promessa con qualcosa di più utile – stava pensando ad una nuova macchina per cucire per Franca, la sua compagna – e la consapevolezza di poterselo permettere gli dava una calda sensazione di sicurezza. Continue reading “Speriamo sia solo una bufala – sedicesimo racconto”

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