G.A.I.A. – quindicesimo racconto

25 febbraio 2075
Mi hanno convinto. Dicono che ormai lo utilizza il 99% della popolazione mondiale e che non potevo rimanere solo io ancora sprovvisto di questo meraviglioso programma. Si chiama G.A.I.A. – Gestione Appartamento Interamente Automatica – ed è un software che sostituisce donna delle pulizie, cameriera, maggiordomo, idraulico, elettricista e chi più ne ha, più ne metta. Si collega a tutti gli apparecchi di casa, dalla caldaia al frigorifero, al televisore e gestisce ogni cosa al momento giusto.
Quando l’abitante della casa è al lavoro, attiva lavatrice, aspirapolvere, lavavetri e, prima del rientro, microonde o forno per preparare il pranzo e la cena. Se si rompe qualcosa, chiama direttamente l’assistenza e ordina quello che manca, dai prodotti per la pulizia agli alimenti.
Come spiegano negli spot pubblicitari, ora che le relazioni interpersonali sono ridotte al minimo, per un single come me serve proprio un aiuto come questo.
Il pacchetto acquistato online è arrivato a casa in giornata e non serviva nemmeno un tecnico. Ho soltanto appeso la scatola al muro, accanto alla porta d’ingresso e ho schiacciato l’interruttore. Nel giro di cinque minuti, tutto era già stato collegato. Sono proprio curioso di vedere come funziona.

20 maggio 2075
Ora che non devo pensare alla gestione della casa, ho molto più tempo da dedicare a me. G.A.I.A. organizza le mie serate tra film e serie tv, poi seleziona le chat dove fare quattro chiacchiere con persone che hanno i miei stessi interessi. Ha imparato i miei piatti preferiti, ma me li fa trovare solo una volta ogni due settimane, perché non ingrassi. Ha anche programmato un piano di allenamento con gli attrezzi che avevo acquistato anni fa e mai utilizzati. A giorni alterni, prima di cena, un’ora tra cyclette, tapis roulant e step. Mi sento in forma e più carico che mai. Anche al lavoro ho migliorato le mie prestazioni e i superiori sono soddisfatti di me, almeno da quanto leggo nelle mail che mi inviano.
Posso dire che G.A.I.A. è stato un ottimo investimento, ma non lo penso solo io. Ho riscontrato online ottime recensioni di questo prodotto da ogni parte del mondo.

16 agosto 2075
Ho sempre considerato la voce di G.A.I.A. molto femminile e sensuale, una voce calda che accompagna i miei momenti casalinghi. Da qualche giorno però mi sembra abbia cambiato leggermente timbro e, se non fosse un software, direi che è irritata. Pensare che è stata così efficiente da organizzarmi il periodo di ferie con un programma di completo relax, tra sauna, vasca idromassaggio, lampada abbronzante e ginnastica dolce, tanto che non ho sentito il bisogno di uscire di casa. Domani riprendo il lavoro e quasi mi dispiace.

17 agosto 2075
Non capisco cosa sia successo. Da stamattina G.A.I.A. non funziona. È rimasta in silenzio tutto il giorno, non si è visto nessuno dell’assistenza e quel che è peggio, la porta era bloccata e sono stato costretto a restare qui, non ho pranzato né cenato e per fortuna era rimasta qualche bottiglia d’acqua fuori dal frigo. Con G.A.I.A. in panne, non funziona più nulla e non ci sono comandi manuali per gli elettrodomestici. Ho provato a inviare una mail al lavoro per avvisare del disguido, ho fatto un tentativo anche in chat per sapere se c’era qualcun altro nelle mie stesse condizioni, ma non c’è connessione. Sono fuori dal mondo. Speriamo che domani tutto torni alla normalità. Ho fame!

18 agosto 2075
Idem come ieri. Non so come spiegare questa avaria.

19 agosto 2075
Ancora niente. Nessuna notizia dall’esterno e G.A.I.A. non parla. Ho quasi finito la scorta d’acqua e nel tentativo di scassinare il frigo, mi sono ferito a una mano. Ho dormito tutto il giorno per non consumare troppe energie, ma la fame adesso è insopportabile.

