Disagio e (in)visibilità – ottavo racconto

Opera di Piero Ligas – raccolta “I segni della violenza”

 

Alice digita furiosamente il messaggio: “Si può sapere perché non rispondi? Sto arrivando a casa tua!”
Poco dopo, suona il cicalino di WhatsApp, e legge sul display la risposta di Sofia: “Scusa, ci sono. Suona il citofono, poi ti spiego.”
Una volta in camera di Sofia, l’amica, posando la tracolla nera dei Red Hot Chili Peppers, sbotta: “Beh, cosa mi devi dire?”
Sofia, le spalle curve nel suo abitino celeste, occhi bassi, risponde: “Promettimi che non mi prendi in giro”.
La ragazza, dai jeans pieni di spilloni, e le catene al collo che tintinnano mentre si lascia cadere sul tappeto, sbuffa: “E parla! Cos’hai? Cos’è successo?”
Sofia sussurra: “Mi hanno fatto un video in palestra. E adesso lo hanno visto tutti quelli del liceo.”
“Se scopro chi lo ha fatto gli spacco la faccia! Ma sei caduta?”
Sofia annuisce: “Ora ridono tutti di me! Sto morendo dalla vergogna. Non ho il coraggio di tornare a scuola.”
“Ma che ti importa? Sono tutti dei buffoni!”
“Forse hai ragione tu. È solo un dispetto dei due dell’ultimo banco: si sono offesi perché martedì non gli ho passato la soluzione del compito di matematica.
Ricordi che il prof era davanti a noi, alla fine? Non potevo mica voltarmi e passare un foglio sotto il suo naso a Sini e Mari. L’offesa gli passerà”. Continua a leggere “Disagio e (in)visibilità – ottavo racconto” →