Un romanzo a quattro mani tra Reggio e Bologna

La storia di “L’ultimo giro di valzer” si svolge in due città. Probabilmente se avessi scritto da sola avrei ambientato la storia a Bologna e un’altra città emiliana. Ma quando si è in due, si decide insieme, quindi, essendo Marco Freccero ligure, gli ho chiesto se voleva ambientare il romanzo nella sua città. Nel qual caso, avrebbe dovuto fornire lui le ambientazioni, il clima, gli usi delle due città liguri.
Ma lui ha passato la palla e ha optato per ambientare il tutto in Emilia.
Così era chiaro che una delle due città, quella più frequentata dai nostri personaggi, anche se… (sssttt… ) dovesse essere Bologna. E l’altra?
Alla storia serviva una città facilmente raggiungibile: Piacenza era troppo lontana e nessuno dei due ne sapeva nulla, Modena poteva andare – molto vicina – ma io non la conosco. Reggio Emilia, con il suo bel ponte di Calatrava che accoglie chi arriva dall’autostrada, mi era un po’ nota per via di un’amica reggiana.
La scelta è stata veloce: Bologna e Reggio Emilia. Andata! Così, pur scrivendo a quattro mani, mi sono trovata a scrivere delle stesse città emiliane che avrei scelto se fossi stata sola. Segno che con Marco si può lavorare in sintonia e che le discussioni vertono sempre al meglio. Al meglio per la storia raccontata.
Come quella volta in cui dovevamo sbrogliare una situazione e ci serviva un’occasione per un breve viaggio dei due personaggi: io, da brava bolognese che non perde occasione per fare festa, ho proposto la ghiotta opportunità del 4 ottobre (festa del patrono di Bologna, San Petronio, anche se il resto d’Italia sa che è il giorno di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, ma voglio dire, noi qui a Bologna si sa scegliere il giorno del Patrono 😉 ). Marco non ne voleva sapere, nicchiava e affermava che non era certo andasse bene. Mi sono impuntata e ho scritto la scena e finalmente lui ha dato la sua approvazione. E devo dire che, rileggendola, mi sembra ancora la scelta giusta.
Credo che questi siano i casi in cui un’ambientazione piuttosto che un’altra fa la differenza; conoscere la città e le usanze di chi la abita può fornire spunti e snodi interessanti per la narrazione.
Comunque, ci siamo trovati a percorrere molte volte l’autostrada tra Bologna e Reggio, e viceversa, e ne abbiamo viste tante. Per esempio, lo sapete che quel tratto è infestato dalle bisarche?

Se volete sapere altro sul romanzo a quattro mani, oggi Marco Freccero ha pubblicato questo post.

 

 

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5 pensieri su “Un romanzo a quattro mani tra Reggio e Bologna

      1. Buongiorno Morena, ho letto ora il titolo del post qui; tra poco mi impiccio un po’, e lo scarico. Grazie! Tu come stai? Spero bemne! Un abbraccio, e in bocca al lupo per questa tua nuovas creazione letteraria! 🙂

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