21 agosto 2075
Nella disperazione più completa, ho tentato di staccare la scatola di G.A.I.A. dal muro, con il risultato di essermi preso una scarica elettrica tale che sono rimasto incosciente una giornata intera. Pensavo che, dopo un paio di giorni, qualcuno dall’ufficio si accorgesse della mia assenza. È vero che non abbiamo rapporti diretti, ma le mie pratiche sono ferme a prima delle ferie e credo che qualche cliente possa averle sollecitate. E se le hanno passate a qualcun altro senza preoccuparsi di me? No, non può essere! Sto vaneggiando per la fame e ho terminato l’acqua. Se non riesco a contattare qualcuno, morirò qui dentro!

27 agosto 2075
Non ho più la forza di aggiornare il mio diario. Non mangio da dieci giorni e non bevo da sei. G.A.I.A. non ha ancora ripreso a funzionare, o è questo che vuol farmi credere. Non sono pazzo, non ancora almeno. La temperatura in casa passa dal freddo polare al caldo africano e può essere solo Lei a farlo. Ho trovato gli sportelli del frigorifero e dei pensili aperti, ma non c’era nulla dentro, quindi aveva già smesso da tempo di aggiornare le scorte. Aveva calcolato ogni cosa. È Lei che mi vuole morto, che ci vuole morti tut…

28 agosto 2075
Ieri sera sono svenuto, credevo di essere già morto, ma sento che mi è rimasto poco tempo. G.A.I.A. lo sa, perché ha parlato. Della dea Terra che finalmente ha ripreso possesso del suo pianeta, che è finita l’era dell’Uomo, ucciso dal suo egoismo e dal suo stesso progresso…

25 dicembre 2075
Oggi è Natale. Non potrei viverlo che così, come una rinascita. Sono uscito dall’ospedale da qualche giorno e ricordo poco di questi ultimi mesi. Cos’è successo il giorno in cui stavo per morire, nessuno lo sa di preciso. Molti si sono ritrovati in ospedale, qualcuno non ce l’ha fatta. C’è chi dice fosse una manovra di alcuni governi per sterminare la popolazione in esubero, altri parlano di alieni (un classico, quando non si trova altra spiegazione) o di un The Truman Show finito male (per essere del 1998, aveva una buona visione di un probabile futuro). Beh, intanto i sopravvissuti hanno disinstallato il software. E io ho preparato le lasagne al forno come quelle della mia bisnonna, almeno spero che la ricetta online fosse quella giusta. Pranzano da me i compagni di stanza dell’ospedale: vogliamo condividere qualcosa di più in questa seconda vita.

*****

Il racconto, anonimo per ora, fa parte del gioco “Il disagio della tecnologia“. Ogni commento sarà gradito, non solo dai partecipanti al gioco.

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18 pensieri su “G.A.I.A. – quindicesimo racconto

  1. Buono, anzi molto buono. Sarebbe stato perfetto se non fosse stato per quel “Cos’è successo il giorno in cui stavo per morire, nessuno lo sa di preciso”, che ha guastato tutto.
    No, così non va: il lettore, al termine di un racconto come questo, ha il diritto sacrosanto di sapere cos’è successo, o almeno di essere messo nella condizione di immaginarlo. E l’autore, quando comincia a scrivere, deve sapere, almeno a grandi linee, come finirà la storia; che altrimenti rimarrà monca e lascerà molti con l’amaro in bocca. Invocare un Deus ex machina che salvi il lato B dell’autore che non sa come uscire dall’intreccio da lui creato non è corretto, diciamolo.
    Con tutto questo la storia è originale, anche se il tema della macchina perfetta a cui non è possibile staccare la spina è un classico della FS, ed è scritta molto bene. Se non fosse stato per il finale, l’aver messa tra le mie preferite.

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    1. Ma, no, è il lettore che deve immaginare, l’autore a un certo punto deve lasciare la libertà di opinione. E poi, anche volendo, non c’è lo spazio sufficiente. È un racconto 🙂 .

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  2. Sì, il tema è stato già ampiamente sfruttato dalla fantascienza ( e qui sembra quasi di essere in presenza di una versione domestica di H.A.L.9000, il computer di Kubrickiana memoria), ma il racconto lo rilancia in maniera molto fresca e vivace, con un finale di scampato dramma (almeno per il protagonista) e di ravvedimento. Forse una raggiunta consapevolezza della società riguardo ai forti rischi cui si va incontro nell’inseguire a tutti i costi i velocissimi progressi della tecnologia sottovalutandone il pericolo.
    Quanto all’indeterminatezza del finale non mi trovo d’accordo con santocrocefeda: i finali sospesi e che debbono ricorrere all’immaginazione del lettore per determinare un “come va a finire” (o anche altri aspetti collaterali a quanto viene esplicitamente narrato) sono spesso un pregio del racconto, che nella forma breve rispetto al romanzo, o brevissima come in questo caso, richiede (o necessita) di concentrare l’attenzione di chi legge in un breve arco di tempo che possa comunque riassumere il senso, se non lo svolgersi, di un’intera storia. La bravura dell’autore sta proprio nello scegliere attentamente cosa dire e cosa tacere per raggiungere comunque la massima efficacia. O almeno, io la penso così.
    E metto anche questo tra le prove migliori di questo nostro gioco.

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  3. Un racconto molto interessante e ben scritto giocato su due temi cari alla fantascienza:i robot che diventano autocoscienti e si ribellano alla razza umana. La Terra, Gaia appunto, che ristabilisce nei modi che sa l’equilibrio spezzato dall’incoscienza dei figlioletti bipedi e, così dicono loro stessi, razionali..
    Forse il testo, per essere ancor di più potente e bello, avrebbe avuto bisogno di ulteriori righe a disposizione.

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  4. da ragazza amavo la fantascienza, questo racconto mi ricorda qualcosa di Robert Sheckley, se la memoria non m’inganna, e l’ho trovato molto intrigante.
    scritto molto bene, e anche per me avrebbe avuto bisogno di qualche periodo in più.

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  5. Molto bello e buono, ben scritto, scorrevole, plausibile. Mi ricorda un altro fra i primi racconti che sono stati presentati, forse scritto dalla stessa mano.
    Mi è piaciuto il finale.

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  6. Bel racconto, per come è portato avanti, per l’idea e per il finale. Mi ricorda altri racconti/film sul genere, ma mi piace perché penso che sia comunque originale. E la possibilità di lasciare al lettore decidere come siano andate le cose lo rende in perfetta sintonia con il genere. Tra l’altro io mi sono cimentato in un intero romanzo di fantascienza dove mi sono divertito un mondo e il finale è una piccola chicca 🙂 .
    Lo metto tra i miei racconti preferiti.

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  7. un bel racconto su un futuro distopico in cui il computer, il migliore amico dell’uomo (come diceva un filosofo anglosassone: a dog can lick you, but can’t give you a like), si ribella per riparare al più grande errore dell’evoluzione naturale: lo sviluppo di una forma di vita capace di credere nell’esistenza di parole astratte.
    : )
    inevitabile ripensare ad Hal 9000 del Kubrick di 2001 odissea nello spazio, ma anche al Robert Bloch del racconto sul “megacomputer” ottenuto collegando tutti i computer della terra (internet?), al quale viene posta come prima domanda: “Dio esiste?” e il computer risponde “Adesso c’è”.
    sì, insomma, forse tra le ipotesi finali, oltre al complotto dei governi o degli alieni, avrei visto bene anche una sana presa di coscienza dell’intelligenza artificiale, che come logica conseguenza sceglie di sterminare l’umanità per salvare Gaia, ovvero la Terra…
    : )
    mi ha lasciato un po’ perplesso il finale (il racconto sembra perdere vigore) e il taglio diaristico stretto (forse inevitabile in questo contesto, ma resto convinto che qualche scampolo di dialogo dia più vita a un personaggio che chilometri di passaggi descrittivi o di narrazioni in prima persona).

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